Tempo di riflessioni, quello di Franco Morbidelli, mentre si trova a metà tra la fine di una stagione particolarissima e l’inizio di un’altra. Il pilota della Yamaha, grandissimo protagonista dell’ultimo Motomondiale, si è raccontato alla Gazzetta dello Sport, e precisamente a Paolo Ianieri. Su Valentino Rossi compagno di scuderia:

Vale, per tutti i piloti è qualcosa di diverso. Non è un compagno qualsiasi. Per me ancora di più: lo conosco da tantissimi anni, siamo molto amici e legati, questa cosa ha un sapore diverso rispetto al sentimento generale. Sono sicuro che il diverso sarà solo positivo, e spero che faremo bene entrambi. Gli auguro un’ottima stagione, però cercherò di batterlo in ogni sessione e gara, ma stando entrambi davanti, non dietro“.

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Sul Natale: “Con la famiglia e la felicità che solo la mia morosa Francesca sa darmi“.

Titolo sfuggito più rimpianto o orgoglio? “È più l’orgoglio. Perché sono la prima Yamaha, e perché ho fatto risultati che nessuno, neppure io, si aspettava. Ma un pizzico di amaro c’è, i punti dal primo sono pochi, e spesso non li ho persi per colpa mia“.

Se alzerà l’asticella il fatto di essere amici e rivali: “Potrebbe aiutare, perché le sfide ti fanno crescere. E Valentino Rossi è una grande sfida“.

Su Joan Mir e sull’aver meritato il titolo: “Sì. Ha vinto una gara, meno di me, ma è stato il più costante. L’ha meritato lui

Su Bastianini e Marini: “Sarà importante per Luca capire il prima possibile la moto, la tecnica, come cucirsela addosso. Ma ha una grande testa, non ho alcun dubbio sul fatto che ci riuscirà. Poi c’è la ‘Bestia’, che arriva da Campione della Moto2 e andrà forte. Per capire se la Ducati è fatta per loro bisognerà aspettare, è una moto che pare abbastanza aggressiva, violenta con il pilota. Ma Bagnaia è andato fortissimo a Misano, quindi nelle condizioni giuste si fa guidare. Per un pilota con la testa di Luca può andar bene“.

Su Marc Marquez: “Non posso neanche immaginare che brutta situazione stia attraversando. Un infortunio così lungo credo non si vedesse da tanto nel motociclismo, un pilota che salta un anno intero, che poi forse sarà un anno e mezzo, forse non c’è mai stato. Solo lui sarà in grado di tornare da un infortunio così e vediamo in che stato di forma psico-fisica. L’augurio è di uscire da questa situazione il prima possibile, una cosa così non si augura a nessuno“.

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