Gregorio Paltrinieri è costretto ad abdicare nella sua gara preferita, i 1500 sl.
La gara è difficilissima: sin da subito si forma il terzetto di testa con il carpigiano, Mykhailo Romanchuk e Florian Wellbrock e Paltrinieri prende il comando da subito, ma non riesce a staccarsi dagli altri due. Prova a più riprese ad allungare, sfruttando la gambata che nonrmalmente non usa nelle fasi iniziali, ma gli altri due sono sempre lì e guadagnano i centimetri persi soprattutto nelle virate.
La gara prosegue così per 13 estenuanti minuti, quando agli ultimi 100 m si capisce definitivamente che per l'azzurro non sarà più oro, dopo una strepitosa striscia vincente: Romanchuk e soprattutto Wellbrok hanno uno sprint finale migliore e infatti il tedesco se ne va; l'ucraino risponde all'attacco e negli ultimi 50 Paltrinieri perde definitivamente terreno.
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Tocca per primo la piastra Welbrock in 14:36.54, Romanchuk è staccato di 1.09 e Greg di 2.21; dietro di loro il vuoto: Aubry chiude infatti a 8.81 e Domenico Acerenza, l'altro azzurro in gara, è sesto a 15.51.
Per Paltrinieri, nonostante il pizzico di delusione dopo avergli visto vincere in serie, nei 1500 sl, l'oro mondiale a Kazan 2015, quello olimpico a Rio 2016 e di nuovo mondiale a Budapest 2017, resta comunque una kermesse iridata più che positiva. Gregorio si porta a casa infatti tre medaglie, e di tre colori diversi. l'oro negli 800 sl, l'argento nella staffetta mista in acque libere e il bronzo nei 1500 sl. Anche se è arrivato a questa gara stanco, per sua stessa ammissione, i pensieri in ottica tokyo 2020 sono comunque più che positivi.
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