Un lampo e due delusioni fortissime. La mattinata coreana si illumina di azzurro solo alla fine grazie alle quattro ragazze della staffetta 4×100 mista che regalano alla spedizione azzurra la carta da finale numero 23 di un’edizione dei Mondiali che rimarrà negli annali come la migliore di sempre per l’Italnuoto. Le italiane chiudono le batterie con il terzo crono, 3’58″35, alle spalle di Usa e Australia e questo pomeriggio sarebbero da podio, sperando in una ripresa di una Margherita Panziera decisamente sotto tono: è infatti alto l’1’00″56 con cui porta a termina fra mille difficiltà la prima frazione della staffetta. Serve un crono almeno sotto il minuto al lancio per sperare in qualcosa di importante in finale e, per l’azzurra, si tratterebbe del minimo sindacale ma non oggi, non qui.
Bene, invece, Castiglioni che rimette in carreggiata le azzurre con un 1’06″68 di ordinanza, Bianchi che mantiene la seconda piazza con un buon 57″54 e Pellegrini che respinge l’assalto di Sjoestroem con 53″57. Si aprirebbero anche scenari interessanti perchè all’appello, in finale, manca la Russia, che si suicida con tre frazioni sonnacchiose e chiude 12esima. La lotta sarà con Cina e Canada per la terza posizione ma Masse e Fu rischiano di scavare un solco difficilmente colmabile se Panziera non riuscirà quantomeno a tornare sui livelli di una settimana fa.
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La parola lotta non si può accostare oggi, invece, alla “solita” staffetta 4×100 mista maschile che, come accaduto un sacco di volte nelle grandi manifestazioni (l’ultimo scempio a Glasgow un anno fa), viene esclusa dalla finale e fin lì ci potrebbe anche stare ma pure dalle prime dodici che significava pass assicurato per Tokyo 2020, dove vanno nazionali rispettabilissime ma non certo da mettere con l’Italia come Lituania o Bielorussia.
Niente da fare anche per Ilaria Cusinato. Non basta il 4’43″27 che pone la vice campionessa europea al 16mo posto nelle batterie dei 400 misti che vedevano 26 atlete al via. Mai in gara l’azzurra che ora può finalmente chiudere la pagina di Gwangju e capire cosa fare da ora in poi: scelta non facile ma da fare in fretta perché entro fine agosto bisogna mettersi a lavorare a testa bassa per Tokyo. Katinka Hosszu, pur senza impressionare, strappa il primo tempo ma oggi dovrà soffrire contro una pimpante giapponese Ohashi.
Niente azzurri al via in un 400 misto di livello oggettivamente molto basso.Primo tempo per Daiya Seto che è pronto a bissare il trionfo dei 200 ed è l’unico superstite in finale del podio di Budapest 2017 perchè, con grande stupore, restano fuori dai primi otto sia il campione del mondo uscente, lo statunitense Kalisz, sia l’argento di Budapest, l’ungherese David Verraszto. Si preannuncia così una cavalcata vincente per il campione nipponico che non sembra avere rivali. Apertissima, invece, la battaglia per gli altri due posti del podio.
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