Lin Jarvis, team principal Yamaha in MotoGP, fra meno di 20 giorni ha la chance di riportare la casa del Diapason sul tetto del mondo grazie a Fabio Quartararo, che è sempre più vicino a regalare al marchio giapponese il 18esimo titolo iridato in classe regina (l’ottavo in MotoGP). Una circostanza che si avvera proprio nell’anno in cui il più grande pilota della storia della Yamaha, Valentino Rossi ha deciso di chiudere la sua gloriosa carriera. Proprio della leggenda di Tavullia e dell’impatto che i suoi duelli in pista e le sue vittorie e sconfitte hanno cambiato la percezione del motomondiale il manager statunitense ha parlato in una lunga intervista concessa a “The Oxley Interview” sull'ultimo numero di Bike Magazine, ammettendo come il 2015 e il famoso scontro fra Valentino Rossi e Marc Marquez in Malesia, ha per sempre cambiato il clima della classe regina.
"Per Yamaha il 2015 fu un anno memorabile perché riuscimmo ad arrivare sia primi che secondi nel mondiale. Quanto a quello che è successo in quella stagione, continuo a pensare che se Valentino non avesse chiamato in causa Marquez dopo la gara di Phillip Island, non sarebbe esploso e probabilmente avrebbe vinto il campionato. Poi Jorge (Lorenzo, ndr) è stato coinvolto e il clima è diventato decisamente corrosivo. La MotoGP ha iniziato a diventare sempre più simile al calcio, con i tifosi di una parte che insultavano i piloti rivali. Questo ha cambiato per sempre la MotoGP, lo sport che amiamo è stato avvelenato”.
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Da oltre 20 anni ai vertici del reparto racing di Yamaha, Jarvis ha vissuto l’intera epopea di Valentino con la casa del Diapason. Un rapporto che ha portato 4 mondiali, ha fatto le fortune del marchio giapponese ed inizio nel 2003 con un incontro segretissimo nella Clinia Mobile del dottor Costa.
"Quando Valentino ci disse che se avessimo portato i suoi uomini sarebbe stato felice di correre con noi non ci credevo. Sapevamo che prendere un pilota così, con quella fama e quella personalità, era un grande rischio e abbiamo scelto di correrlo. Poi quando in SudAfrica è arrivata la vittoria, nel 2004, è stato chiaro che avremmo fatto grandi cose”.

Lin Jarvis, Managing Director Yamaha, con Valentino Rossi, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Valentino Rossi nel 2006 e 2007 ha ceduto lo scettro (“A Valencia del 2006 con quella scivolata ci crollo il mondo addio”) ma nel biennio 2008-2009 è tornato il numero uno regalando a Yamaha altri due titoli mondiali e sfoderando alcune delle più belle gare della sua carriera: “In quegli anni Vale ha vinto alcune delle sue gare più epiche battendo Casey Stoner a Laguna Seca e Jorge Lorenzo in Catalogna. Abbiamo vissuto momenti fantastici insieme”.

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Fino alla prima rottura avvenuta nel 2010 con lo sciagurato passaggio in Ducati: “In quell’anno a dirci che avremmo dovuto scegliere: o lui o Lorenzo e questo per noi era inaccettabile. I rapporti hanno cominciato a deteriorarsi e non è stato più come prima, tanto che a fine stagione ci siamo salutati”. Dopo lo scellerato biennio del Dottore a Borgo Panigale, proprio una chiacchierata con Jarvis a Tavullia diede il via alla seconda esperienza di Rossi in Yamaha: “Lorenzo ha vinto il titolo con noi nel 2010 e nel 2012, quindi è stato molto, molto delicato e difficile cercare di riportare il suo acerrimo nemico nella squadra. Il primo approccio di Valentino con noi è avvenuto per mezzo di un uomo del suo staff. Alcuni della Yamaha erano restii, ma ho potuto vedere i benefici per il marchio. Sono andato a incontrare Valentino nella sua casa di Tavullia e ho discusso degli incontri con tensione e trepidazione. È stato un momento molto speciale dopo che la nostra relazione si era deteriorata così gravemente. È tornato con un atteggiamento diverso, più modesto e riconoscente”.
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