Fra meno di tre giorni i motori del Motomondiale si riaccenderanno sulla pista del Montmelò in Catalogna ma nella mente e nel cuore di qualunque pilota si sta ancora metabolizzando il lutto e il dolore per la morte di Jason Dupasquier. Mentre la Procura di Firenze, come da prassi in questi casi, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo (per il momento a carico di ignoti) in queste ore anche il campione più esperto ed iconico del motomondiale, Valentino Rossi ha espresso le proprie considerazioni e soprattutto ha voluto onorare la memoria di Dupasquier con un messaggio postato sul proprio profilo Instagram in cui ha ripercorso anche le ore immediatamente successive all’incidente ed è tornato sulla decisione di correre.

Il pensiero di Valentino Rossi

MotoGP
Indagine per omicidio colposo dopo la morte di Dupasquier
31/05/2021 A 15:27
Non conoscevo personalmente Jason Dupasquier, non avevo avuto occasione di incontrarlo nel paddock, però lo seguivo in pista. Quest’anno stava andando forte, si era ripreso da un brutto infortunio ma era costantemente nel gruppo di quelli veloci. Aveva uno stile aggressivo sulla moto che, insieme a quell’abbreviazione che si vedeva in tv di fianco al suo numero (JDU) mi ricordava il mitico Joey Dunlop”.
“Le immagini di sabato sono state subito molto preoccupanti e la sera si era capito che le sue condizioni erano gravissime, però in queste situazioni non si sa mai tutto e ci si attacca anche alla minima speranza. Domenica, un’ora prima della gara, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. È stata durissima mettersi il casco e salire in moto perché in un momento tutto perde senso e ti chiedi che cosa ci fai ancora li. Forse, però, il miglior modo di onorare e ricordare un altro pilota è proprio correre e cercare di dare il massimo, anche se purtroppo neanche questo può cambiare quello che è successo. Ciao Jason, riposa in pace”.

La commozione dei tecnici e dei meccanici del team Pruestel durante il minuto di silenzio al Mugello per la scomparsa di Jason Dupasquier

Credit Foto Getty Images

Paolo Simoncelli: "Il minuto di silenzio andrebbe abolito, sento polemiche ma il motociclismo è così"

Anche Paolo Simoncelli, papà di Marco e fondatore della Squadra Corse Sic 58, dalle colonne della Gazzetta dello Sport ha voluto dire la propria riguardo alla morte di Dupasquier.
Il minuto di silenzio prima del via della MotoGP dovrebbero abolirlo, c’è già la tragedia, a cosa serve? Penso alla famiglia, è terribile, ho conosciuto il babbo di Jason nel 2017 al Cev, Fabio Balducci, il mio capotecnico nel campionato spagnolo, ci aveva corso contro nel cross. Sento tante polemiche, ma questo è il motociclismo. Marco è morto a 47 orari in una delle piste più sicure del mondo, bisogna convivere con tutto questo”.

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