Penultima giornata di gare e di batterie nell’Etihad Arena di Abu Dhabi, sede dei Mondiali 2021 di nuoto in vasca corta. Nella piscina da 25 metri iridata tante gare interessanti che vale la pena raccontare.
Il programma ha preso il via dalle heat della staffetta 4×50 mista maschile. L’Italia, campione d’Europa in carica e primatista del mondo, ha timbrato il cartellino con il quinto tempo dell’overall. Lorenzo Mora (23.65), Nicolò Martinenghi (26.00), Michele Lamberti (22.84) e Thomas Ceccon (21.11) non hanno sciorinato una prestazione monstre (1:33.60), ma hanno comunque fatto quanto bastava per essere parte dell’atto conclusivo. In vetta all’ordine dei tempi troviamo la Russia (1:32.52) a precedere l’Egitto (1:33.19, nuovo record africano) e il Brasile (1:33.21).
Missione compiuta per Ilaria Cusinato che, dopo aver fatto vedere ottime cose nei 400 misti e 200 farfalla, ha centrato l’obiettivo Finale nei 200 misti. La veneta con il crono di 2:07.70 ha staccato il biglietto per l’appuntamento pomeridiano con il quinto tempo della classifica generale delle batterie, graduatoria comandata dall’americana Kate Douglass (2:04.24), nettamente la migliore delle heat.
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In Finale e con qualche brivido di troppo anche Alberto Razzetti nei 400 misti. L’azzurro, nella penultima batteria, ha concluso in quarta posizione con il tempo di 4:05.05 rimanendo un po’ sorpreso dalla chiusura dei rivali. Fortunatamente per lui la heat successiva non gli ha precluso la possibilità di fare molto meglio al pomeriggio e per questo si può sorridere. In un contesto di questo genere il giapponese Daiya Seto, primatista del mondo della distanza, ha messo in mostra il solito spirito battagliero, realizzando il miglior tempo di 4:00.84 davanti all’americano Carson Foster (4:02.63) e al campione d’Europa Ilya Borodin (4:04.35).
Due le azzurre a entrare nelle semifinali dei 100 farfalla. Elena Di Liddo ha nuotato in maniera convincente, vincendo la heat n.4 con il tempo di 56.95 e facendo capire di essere mentalmente ben connessa. Maggiori difficoltà per Ilaria Bianchi, che con il 16° tempo è riuscita a portare a casa la pelle con il tempo di 57.40. In vetta alla graduatoria ha terminato la svedese Louise Hansson (56.04). Coppia tricolore anche nelle semifinali dei 100 stile libero. Alessandro Miressi, dopo aver trascinato all’oro la 4×50 sl ieri, si è espresso su buoni livelli in 46.30 (2° tempo dell’overall), mentre Lorenzo Zazzeri non ha trovato le giuste sensazioni, ma il 15° tempo di 47.27 è stato sufficiente per vederlo nel penultimo atto. A sorpresa, il migliore delle batterie è stato il canadese Joshua Liendo Edwards (classe 2002) che ha fatto vedere nel corso della rassegna iridata talento cose importanti e il 46.26 ha rappresentato una conferma.
Nei 50 stile libero donne Silvia Di Pietro ha conquistato il pass per le semifinali con il crono di 24.15 (nono dell’overall), mentre niente da fare per Costanza Cocconcelli (17ma in 24.56). Una graduatoria nella quale la svedese Sarah Sjoestroem ha fatto la voce grossa in 23.31. Senza faticare più di tanto è arrivato l’accesso alle semifinali di Nicolò Martinenghi nei 50 rana. L’azzurro, argento mondiale in questa sede, ha ottenuto il quarto tempo delle batterie in 26.02, mettendo in mostra personalità e convinzione. Servirà un piglio diverso per entrare in Finale e cercare di contrastare un Ilya Shymanovich (25.77) in grande spolvero.
Nelle batterie della 4×200 sl femminile prive dell’Italia si preannuncia un gran bel duello in Finale tra gli Stati Uniti (7:44.49) e la Russia (7:45.58). La mattinata di Abu Dhabi è andata in archivio con il sorriso in casa azzurra, visto il pass conquistato da Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza, rispettivamente in quarta e settima posizione nell’overall coi tempi di 14:28.11 e 14:34.03. Una prova in gestione per il carpigiano che ha cercato di avere sempre ben chiaro il quadro della situazione, dovendo però fare i conti con l’ucraino Mykhailo Romanchuk (14:24.76) e il tedesco Florian Wellbrock (14:25.79) che sono finiti davanti, realizzando il primo e terzo crono dell’overall. Vedremo nell’atto conclusivo di domani come andrà a finire.

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