La prima volta non si scorda mai. Un adagio popolare quasi eterno. Figurarsi se, per prima volta, si intende l'esordio del Sincro Solo tecnico maschile agli Europei di Roma 2022, in cui si porta a casa una pesantissima medaglia d'oro. A riuscirci è stato Giorgio Minisini, nuotatore artistico nato proprio a Roma il 9 marzo 1996. A soli 26 anni, l'Azzurro sfata tabù e riscrive la storia, in quanto primo medagliato di sempre agli Europei in questa nuova specialità: "Gareggiare da solo mi trasmette una responsabilità diversa, forse sono più rilassato. Sognavo di sentire l’inno suonare in Italia, nella mia città".
Il nuoto sincronizzato è sostanzialmente nel DNA di Minisini. Sua madre, Susanna De Angelis, è un'ex sincronette nonché la prima allenatrice di Giorgio. Suo padre, Roberto Minisini, è invece giudice internazionale di questa disciplina sportiva. Quasi naturale che, a soli quattro anni d'età, il nuovo fenomeno Azzurro abbia cominciato a cimentarsi, diventando uno dei primi al mondo: "Da una parte essere l’unico mi pesava, significava essere sempre una novità per qualcuno. Dall’altra mi gasava, potevo esplorare un’area totalmente libera", come dichiarò tempo fa al Corriere della Sera.
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All'inizio della sua carriera, non mancarono ovviamente i pregiudizi verso un ragazzo che praticava una disciplina notoriamente femminile. Minisini diventò in breve un pioniere del nuoto sincronizzato, ma anche una sorta di emblema contro opinioni preconcette tanto stupide quanto anacronistiche. "Fare nuoto sincronizzato doveva per forza associarsi all’essere omosessuale, quindi con un doppio pregiudizio da affrontare: primo che mi etichettassero come qualcosa che non ero, e poi che lo considerassero, eventualmente, un male. Sapevo che la domanda 'ma è gay?' veniva posta di continuo alle mie compagne e io dovevo sempre far vedere di essere quello che sono e anche di non essere quello che non sono. Però onestamente, di questo non mi è mai importato". Giorgio ha continuato deciso sulla sua strada, arrivando a diventare figura di ispirazione anche per Arianna Sacripante, sua compagna nelle esibizioni di nuoto sincronizzato, affetta da Sindrome di Down e col sogno, un giorno, di poter gareggiare alle Olimpiadi in competizioni miste, in cui anche gli atleti paralimpici possano partecipare.
"Se vuoi essere il migliore devi lavorare sulle tue debolezze". Un mantra che potrebbe apparire piuttosto scontato, ma che diventa inevitabilmente imprevedibile se si considera l'allenamento cui Minisini è continuamente sottoposto. Ore di lavoro in palestra tra pesistica e stretching continuo, per ottenere una flessibilità massima del proprio corpo. Un lavoro svolto sotto l'egida delle Fiamme Oro, società di cui fa parte anche Enrica Piccoli, sincronette Azzurra e compagna, nella vita, di Minisini, con la quale sarà festeggiata questa storica medaglia d'oro. "Prendo quest’oro come un punto di partenza per me e tutto il movimento; è stata una gara storica e sono contento di averne fatto parte", le parole di Minisini, raccolte da La Gazzetta dello Sport.
Ora che anche l'Europa si è aperta al Sincro Solo maschile - per quanto soltanto tre atleti abbiano preso parte all'evento di Roma 2022 - il mondo dello sport, in particolare quello del nuoto artistico, riscopre con forza l'importanza dei temi di inclusione e parificazione tra i sessi. Con uno sguardo anche ai Cinque Cerchi, considerando che il Cio avrebbe in progetto di aprire le porte di Los Angeles 2028 al Duo misto, specialità in cui Minisini ha appena vinto due ori mondiali a Budapest 2022, uno nel programma tecnico e l'altro nel libero, insieme a Lucrezia Ruggiero.

CERRUTI/FERRO DA APPLAUSI SULLE NOTE DE "LA RIPARTENZA"

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