Il coniglio dal cilindro estratto nei 1500 metri stile libero a Budapest 2022, senza dubbio il gioco di prestigio più suggestivo nel suo decoratissimo repertorio. Gregorio Paltrinieri si conferma autorevole eccellenza del nuoto italiano: sul podio iridato per la quinta edizione consecutiva, le ultime quattro sul tetto del mondo in una delle due specialità del mezzofondo. I tempi passano in fretta nel nuoto in corsia ed è così anche sulle distanze più lunghe. Fino a pochi giorni prima sembrava che pure Greg stesse per arrendersi al ricambio generazionale, abdicando dal trono degli 800 metri a tre fuoriclasse più giovani di lui. Invece, da degno successore dei gradi di “capitano” passati da Federica Pellegrini, Paltrinieri sfodera un incantevole oro frutto di illustre esperienza e di studio maniacale delle proprie consapevolezze che entra di diritto nella storia del nuoto italiano. Dopo la ribalta di Martinenghi, Ceccon e Pilato, il veterano modenese è il quarto azzurro a salire sul tetto del mondo tra le corsie della Duna Arena.
Quattro giorni prima Paltrinieri aveva fallito la prima grande occasione. Si sa, anche ai migliori può capitare che il trucco non riesca. Solo che quando succede, nonostante si possa trattare di un campione, si perde credito dal pubblico quasi completamente. Per l'ennesima volta Greg è l'uomo dell’ultima giornata: come a Kazan 2015 mise a nudo l’impero di Sun Yang, come nel 2017 raddoppiò il bottino sfiorando l’impresa di un secondo doppio podio come negli 800 qualche giornata precedente insieme all’assistente d’eccezione Gabriele Detti, e come nel 2019 si confermò sul podio col bronzo dopo aver pescato il jolly sulle sedici vasche, questa volta Gregorio Paltrinieri ha cambiato il colore di un fazzoletto grigio dalla delusione della mancata medaglia e spezzato le catene della “maledizione” dei non più di tre ori che sembrava ripercuotersi anche nella diciannovesima edizione, in particolare per il titolo sfumato da Benedetta Pilato pochi minuti prima che il 27enne emiliano scendesse in acqua.
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I successi di Paltrinieri nei grandi eventi

Mondiali, Barcellona 2013Bronzo 1500 stile libero
Mondiali, Kazan 2015Oro 1500 stile libero
Mondiali, Kazan 2015Argento 800 stile libero
Olimpiadi, Rio de Janeiro 2016Oro 1500 stile libero
Mondiali, Budapest 2017Oro 1500 stile libero
Mondiali, Budapest 2017Bronzo 800 stile libero
Mondiali, Gwangju 2019Oro, 800 stile libero
Mondiali, Gwangju 2019Bronzo, 1500 stile libero
Mondiali, Gwangju 2019Argento, team event misto
Olimpiadi, Tokyo 2020Argento, 800 stile libero
Olimpiadi, Tokyo 2020Bronzo, 10 km acque libere
Mondiali, Budapest 2022Oro, 1500 stile libero
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Obiettivo doppietta

Tuttavia, il glorioso sabato dalle forti tinte tricolore non si è trattato realmente dell’ultimo giorno di gare a Budapest. Lo è stato per il nuoto in vasca lunga, con l’Italia sul podio del medagliere della disciplina. Si tratta più che altro di un giro di boa - tanto per restare in tema con il prossimo obiettivo nel mirino di Paltrinieri - nel quale l’Italia è provvisoriamente seconda soltanto agli irraggiungibili Stati Uniti, complice da una parte un calendario ribaltato rispetto alle precedenti rassegne iridate e dall’altra l’assenza degli atleti di nazionalità russa. La seconda parte dei Mondiali di nuoto nella capitale ungherese è infatti caratterizzata, oltre ai tuffi e alle fasi finali dei tornei di pallanuoto, dalle gare nelle acque libere. E siccome Paltrinieri ha la peculiare caratteristica di non accontentarsi mai e alzare continuamente la propria asticella - probabilmente il segreto della sua longevità agonistica ai vertici - il suo Mondiale non è finito qua, dopo essersi messo al collo la nona medaglia iridata della sua carriera.

I prossimi record di Paltrinieri: 10 km e... la Divina

E allora, considerato ciò a cui ci ha abituato, proviamo ad immaginarci cosa potrà tirare fuori dal mazzo Gregorio Paltrinieri nell’ultima settimana di gare sulle acque del Lupa Lake. Vista la condizione con cui ha demolito il proprio record europeo nei 1500 stile libero, è lecito aspettarsi che il nuotatore carpigiano punti all’ambiziosa doppietta vasca e fondo, già tentata tre anni prima in Corea del Sud e undici mesi fa alle Olimpiadi. Dopo Tokyo, Paltrinieri non è mai sceso dal podio nelle numerose gare di Open Water Cup a cui ha preso parte, fattore che lo spedisce in cima alla lista dei favoriti sulla distanza olimpica. In caso di vittoria, coronerebbe la stessa impresa realizzata dal rivale in acqua Florian Wellbrock a Gwangju 2019 (oro nei 1500 e nella 10 km). Nessun atleta italiano è mai riuscito a laurearsi campione del mondo in entrambe le specialità: al momento nei grandi eventi del nuoto di fondo il 27enne emiliano vanta un argento mondiale nella prova a squadre e il bronzo individuale di Tokyo 2020, ma l’obiettivo dichiarato dell’atleta è la tripletta ai Giochi di Parigi 2024. Dunque i prossimi giorni costituiscono un banco di prova sotto questo aspetto, dopo aver peccato di uno sproporzionato uso delle forze ai precedenti Mondiali e rimasto frenato dalla mononucleosi alla vigilia delle ultime Olimpiadi.
Non bisogna dimenticare infine che Greg potrebbe scuotere la bacchetta a suon di bracciate a caccia di un altro leggendario primato da eguagliare nel nuoto italiano. Al momento infatti è ad un passo dalla doppia cifra di podi iridati, la staffetta 4x5km in programma nel primo pomeriggio di domenica 26 giugno è alla portata della medaglia. Se a ciò dovesse sommarsi anche un alloro nella 10 km, raggiungerebbe a quota 11 l’italiana più decorata di sempre, niente di meno che Federica Pellegrini.

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