Rompete le righe! Dopo nove gare la MotoGP va in vacanza. Summer break per gli alfieri del motomondiale: ben 42 giorni di ferie, si tornerà in pista venerdi 6 agosto dal Red Bull Ring. Analizziamo cosa ci lascia questa prima parte di stagione, le conferme, le delusioni e le sorprese.

Un uomo solo al comando, il suo nome è Fabio Quartararo

Quartararo

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27/06/2021 ALLE 13:34
E' lui il grande protagonista delle prime nove gare stagionali. Il francese ha ottenuto quattro vittorie e sei podi, e potevano essere di più se consideriamo il problema al braccio di Jerez e il fattaccio della tuta di Barcellona. Non un dominio schiacciante, ma comunque una costanza di rendimento notevole, che si lega anche ad un morale alle stelle. Al momento gira tutto bene al Diablo che, soprattutto, sembra anche cresciuto nella gestione della corsa: in passato ha spesso lamentato diversi bassi in gara per nervosismo, ora riesce a fare bene anche quando le cose non girano, ottenendo comunque punti fondamentali per il campionato. Ha 34 punti di vantaggio su Zarco secondo, con gli avversari che spesso si fanno la guerra tra di loro e si rubano punti preziosi. I problemi possono arrivare da una moto che solo nelle sue mani è stata sempre competitiva, e da quanto saprà resistere alla pressione: non sembra essere un rider che la subisce più di tanto, ma nel momento decisivo un po' di "braccino" potrà venirgli. Vedremo.

La MotoGP parla francese. L'outsider Johann Zarco

Johann Zarco durante le qualifiche del GP di Germania di MotoGP - Mondiale 2021

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I documentari sportivi vanno tanto di moda in questa fase storica, ce ne sarebbe da fare uno sul suo ultimo triennio. Arrivato in MotoGP nel 2017, ha stupito il mondo intero a suon di grandi prestazioni a bordo di una M1 del team Tech3. Poi nel 2018 il passaggio ad un team ufficiale KTM con un bel contrattone. Il rapporto tra gli austriaci e Zarco però è burrascoso sin dagli esordi: il francese sulla moto non si trova e a metà stagione decide di interrompere il contratto a fine anno. KTM però anticipa i tempi e lo lascia a piedi dopo Misano. Johann paventa ipotesi di ritiro, ma alla fine viene ingaggiato per le ultime tre gare dal team LCR per sostituire Nakagami infortunato. Per il 2020 riesce a trovare una moto del team Avintia, entrando nell'orbita Ducati, diventando il primo rider a guidare ben quattro modo diverse in MotoGP. Il resto è storia: il francese fa subito molto bene con il nuovo team, che lo porta ad andare in Pramac nel 2021 e a diventare la rivelazione di questa prima parte di stagione. Nessuno aveva dei dubbi sulle sue qualità, ma che potesse lottare per il mondiale ed essere davanti agli ufficiali dopo metà stagione era difficilmente pronosticabile. Bravo lui ad andare forte e a sfruttare le occasioni a disposizione. Mantenersi su questi livelli non sarà facile, lottare per il titolo ancora di più. Ma se c'è uno che non molla è proprio lui, che neanche due anni fa era fuori dalla MotoGP con la volontà di ritirarsi o di tornare in Moto2 e ora è secondo nel mondiale. Chapeau.

Bene ma non benissimo la Ducati

Pecco Bagnaia e Jack Miller sono fra i favoriti anche al GP di Le Mans

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Può una stagione condita da due vittorie e sei podi in nove gare, essere considerata deludente? Sì, se ti chiami Ducati. Le moto ufficiali di Borgo Panigale hanno messo in mostra ottime prestazioni in quest'inizio di stagione, con la ciliegina sulla torta della doppietta di Jerez. Ma Miller e Bagnaia hanno perso anche tanti punti e si ritrovano lontani da Fabietto Quartararo, dietro anche a Zarco che è sulla loro stessa moto ma in un team clienti. Il mondiale non è ancora andato per la squadra italiana, ma bisogna migliorare i pacchetti moto-pilota per poter lottare ad armi pari con il francese. Ce la faranno?

Male ma non malissimo Maverick Viñales

Maverick Vinales

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Ha iniziato la stagione dominando a Losail in gara-1, per poi scomparire dai radar sino al podio di Assen. In mezzo prestazioni altalenanti, alcune sconcertarti, tante polemiche e una separazione consensuale da casa Yamaha a fine anno. 2021 burrascoso per Maverick Viñales, che conferma quanto si è detto di lui in tutti questi anni: gran manico, ma troppo incostante e umorale. Fuori dalla lotta per il titolo, nella seconda parte di stagione lo vedremo certamente più libero di testa e qualche exploit potrà regalarcelo, nel mentre dovrà giocarsi le sue carte nel paddock per avere una moto per l'anno prossimo. Probabile il suo passaggio in Aprilia.

Finalmente l'Aprilia!

Aleix Espargaró durante le prove libere del Gran Premio di Doha sul circuito di Losail - Mondiale 2021 MotoGP

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Se Zarco è la sorpresa come pilota, la squadra italiana è la sorpresa per i team. Finalmente si è vista in quest'inizio di stagione una Aprilia competitiva in MotoGP, guidata alla grande da un Aleix Espargarò, che ha smesso di far parlare un po' troppo la bocca e ora preferisce far parlare la pista. Prestazioni solide e costanti, sempre vicino ai primi. Il grande risultato non è ancora arrivato, ma c'è tempo. I miglioramenti sono incredibili e il fatto che venga accostato un nome come quello di Viñales per il 2022 deve fare certamente piacere. Manca ancora un piccolo step per lottare per il podio.

Honda aggrappata a Marc Marquez

Marc Márquez (Repsol Honda).

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Nonostante il Cabroncito sia tutt'altro che al 100%, la casa giapponese si aggrappa sempre a lui. Marc Marquez è tornato, ma è lontano parente dell'alieno di Cervera ammirato fino a inizio 2020. Nonostante la forma carente, lo spagnolo si è tolto lo sfizio di vincere a casa sua al Sachsenring e di essere costantemente la migliore Honda in pista in ogni weekend. Il problema di base è che la casa nipponica ha perso praticamente un anno di sviluppo e recuperare ora non è facile, dato che il Cabroncito al momento non ne ha per colmare le lacune del mezzo.

Cosa dire di Mir e la Suzuki?

Dopo nove gare lo scorso anno aveva 105 punti, oggi ne ha 101. Stagione quindi paragonabile a quello del 2020 per Joan Mir, che però oggi si trova a -55 da Fabio Quartararo. L'anno scorso abbiamo visto un equilibrio incredibile, con tanti riders pronti a rubarsi punti a vicenda. Quest'anno c'è un Quartararo ultra costante e non basta più una media punti poco superiore agli 11 a gara per vincere il titolo. Comunque la stagione dell'attuale campione del mondo è sufficiente, anche se dalla casa giapponese ci si aspettava qualcosa di più. Forse l'addio di Davide Brivio ha influito più del previsto. Disastroso invece Alex Rins, ormai secondo pilota della casa.

La delusione è sicuramente Valentino Rossi

Valentino Rossi - MotoGP 2021

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Per ultimo chiudiamo con la delusione di quest'inizio di stagione, che non può che essere Valentino Rossi. Nulla da salvare nelle prime nove gare del Dottore, con un decimo posto come miglior risultato, tre cadute e solo quattro finite a punti. Il problema è che con la sua stessa moto Quartararo domina. La testa forse è già da un'altra parte, dietro la scrivania a dirigere il team in MotoGP. Il ritiro non è ancora stato annunciato, ma sembra la più probabile, dato che ha sempre detto che in base ai risultati avrebbe deciso, e questi per ora sono indecenti. Un grande peccato, perché chiudere in questa maniera la carriera non rappresenta sicuramente l'addio dei sogni. Ma il suo tempo ormai è passato, gli altri sono più forti.

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