Articolo di Helena Hicks
Già dagli anni ‘50, gli sport motoristici sono stati il primo contesto in cui era possibile disporre delle nuove tecnologie prima che raggiungessero un mercato più vasto; i fari a LED sono stati infatti sviluppati per la 24 Ore di Le Mans prima di essere introdotti nel settore automobilistico.
Di conseguenza, nei campionati di tutto il mondo i livelli di sicurezza sono decisamente aumentati e questo è in parte dovuto ai progressi tecnologici.
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I metodi innovativi che avvicinano i fan agli sport motoristici
06/11/2020 A 15:48
Kevin Harvick, campione della NASCAR Series Sprint Cup 2014, gareggia a livello professionale dal 2001, anno in cui ha esordito nella Sprint Cup. Ora guida una Ford Mustang. Durante il periodo trascorso al paddock, è stato testimone della significativa evoluzione che ha interessato attrezzi e attrezzature. L’evoluzione spazia dalle innovazioni apparentemente modeste, come la cintura di sicurezza a nove punti di attacco, fino ai nuovi caschi leggeri e alle videocamere che restituiscono al team filmati in tempo reale.
“Ho assistito all’evoluzione e allo sforzo che il nostro settore ha profuso nella sicurezza. Il casco è stato per me uno degli elementi di maggiore impatto perché ho avuto dei problemi con il collo,” racconta Harvick a Eurosport. “Il mio attuale casco è più leggero e silenzioso, con 20 decibel in meno rispetto al casco che indossavo prima. Questa caratteristica favorisce la comunicazione e allevia la fatica sul collo. Non ho più alcun problema con il collo e credo che non avrò più nemmeno problemi di udito perché posso davvero sentire all’interno del casco invece di sentire solo il rumore del motore!”
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*Immagine sopra > Kevin Harvick - Photo credit: Stewart-Haas Racing
Harvick vanta una lunga carriera ricca di successi e ora è uno dei volti più conosciuti del panorama NASCAR. Il suo nome appare infatti tra i 10 piloti più premiati della serie. Quando gareggia, si affida completamente ai suoi attrezzi e alle sue attrezzature.
Fondamentalmente, sei seduto in un guscio che è stato modellato in funzione del tuo corpo. Dico sempre alla gente che mi sento più comodo nella mia auto da corsa che non nell’auto con cui giro in città, proprio perché è stata costruita per me. Ciò che si cerca di fare è prepararsi agli incidenti ad alto impatto così si controlla che ogni cosa sia al posto giusto: per quanto riguarda il sedile, ci si accerta di avere la cintura di sicurezza a nove punti oppure si controlla il tipo di schiuma utilizzata nel poggiatesta così da evitare una commozione cerebrale in caso di impatto
Ora, gli sport motoristici sono un contesto straordinario in cui si implementa una scienza rivoluzionaria per agevolare le performance.

UNA NUOVA TECNOLOGIA PER UNA NUOVA ERA

La FIA, l’organismo che governa la Formula 1, ha introdotto un apparato tecnologico per aumentare la sicurezza e le prestazioni. Tra le ultime e più importanti innovazioni possiamo citare l’implementazione delle luci LED nel cruscotto delle auto di F1 per avvisare il pilota del cambiamento delle condizioni della pista, ad esempio l’ingresso della safety car o la bandiera rossa.
Un altro progresso entusiasmante arriva dall’azienda automobilistica Ford, che sta attualmente sviluppando un casco in grado di misurare l’attività cerebrale che può essere tradotta inelle prestazioni del pilota.
Questo dispositivo è detto casco EEG e utilizza le onde alfa del cervello per indicare il livello delle prestazioni di un pilota in qualunque determinata parte della pista o fase della gara di rally.
Lavoriamo su questo aspetto da due o tre anni,” dichiara Yates Buckley, Responsabile della ricerca presso Unit9, una società che sta aiutando Ford a sviluppare questa straordinaria apparecchiatura. Tutto questo trova origine nel tentativo di ottenere informazioni su come appare la situazione dal punto di vista del pilota, cosa significa essere un pilota e cosa accade nella sua mente mentre gareggia.”
La scienza alla base dell’invenzione richiede di prendere in considerazione l’EG, o elettroencefalogramma, che misura le onde cerebrali, un elemento che solitamente non ha molto a che vedere con gli sport motoristici. In tutta onestà, questa affascinante invenzione è qualcosa che nessuno avrebbe mai associato agli sport motoristici.
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“Abbiamo dovuto reinventare il modo di registrare l’EG,” dichiara Buckley. “Quando misuri l’EG in ospedale, hai a disposizione uno spazio molto ampio e privo di interferenze inoltre sei seduto in posizione immobile. Anche questi piccoli contenitori di gel non possono essere trasportati in una pista di gara: l’apparecchiatura è ingombrate e pesante e suscettibile ai rumori dell’ambiente circostante.”
Attualmente è stata raggiunta la fase di collaudo del dispositivo sui piloti, compreso il pilota Gus Greensmith che gareggia nel Campionato mondiale di rally FIA.
“Abbiamo dovuto costruire un kit di strumenti di misura che ci permettesse di scomporre la relazione tra pilota, automobile e pista, ricavando informazioni su ciò che accadeva, “prosegue Buckley. “Lo sforzo principale è stato il tentativo di costruire metriche leggibili che fossero utilizzabili e in grado di aiutare i piloti.”
Greensmith, che pilota del team M-Sport sostenuto da Ford, è stato coinvolto nel progetto sin dalle prime fasi e ritiene che si tratti di uno “strumento” che aiuterà la sua capacità di guida in futuro. È evidente che è rimasto affascinato da questa nuova modalità di misurare le performance.
Ho effettuato alcuni dei test iniziali presso la struttura dedicata di M-Spor. Ho indossato il casco per consentire lo studio delle onde alfa e dei risultati. È stato molto interessante vedere esattamente quali informazioni mi ha dato.
Riguardo al pilota, sarebbe in grado di determinare il livello di forma fisica posseduto oltre alle tappe del rally o alle aree della pista su cui si deve concentrare maggiormente.
“I fattori esterni che possono incidere sulla tua concentrazione sono numerosi,” spiega Greensmith a Eurosport. “Riuscire ad avere un riferimento e a fare un confronto dall’inizio alla fine della tappa, in termini di intertempo o forti cali di prestazioni, consente di osservare i dati e vedere il proprio modello di concentrazione.”
Nella fase attuale, il casco EEG è stato testato da Greensmith e altri piloti in varie tappe di rally in modo che i ricercatori potessero ricavare informazioni fondamentali dagli esperimenti.
“Offre la stessa sensazione che si prova indossando un normale casco,” dichiara. “Sicuramente lo utilizzerei perché potrebbe aiutare me come pilota e consentire agli ingegneri di migliorare l’auto. Potremmo essere in grado di identificare in modo molto più rapido le ragioni per cui le prestazioni che otteniamo non sono soddisfacenti oppure sono ottime. Più veloce è l’identificazione, più rapidamente riusciremo a migliorare o a compiere passi in avanti più significativi in futuro.”
Aniruddh Ravindran ha studiato ingegneria biomedica nell’ambito delle neuroscienze, lavorando come scienziato ricercatore nel team di ricerca dedicato alle interfacce uomo-macchina di Ford.
“Si tratta di registrare l’attività elettrica del cervello,” spiega Ravindran. “È possibie misurarla partendo da qualsiasi parte del cervello analizzando poi i segnali per attribuire un significato all’attività cerebrale.”
Non è una ricerca necessariamente nuova. Secondo Ravindran, gli scienziati hanno già indagato questa materia nel secolo scorso per diagnosticare disordini e patologie del cervello. Tuttavia, viene coinvolto un aspetto nuovo con le funzioni cerebrali e gli sport motoristici e usando i due fattori per migliorare le prestazioni del pilota.
“Ricerca e sforzi si sono concentrati soprattutto nell’area accademica e in campo medico,” prosegue. “La tecnologia per registrare l’attività cerebrale si è notevolmente evoluta. Attualmente, disponiamo di apparecchiature che per registrare l’attività elettrica del cervello richiedono semplicemente di indossare un cappello e attaccare gli elettrodi. L’analisi di questi segnali consente di ottenere molte informazioni su cosa sta accadendo. Ci stiamo trasferendo dagli ambienti medici agli spazi commerciali.
Potrebbero occorrere ancora alcuni anni prima di vedere i piloti indossare un casco EEG Ford durante gli eventi, ma i progressi fatti con questo concetto sono sbalorditivi.
Dalla conversazione con i piloti Ford Harvick e Greensmith, è chiaro che l’attenzione degli sport motoristici si è concentrata sul miglioramento della sicurezza. Ora che questi progressi sono stati fatti, le aziende come Ford possono usare la scienza per migliorare le prestazioni del pilota in futuro garantendo, al contempo, la maggiore sicurezza possibile per gli atleti nel lungo periodo.
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