Non si placa la polemica, nel mezzo della guerra Russia-Ucraina, degli atleti russi che appoggiano l'invasione. Tra provocazioni e preghiere di pace, finisce al centro della bufera il nuotatore Evgeny Rylov, oro individuale nei 100 e nei 200 metri dorso, un argento nella staffetta 4X200 stile libero ai Giochi di Tokyo. L'atleta, uno dei più forti sportivi russi in circolazione, ha sfilato allo stadio Luzhniki durante una manifestazione a sostegno di Vladimir Putin e della sua azione bellica. Il ragazzo quando non gareggia è un sergente maggiore della polizia ed ha partecipato all'evento con la Z sul petto, lettera è tristemente nota per essere il simbolo dell’invasione in Ucraina. Oltre a lui, c'erano anche Alexander Bolshunov (sciatore russo) e le ballerine olimpiche sul ghiaccio Nikita Katsalapov e Victoria Sinitsina per una dimostrazione muscolare di quanto sia importante lo sport in un regime.

LE POSSIBILI SANZIONI

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Il mondo ha alzato un muro contro il dramma della guerra e, così, sono arrivate in fretta le prime sanzioni per Evgeny Rylov: la Speedo ha stracciato il contratto con l'atleta comunicando attraverso una nota, "La sponsorizzazione è interrotta con effetto immediato. Condanniamo la guerra in Ucraina nel modo più forte possibile e siamo solidali con il popolo ucraino". Oltre ai contratti, è stata aperta un'inchiesta dalla Federazione Internazionale di Nuoto che sta indagando sulla questione, ad ora agli atleti russi viene concessa la possibilità di gareggiare senza bandiera nè colori sociali.

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