E allora: “Sipario”. Domani i Mondiali di nuoto 2019 chiudono i battenti a Gwangju (Corea del Sud). Nelle acque asiatiche l’Italia vuol completare il proprio percorso e arricchire il suo bottino di medaglie, già ottimo: 3 ori, 1 argento e 2 bronzi. Ci sono possibilità e le carte migliori il Bel Paese se le giocherà nei 1500 stile libero uomini e nei 50 rana donne.
Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza saranno i protagonisti nostrani ai blocchi di partenza. Il carpigiano viene da due titoli mondiali consecutivi e ha voglia di realizzare il suo tris, che ha però anche il sapore della doppietta dopo l’oro negli 800 sl. E’ in buona condizione Greg, nonostante l’esperienza in acque libere non abbia avuto un effetto defaticante. Nelle trenta vasche quindi l’obiettivo è riconfermarsi e magari cullare il sogno di una prestazione degna di questo nome dal punto di vista cronometrico. Vuole vincere e convincere il fuoriclasse del mezzofondo in piscina e nella sua “casa” le prospettive sono ambiziose, dovendosi però guardare da rivali qualificati come Mykhailo Romanchuk e Florian Wellbrock, temibili in questa specialità.
L’altro focus di giornata lo merita l’unica vasca della rana. Anche in questo caso di atlete l’Italia ne avrà due, a testimonianza della grande profondità della squadra tricolore. Martina Carraro (bronzo iridato nei 100 rana) e la giovanissima Benedetta Pilato sognano il podio e ne hanno facoltà, visto quanto fatto vedere nei turni precedenti, con la classe 2005 autrice del nuovo primato italiano di 29″98. Le favorite sono sempre loro: Lilly King e Yuliya Efimova. Le due grandi duellanti di questo stile si riproporranno alla grande, dopo essersi spartite la “torta”: King oro nei 100 rana e Efimova vittoriosa nei 200 rana.
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Nei misti l’attenzione è per Ilaria Cusinato, argento continentale nei 400 metri, ma la situazione è molto diversa. L’azzurra non è nelle stesse condizioni, ha effettuato cambiamenti importanti dal punto di vista tecnico e, per quanto si è visto, l’esito in vasca è stato negativo. Difficile attendersi qualcosa di diverso. Per quanto concerne le staffette miste, al maschile l’Italia farà fatica a centrare la finale, visti i problemi fisici di Piero Codia, mentre al femminile, molto dipenderà dalle lune di Margherita Panziera. Se l’azzurra riuscirà a mettere in acqua una prima frazione da 59″ a dorso, questo potrebbe dare modo a Carraro, Di Liddo e Pellegrini di fare il loro e giocarsela con le altre.
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