E anche la quinta giornata degli Europei 2021 di nuoto va in archivio. La Duna Arena di Budapest (Ungheria) è stata ancora motivo di soddisfazione per i colori azzurri e la squadra guidata dal Direttore Tecnico Cesare Butini ha continuato a dare conferme sui propri standard elevati.
Pronti, via e Simona Quadarella nei 1500 stile libero ha concesso il bis. La campionessa del mondo in carica si è confermata a livello continentale, rendendosi protagonista di una prova in solitaria suggellata dal crono di 15’53″59. Un riferimento non da stropicciarsi gli occhi, ma da valutare positivamente se inquadrato nell’ottica di una preparazione che vorrà portare Simona al top della condizione ai Giochi di Tokyo. Festa tricolore completata da una coriacea Martina Rita Caramignoli, terza con il tempo di 16’05″81, preceduta dalla russa Anastasia Kirpichnikova (16’01″06). Non altrettanto confortanti i riscontri nell’atto conclusivo dei 50 delfino uomini in casa Italia: Piero Codia (23″54) e Thomas Ceccon (23″56) si sono classificati in settima e ottava posizione, peggiorando il tempo delle semifinali. Titolo continentale al magiaro Szebasztian Szabo in 23″00 a precedere l’ucraino Andriy Govorov (23″01) e il russo Andrey Zhilkin (23″08).

Simona Quadarella e l'oro nei 1500 sl a Budapest

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Nelle semifinali dei 200 dorso uomini Lorenzo Mora ha fatto quello che ha potuto, nuotando in 1’58″13, ma il livello è stato decisamente al di fuori della sua portata e i crono del britannico Luke Greenbank (1’54″43) e del russo Evgeny Rylov (1’55″11) non potevano essere raggiunti. 12° il riscontro dell’azzurro. Stessa storia, stesso mare per Silvia Di Pietro: la romana ha concluso in 14ma piazza nell’overall dei 100 sl donne in 54″87, cercando un passaggio più rapido ai 50 metri, ma non avendo un ritorno adeguato. La migliore della graduatoria delle semifinali è stata la francese Marie Wattel (53″34) davanti all’olandese Femke Heemskerk (53″49) e all’altra orange Ranomi Kromowidjojo (53″59).
Si è tornato a sorridere tra le fila nostrane grazie ai 50 rana uomini. Nicolò Martinenghi, dopo la finale sottotono dei 100 metri, ha espresso un livello agonistico notevole, siglando il crono di 26″49, di poco alle spalle del fuoriclasse britannico Adam Peaty (26″38) e del bielorusso Ilya Shymanovich (26″47). Si prevede dunque una finale dai folti contenuti, con l’inserimento dell’altro italiano Alessandro Pinzuti (quinto tempo di 27″11, nuovo personale). Un sorriso ha potuto regalarselo anche Francesca Fangio al termine dei 200 rana femminili. L’azzurra ha eguagliato al centesimo il proprio personale di 2’24″26, dando tutto quello che aveva nella prova vinta dalla britannica Molly Renshaw (2’21″34) davanti alla svizzera Lisa Mamie (2’22″05) e alla russa Yuliya Efimova (2’22″16).
Il russo Martin Malyutin ha fatto doppietta e dopo i 400 sl ha centrato il successo anche nei 200 sl con l’eccellente riscontro di 1’44″79 (record dei campionati) battendo i due britannici Duncan Scott (1’45″19) e Thomas Dean (1’45″34). Molto bene Ilaria Cusinato e Sara Franceschi nelle semifinali dei 200 misti: nella graduatoria comandata dall’israeliana Anastasia Gorbenko (2’10″35) davanti all’ungherese Katinka Hosszu (2’10″66), la veneta ha ottenuto il terzo crono di 2’10″72 e la toscana il sesto di 2’11″41. Le nostre portacolori cercheranno di entrare nel gioco delle medaglie.

Pellegrini e Quadarella trascinano la 4x200 femminile al bronzo

Podio che è stato colto della staffetta 4×200 sl femminile: Stefania Pirozzi (1’59″63), Sara Gailli (1’59″94), Simona Quadarella (2’00″61) e Federica Pellegrini (1’56″54) hanno ottenuto un bronzo prestigioso con un tempo di 7’56″72, non sufficiente però per soddisfare il limite che la FIN aveva posto per il pass a Cinque Cerchi (7’53″0). L’oro è andato alla Gran Bretagna (7’53″15) davanti all’Ungheria (7’56″26) e alle azzurre.

L'argento di Margherita Panziera nei 100 dorso

Ultimo atto conclusivo, non previsto, quello dei 100 dorso donne. Nei fatti, la prova aveva già visto il successo della britannica Kathleen Dawson, davanti all’olandese Kira Toussaint e alla russa Maria Kameneva, ma un problema sulla piastra al via in corsia 8 ha costretto gli organizzatori ad annullare la gara e a replicare al termine del day-5. Ad approfittarne è stata Margherita Panziera che, quarta nella prima circostanza, ha ottenuto un argento insperato con il crono di 59″01 a meno di un decimo dal suo primato italiano (58″92). Sempre Dawson si è imposta in 58″49, mentre per Touissant il podio è sfumato (quarta in 59″32), con Kamaneva terza (59″22).

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