Articolo di Helena Hicks
Tutti abbiamo sentito parlare del campionato Formula E, interamente elettrico, e della sua missione. Sebbene la Formula E sia stato il primo campionato in ambito motoristico recentemente dichiarato a emissioni zero, nel settore sono presenti altri operatori meritevoli di attenzione che stanno moltiplicando i loro sforzi all’insegna di una maggiore ecosostenibilità.
Sostenibilità e sport motoristici si trovano solitamente agli antipodi, ma nel corso degli ultimi anni lo sport è stato costretto a rivedere i suoi comportamenti. Ciò ha coinvolto ogni genere di aspetto e abitudine, dalla riduzione del numero di componenti del team che viaggiano in aereo all’utilizzo di vari materiali compositi per la carrozzeria.
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Tecnologia di scansione cerebrale per favorire il guidatore
18/11/2020 A 09:07
Uno dei motori di questo cambiamento è il campionato Extreme E fondato, come la Formula E, da Alejando Agag. Questo campionato si è distinto per i notevoli sforzi profusi negli ultimi 18 mesi per raggiungere la massima sostenibilità ambientale in vista di una nuova iniziativa di gare motoristiche che prenderà il via nel 2021.
Questo campionato assolutamente nuovo prevede lo svolgimento di gare tra SUV (veicoli di utilità sportiva) in ambienti estremi di tutto il mondo già colpiti o danneggiati da problemi climatici o ambientali, come ad esempio la calotta glaciale della Groenlandia.
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"Extreme E è maggiormente rivolto ai consumatori perché non è certo possibile andare a comprare una monoposto di Formula E, anche se a tutti piacerebbe farlo".
Queste le dichiarazioni del Responsabile delle comunicazioni Julia Fry. “Abbiamo deciso di usare un tipo diverso di veicolo perché nel settore automobilistico i SUV rappresentano il segmento consumer a crescita più rapida in termini di acquisti e con il peggiore impatto ambientale.”
La serie Extreme E è chiaramente incentrata su scienza e ricerca. Anziché utilizzare l’aereo, le squadre si spostano da una sede di gara all’altra tramite una nave mercantile mista che si chiama St. Helena.
“Abbiamo impiegato 18 mesi per tentare di renderla il più possibile nuova, ad alta efficienza e a basse emissioni, rinnovandola completamente,” spiega Fry.
Può caricare tutte le merci e le automobili. Si tratta di un’operazione estremamente impegnativa ma evita la necessità di effettuare tutti gli spostamenti in volo come invece accade in molte serie
Inoltre a bordo della nave sarà allestito un laboratorio di ricerca che consentirà agli scienziati di tutto il mondo di condurre studi sugli oceani durante i viaggi tra diverse località affascinanti e remote. A tale scopo, è stato lanciato un bando di gara per cui si incoraggiano le candidature.
“Dietro le quinte, l’obiettivo principale che cerchiamo di raggiungere è la riduzione del nostro impatto,” prosegue Fry. “La nostra missione è azzerare le emissioni nette entro la fine della nostra prima stagione.”
Sotto lo sguardo vigile delle comunità tecnologiche e degli sport motoristici, sarà interessante osservare come Extreme E cambierà il volto dello sport e non solo.

I TEAM DEL REGNO UNITO SPINGONO PER DIVENTARE PIÙ ECOSOSTENIBILI

Il team M-Sport, con sede nel Regno Unito e sponsorizzato Ford, è focalizzato su una missione altrettanto importante. Sta dimostrando che qualsiasi team, indipendentemente dalla provenienza, può provare a fare la differenza.
“Gli sport motoristici non sono certo considerati come gli sport più ecologici che esistano,” afferma Richard Miller, Team principal. “Siamo una società privata utilizzata da Ford per dirigere la squadra. Questo significa che logistica, trasporti e gestione della squadra dipendono da noi.”
Una delle aree su cui ci si concentra maggiormente è l’ottimizzazione degli sforzi per ridurre l’impronta ecologica, gestendo i costi e il numero di componenti del team da trasferire da un punto all’altro del globo in occasione di rally ed eventi.
Tra le misure adottate ricordiamo il cambiamento delle strutture di servizio che dovrebbero fungere da box nei consueti eventi sportivi, trasformandole da permanenti a temporanee.
“Siamo passati da strutture fisse a strutture gonfiabili,” racconta Millener. “Probabilmente vi chiederete perché questo sia sostenibile: di fatto è possibile trasportare la stessa quantità di installazioni occupando un quarto di camion anziché due camion, quindi non avremo più due camion che viaggiano per l’Europa e se consideriamo tutta la stagione, si tratta di un miglioramento notevole.”
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*Photo credit: Rich Millener
Nonostante l’importanza indiscutibile dei vantaggi significativi offerti dal cambiamento dell’infrastruttura, Millener ritiene che i vantaggi meno evidenti connessi all’uso dei materiali riutilizzabili siano altrettanto fondamentali.
“Solitamente portavamo con noi uno chef per ogni singolo rally ma ora che portiamo con noi una cucina impieghiamo uno chef locale ad ogni evento, che quindi non deve viaggiare né spostarsi,” prosegue. “Abbiamo inoltre previsto tazze smaltate per tutta la squadra così ognuno può prendere il suo caffé, di cui sembra aver bisogno, in una tazza riutilizzabile anziché usa e getta.”
Nonostante le sfide senza precedenti affrontate nel corso del 2020 a causa della pandemia da COVID-19, il team si impegna costantemente per migliorare il suo livello di ecosostenibilità.
Non si tratta solo dell’auto da rally ma dell’intero ambiente in cui operiamo: come team di sport motoristici, ci serviamo di un elevato numero di elementi e aziende, li consideriamo uno per uno e pensiamo a come poter essere più sostenibili
Ora è chiaro che il team sta dimostrando in quale modo più team possono adottare misure finalizzate a un maggior rispetto dell’ambiente.

FOUR MOTORS GAREGGIA CON LA TECNOLOGIA DEI BIOCARBURANTI

In Germania, un team di sport motoristici ha lavorato sodo per reinventare le gare in cui compete. Four Motors, che ora dispone di un trio di Bio Concept Car, usa i biocarburanti invece del petrolio quando gareggia sul famoso circuito di Nürburgring. Nel serbatoio troviamo il carburante fornito da CropEnergies che con la sua miscela di etanolo al 20% offre una potenza di gara sostenibile riducendo la CO2 del 20% e le polveri sottili dell’80%.
Tuttavia, non è l’unico cambiamento strumentale apportato da Four Motors. Alla recente 24 Ore di Nürburgring, il team ha presentato la prima carrozzeria con parti realizzate in fibre naturali sulla sua Porsche Cayman 718 GT4 CS MR.
Il team è diretto da Thomas von Löwis che, come ex pilota che ha partecipato al DTM (Campionato Tedesco Turismo), conosce le componenti di una buona auto.
“Abbiamo avviato la società nel 2003 e sin dall’inizio Smudo ha gareggiato per noi,” racconta a Eurosport. Smudo è un rapper della band tedesca di grande successo Die Fantastischen Vier, che ha conquistato numerosi dischi di platino. “È un ottimo pilota e lavoro con lui dal 2000, anno in cui ha iniziato la sua carriera nelle corse.”
Il primo passo nell’uso di una tecnologia più sostenibile è stato compiuto quando nel 2003 presso Nürburgring il team ha iniziato a partecipare al cosiddetto Green Hell con un maggiolino VW. Disponevano di un motore anteriore a quattro cilindri alimentato con biodiesel anziché con i tradizionali combustibili fossili.
Sforzandosi di aumentare ulteriormente la propria sostenibilità, nel 2005 il team è giunto alla creazione della prima Bio Concept Car, che era a tutti gli effetti una fantastica Ford Mustang, utilizzando componenti in fibre naturali come il lino.
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Photo credit: Four Motors
"Abbiamo acquistato la scocca a Detroit quindi l’abbiamo spedita in Germania", spiega von Löwis.
Fortunatamente, i partner hanno continuato a sostenere questa nuova avventura, emozionante ma impegnativa. Il team ha ricevuto supporto dal Ministero delle politiche agroalimentari della Germania Federale per l’ulteriore sviluppo dei materiali per le auto da corsa. Four Motors ha continuato a migliorare i componenti in biofibre nel corso degli anni per raggiungere almeno lo stesso peso e la stessa rigidità delle fibre in carbonio, riducendo al contempo l’impronta di CO2 del 75%.
Un altra colonna portante della sostenibilità su cui si regge Fout Motors è rappresentata dai motori delle sue Bio Concept Cars. Il team si avvale dell’olio per motore ri-raffinato della Wolf Oil Corporation, formulato partendo da un olio di base riciclato proveniente dalla raffineria finlandese Tecoil.
Tom von Löwis è convinto dei vantaggi dei lubrificanti speciali: “L’olio motore ri-raffinato non solo resiste alla prova di durata delle gare di Nürburgring ma migliora anche l’equilibrio ambientale in modo significativo. Il suo utilizzo consente di risparmiare due terzi di greggio e di ridurre la CO2 dell’80% rispetto agli oli di nuova produzione.”
Queste innovazioni hanno permesso a Four Motors di raggiungere risultati eccellenti nella ricerca di una maggiore sostenibilità e ora l’azienda è riconosciuta come uno dei team più audaci per le misure coraggiose ma ammirevoli adottate per ridurre la sua impronta ecologica.
Insieme a Extreme E e ai team con sede nel Regno Unito come M-Sport sostenuto da Ford, i produttori come Ford si stanno impegnando fortemente per garantire il miglioramento della loro impronta ecologica per le prossime stagioni di competizioni. Nel complesso, gli sport motoristici sembrano destinati a spostarsi gradualmente verso un futuro più sostenibile e quindi più praticabile, alla portata di tutti.
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