Valentino Rossi ha parlato con la Gazzetta dello Sport: il fenomeno delle due ruote si è confidato con la rosea, ripercorrendo tutti i momenti più importanti della sua lunghissima carriera. Dall'esordio negli anni '90 alla prima vittoria in Yamaha. Dal Mondiale 2015 ("rubato", parole sue) fino al duello con suo fratello Luca Marini. "Mi sarebbe piaciuto sfidare Mike Hailwood, Kevin Schwantz e Giacomo Agostini. Un rimpianto? Valencia 2006. Lì ho buttato via un Mondiale che avrei potuto vincere e sarebbero stati 10 comunque, anche dopo il furto del 2015".

26 stagioni: le più speciali?

"Il 2001, perché era l’ultimo Mondiale della 500 e quindi l’ultima possibilità di farcela: una battaglia all’ultimo sangue con Biaggi, stupenda. Poi il 2004, con la vittoria all’esordio a Welkom con la Yamaha. Sportivamente la più bella. E il 2008: per molti ero già finito, vecchio. Invece passando alle Bridgestone ho battuto Stoner".
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I tre avversari dei sogni

"Mike Hailwood, Kevin Schwantz e Giacomo Agostini".

Conta solo correre

"Il mio ragionamento è molto semplice e mi fa strano che certa gente non lo capisca, forse il mio modo di pensare è diverso. A me piace come mi sento, la sensazione, l’adrenalina che mi dà vincere, andare sul podio o solo fare una bella gara. Sto bene per qualche giorno. Mi piace quella sensazione lì. So benissimo che alla fine il tempo l’avrà vinta, purtroppo per tutti è così, ma provo con tutte le mie forze a rendergliela il più difficile possibile, ecco. E questo è il solo motivo per cui ancora corro".

Idea documentario?

"Mi piacerebbe moltissimo e probabilmente lo faremo, la mia storia è bella, ci son tante cose da raccontare. Abbiamo immagini, anche private, mai viste e quindi i prossimi anni, quando smetterò, mi piacerebbe fare un libro, ma soprattutto una serie come “The Last Dance”, perché secondo me sarebbe proprio figo".

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Il legame con Hamilton

"Belli quei due giorni con Lewis a Valencia (si sono scambiati moto e auto; n.d.r.), abbiamo parlato, siamo stati a cena, passato tempo assieme. Ricordo che alle 9.15 del mattino, noi avremmo dovuto iniziare a girare alle 9 e io naturalmente ero in ritardo, hanno bussato, ho aperto e c’era Hamilton vestito da... Hamilton, con la tuta da F.1: Oh, dai che è tardi, siete sempre i soliti italiani. Abbiamo entrambi una grande passione per il motorsport, siamo molto curiosi di provare tutto".

L'eredità

"Io sono stato il primo pilota moderno della MotoGP, ho fatto tante cose per primo, che sono diventate un insegnamento per tanti piloti di adesso. Ho iniziato giovanissimo, ma io a 20 anni ero già in 500 e la mia strada è stata seguita poi da tutti. Ci sono un po’ di cose che io ho fatto e a cui tutti hanno guardato".

Il rapporto con Graziano

"Una quindicina di anni fa abbiamo iniziato ad andare più d’accordo. C’è stato il periodo dell’adolescenza dove lui era severo, io invece volevo fare gli affari miei e litigavamo. Poi, però, verso i 25 anni il rapporto è cambiato, e da allora siamo andati d’accordo, come ora".

Un rimpianto

"Valencia 2006. Lì ho buttato via un Mondiale che avrei potuto vincere e sarebbero stati 10 comunque, anche dopo il furto del 2015".

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