Il mondo della motonautica italiana è in lutto per la scomparsa di Massimo Rossi, 24enne campione del mondo delle classi 250 e 350, morto in seguito a uno spaventoso incidente avvenuto in uno spaventoso incidente occorso durante una gara in Germania.
A darne la notizia è stato all’Ansa, il presidente della Federmotonautica italiana Vincenzo Iaconianni…
Rossi correva con licenza tedesca perché aveva un contratto di lavoro in quel paese. L'incidente è avvenuto nella Traben Trabach su un circuito pericolosissimo, la cui larghezza rappresenta meno della metà del minimo consentito in Italia. Abbiamo protestato mille volte per la pericolosità di quella gara, nessuno ci ha mai dato retta. Non so con certezza la dinamica di quanto è avvenuto, ma mi dicono che addirittura dopo essere andato a sbattere sul terrapieno, Rossi sarebbe finito contro un albero. Con le nostre regole lì non si sarebbe mai corso su un tracciato del genere. Purtroppo, ci sono dei circuiti dove non si dovrebbe mai correre, e sono tutti all'estero: noi in Italia siamo all'avanguardia per la sicurezza, purtroppo quando i nostri piloti vanno all'estero finiscono nelle mani di macellai.
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Originario di San Bellino, Rossi era la punta di diamante di una famiglia di grandi campioni della motonautica italiana. Il 58enne padre Stefano era stato protagonista a livello mondiale fino a pochi anni fa mentre anche la 30enne sorella Chiara, si era appassionata alla disciplina disimpegnandosi in uno sport tipicamente maschile.
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