Finisce l'estate europea della MotoGP. Ad Aragon è andato in scena il quindicesimo atto stagionale del mondiale 2022 e quando mancano cinque corse alla fine, il campionato è pù aperto che mai.
PILOTAPUNTI
Fabio Quartararo211
Francesco Bagnaia201
Aleix Espargaro194
Enea Bastianini163
Chi l'avrebbe mai detto solo prima dell'estate? Ai tempi della gara del Sachsenring di metà luglio avevavo Fabio Quartararo vincitore e lanciatissimo verso il suo secondo titolo, con Aleix unico vero inseguitore e rivale, anche se con distacco. Cinque corse dopo, e uno stop estivo in mezzo, è cambiato tutto: Pecco Bagnaia ha inanellato quattro vittorie e un secondo posto e, complice la crisi di risultati del Diablo, gli ha recuperato qualcosa come 81 punti sui 125 a disposizione. Una rimonta veemente, di forza, che naturalmente rilancia le quotazioni di GoFree verso l'iride, dato che l'inerzia ora è tutta dalla sua parte.
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Le pagelle: super Bastianini, ottimi Bagnaia e Aleix. Male Viñales
18/09/2022 ALLE 14:09

Fabio Quartararo insieme a Pecco Bagnaia, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Ora viene il bello. La MotoGP parte per la campagna asiatica, con quattro gare che non si vedevano dal 2019. Nell'ordine si va prima a Motegi in Giappone, poi in Thailandia, in Australia e in Malesia. Quattro tappe assolutamente decisive per il titolo, quattro appuntamenti che rappresentano un'incognita per tutti, dato che sono piste ormai inusuali e, ad esempio in Giappone, c'è spesso stata la pioggia e quindi in condizioni normali non si corre da ancor più tempo. Proviamo a capire cosa potrà accadere da ora in poi, chi può essere il vero favorito, se ci saranno ordini di scuderia e quant'altro.

Chi è il vero favorito ora?

Domanda difficile a cui rispondere, ma l'inerzia va dalla parte di Pecco Bagnaia. L'italiano in estate ha letteralmente svoltato, mettendo in mostra un passo insostenibile per gli altri, con alcune vittorie letteralmente dominate. La rimonta è praticamente compiuta, ora rimangono solo 10 punti di ritardo, per cui è totalmente aperta la lotta. Il morale è alle stelle, il pacchetto con la moto è assolutamente il migliore del circus, per cui è lui il favorito a cinque gare dal termine.

Pecco Bagnaia mostra il 4 a favore di telecamere e fotografi, come le vittorie consecutive ottenute in questo 2022, Getty Images

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Le incognite però ci sono. Prima di tutto c'è da capire quanto riuscirà a tenere psicologicamente. Pecco ha sempre guidato in rimonta in questa stagione, senza avere nulla da perdere ha rischiato e il rischio ha pagato. Ora però le carte in tavola sono cambiate: anche se è ancora dietro è diventato lui quello che ha più da perdere e che non può rischiare. Chissà come supererà l'esame del "braccino", se la testa e il manico tremeranno sottoposti all'enorme pressione. In Moto2 quando vinse il mondiale non ebbe problemi, qui però è tutto più accentuato. Il secondo dubbio riguardano le piste: si andrà in paesi dove non si corre da tempo, è vero che la Ducati ha dimostrato ormai di essere la migliore moto ovunque, ma comunque questa sarà una incognita da prendere in considerazione. In Australia e Thailandia la moto di Borgo Panigale ha sempre fatto fatica in passato. Vedremo se le cose cambieranno. Percentuale di vittoria del titolo di Francesco Bagnaia: 60%.

Quartararo ora ha bisogno di un miracolo

E' finito in un buco nero, tecnico, di risultati e anche un po' di sfortuna. Da dopo l'estate è girato tutto nel verso sbagliato per Fabietto, che a parte in Austria dove è arrivato secondo, nelle ultime cinque gare non ha più ottenuto risultati di peso. Le cause, come detto, sono diverse, da quella che Ducati ha messo a posto del tutto il progetto 2022 e ora è totalmente più forte della Yamaha, al fatto che se non avesse centrato Marquez ad Aragon, quando il francese poteva anche lottare per il podio in Spagna. I numeri però parlano chiaro e, dopo un inizio di stagione spumeggiante, Quartararo si è bloccato e ora ha bisogno di un miracolo per sbloccarsi. E' ancora in testa alla generale ma Bagnaia ormai è tornato. Le speranze di titolo per lui sono riposte nel fatto che la sua M1 possa tornare a brillare in piste come Phillip Island e Buriram dove ha fatto bene in passato, e che magari il momento fenomenale di Pecco possa avere un brusco stop, anche se sono ormai settimane che Bagnaia non sbaglia più una virgola. Percentuale di vittoria del titolo di Fabio Quartararo: 30%.

Aleix è della partita o no?

Anche questa domanda non è di facile risposta. D'istinto viene da rispondere di no: Bagnaia sembra di un altro pianeta al momento, più veloce e competitivo di chiunque, mentre Quartararo è comunque il campione del mondo in carica e ancora il leader della generale. Espargaro parte un gradino sotto questi due. Però, e c'è un però gigante: lui è sempre li. Aleix ha vinto solo una gara in stagione, contro le tre di Fabio, le quattro di Bastianini e le sei di Bagnaia. Nonostante questo è a soli 7 punti da Pecco, 17 da Quartararo e con un buon vantaggio su Enea, segno che nei weekend positivi ha vinto o è andato a podio, mentre in quelli negativi ha comunque raccolto, finendo magari sesto o settimo, ma portando a casa punti importanti. La costanza paga e il pilota dell'Aprilia è l'unico rider di tutte e tre le categorie che è sempre riuscito ad andare a punti, anche quando aveva un tallone fratturato come a Silverstone.
Venerdì prima di Aragon ho detto che in tre avevamo il 33% delle possibilità di vincere il mondiale e lo penso anche oggi. Certo, non sarà facile, ma sono molto realista. (Aleix Espargaro a Sky, 18/09/2022)
Espargaro addirittura si dà le stesse percentuali di vittoria degli altri rivali. Forse è un filo esagerato, quello che è certo è che lui e l'Aprilia saranno li in alto sempre, non molleranno di un millimetro e venderanno cara la pelle. Se dovessero verificarsi condizioni favorevoli, sarà assolutamente pronto a coglierla. Percentuale di vittoria del titolo di Aleix Espargaro: 9%.

Enea: pretendente o alleato?

La gioia di Enea Bastianini e del suo team per la prima pole position in MotoGP della carriera, Getty Images

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La classifica dice che Bastianini si trova a 48 punti di distacco da Quartararo. Dopo Bagnaia è quello che ha vinto più gare quest'anno, ma paga il grande calo accusato tra maggio e giugno, con due zeri, un decimo e un undicesimo posto tra il Mugello e Assen. Contando il fatto che ce ne sono ancora 125 di punti in palio, 48 sembrano veramente tanti, anche perché Bagnaia al momento ha un ritmo super, con una media punti a gara altissima. Per cui anche lui deve sperare in qualche regalo degli altri, ma che sbaglino tutti e tre i rivali insieme, e magari più volte, sembra utopico. Percentuale di vittoria del titolo di Enea Bastianini: 1%.

Enea Bastianini e Pecco Bagnaia sul traguardo del GP di Aragona

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Può quindi trasformarsi in un alleato di Bagnaia, in una sorta di scudiero, con lo scopo di proteggerlo e, di conseguenza, rubare punti ai rivali? Tutto è possibile. , al momento non ci sono ordini di scuderia dettati dall'alto, ma tutti sono liberi di giocarsela, naturalmente con cautela. Ma prima o poi le cose sono destinate a cambiare.
Vero, si tratta del mondiale piloti e tutti gareggiano per sé stessi. Ma questa sinfonia col passare del tempo cambierà, soprattutto se dovessero arrivare momenti clou. Sicuramente, se dovessimo trovarci in Malesia o addirittura a Valencia, con Pecco che ha bisogno di vincere e con Enea subito dietro, arriverà l'ormai famoso segnale "Mapping 8" già visto ai tempi di Lorenzo, o cose simili. Non bellissimo, ma comunque sensato: Ducati ha investito tantissimo per arrivare in alto in MotoGP e tornare a vincere, ma il mondiale piloti in questi anni gli è sempre sfuggito. Non si possono perde treni di questo tipo, bisogna provarle tutte, anche a costo di fare brutta figura con Enea, Martin o altri.

Quei cinque punti persi potranno essere decisivi?

In tanti si sono chiesti subito dopo la corsa vinta da Enea su Pecco, se quei cinque punti persi per la mancata vittoria a fine anno potranno essere rimpianti da Bagnaia. Sicuramente ogni punto è importante e ci sono stati mondiali decisi anche da mezzo punto, è anche vero che se Francesco dovesse perdere il mondiale per poche lunghezze, se la deve prendere solo con se stesso e con i pessimi risultati di inizio stagione o le due cadute di Le Mans e al Sachsenring. Li ha perso tantissimi punti, molti di più dei cinque che gli ha preso Bastianini.

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