La ricetta del successo? La semplicità. Benedetta Pilato è salita alla ribalta dopo il prodigioso argento mondiale nei 50 rana a Gwangju e non è abituata a riflettori e notorietà. Una ragazza come tante è arrivata fin dove arrivano in pochissime. Anzi, in Italia nessuno aveva mai conquistato una medaglia mondiale a 14 anni e sei mesi (dopo aver stabilito il record italiano in 29''98 nella batteria). Per intenderci, Federica Pellegrini aveva cinque mesi in più di lei quando esordì in una staffetta a Barcellona, nel 2003. A ritrarla sono la Repubblica e la Gazzetta dello Sport.

Papà, mamma e nonna Rosa

Papà Salvatore, impiegato nella Marina Militare a Grottaglie, è stato anche lui ranista. Sa cosa vuol dire disputare gare di nuoto e non avrebbe voluto che sua figlia Benny facesse agonismo. Tutti la chiamano così, tranne la madre, quando è arrabbiata. Antonella, commessa, giocava a pallavolo e il fratello Alessandro, di 10 anni, sembra preferire il calcio al nuoto. La famiglia viene prima di tutto per Benedetta che ascolta con attenzione i consigli di nonna Rosa: “Ti è mancata l’ultima bracciata, hai mollato prima. Altrimenti avresti vinto”. Questo il commento della nonna, tifosa e giudice, dopo gli Assoluti di Riccione, dove la Pilato si è piazzata seconda in 30’’61, tempo che le è valso la qualificazione alla rassegna appena conclusasi in Corea del Sud.
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La storia d'amore con il nuoto

La danza non faceva per lei (“Dopo due lezioni ho smesso”) mentre a nuotare Benedetta Pilato comincia a due anni. Da quando ne ha quattro viene seguita dal suo primo e unico allenatore, il 35enne Vito D'Onghia, una sorta di fratello maggiore. In quella bambina vedeva "pura fibra bianca muscolare che sprizza velocità". Occhio lungo, aveva ragione. Sacrifici e paure sono all'ordine del giorno e una di queste era un vero e proprio blocco per la pugliese: "Temevo di non riuscire a concludere la gara".

Benedetta Pilato

Credit Foto Getty Images

La scuola prima di tutto

Benedetta, però, dà sempre la priorità alla scuola. Frequenta la prima liceo scientifico di scienze applicate Maria Pia di Taranto con media dell’8,8. Dopo la scuola, il pisolino e i compiti si allena due ore nella struttura “Solaris” a Pulsano, a dieci minuti di macchina da Talsano, frazione di Taranto in cui abita la famiglia Pilato. La piscina è da 25 metri: in Puglia da 50 ce ne sono poche ma la città si sta già muovendo per fornire delle strutture all’altezza. "Non lascerei Taranto, si può fare sport a certi livelli anche al Sud": è questa una delle sfide della promessa azzurra.

14 anni e non sentirli: la favola di Benedetta Pilato, medaglia mondiale azzurra più precoce

Le passioni di una ragazza come tante

Tre volte a settimana, la Pilato si allena per un’ora anche in palestra. Nessun doppio allenamento, però, perché altrimenti sarebbe impossibile mantenere una media simile a scuola. La domenica si sveglia alle 7, così si porta avanti con i compiti. È tesserata per la Fimco Sport, il cui direttore tecnico è Max Di Vito che portò Federica Pellegrini a inaugurare la strada, fino ad Atene 2004, che l'avrebbe qualche anno più tardi consacrata come "Divina". Non è fidanzata, i social le interessano poco e alla discoteca preferisce una cena con gli amici: meglio la carne, però, della pizza. Ama la carbonara così come il gelato al pistacchio, nocciola e tanta panna.
Le piace Jovanotti mentre il padre, che ora si è tatuato una B sulla gamba, è tifoso juventino: Benedetta non è una grande appassionata di calcio, ma "quanto è bello Cristiano Ronaldo". Ha un pappagallo di nome Paco ma vorrebbe un cane. Tra le sue serie tv preferite ci sono “La Casa di carta” e “Stranger things”. Insomma, è proprio una ragazza come tante Benedetta Pilato che la sera a volte si addormenta, stremata, in attesa della cena. E allora lasciamola crescere, con il suo sorriso e senza eccessive pressioni. Per quelle c’è la vita, che per una 14enne è già stata sconvolta da una favola tinta d’argento.

L'emozione di Benedetta Pilato, argento mondiale nei 50 rana a 14 anni e 6 mesi

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