Se non hai dato tutto, non hai dato nulla.
Federica Pellegrini è pronta per la sua sfida più grande: la quinta partecipazione alle Olimpiadi Estive. Tutto aveva avuto inizio 17 anni fa, quando una Federica 16enne colse un argento nei 200 stile libero ad Atene (Grecia) che rappresentava qualcosa di significativo per la storia dell’Italia nei Giochi. Da quel momento una storia fantastica, ricca di tante vittorie e di alcune delusioni che hanno fatto della veneta ciò che è nella buona e nella cattiva sorte.
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Da campionessa del mondo in carica, l’azzurra guarda a Tokyo dopo aver vissuto un anno difficile: il rinvio della rassegna a Cinque Cerchi per la pandemia e la positività al Covid sono stati ostacoli non facili da superare. La fuoriclasse di Spinea però è riuscita con la sua ferma determinazione ad assorbire tutto quello che accadeva.
Agli Assoluti primaverili cercava il tempo, anche se la Federnuoto aveva proposto una convocazione d’ufficio per lo status dell’atleta e i suoi riscontri cronometrici nel recente passato. L’azzurra però ha voluto dimostrare in piscina di meritarsi tutto, senza corsie preferenziali, e il tempo nei 200 stile libero è stato soddisfacente: “Siamo in linea con i Campionati Italiani degli anni scorsi, nonostante quanto accaduto. Una stagione in più è stata difficile, perché ricominciare a 32 anni non era facile. La velocità l’ho trovata, ma ho bisogno di costruire i miei 200 stile libero per Tokyo“, ha raccontato Pellegrini ai microfoni di OA Sport.
E sul suo programma di preparazione in vista delle Olimpiadi c’è chiarezza di idee: “Agli Europei penso farò le staffette per alleggerire la tensione. Prima della rassegna continentale andremo a Livigno (i primi di maggio, ndr) e poi dopo l’appuntamento a Budapest ci sarà il Trofeo Settecolli. Successivamente seguirò lo stesso percorso affrontato per i Mondiali di Gwangju, ha svelato Federica.
L’oro iridato delle quattro vasche ha poi sottolineato le criticità nella fase di avvicinamento agli Assoluti:
Mi spaventava il fatto di sentire tanto la fatica e di fare delle gare dove ‘morivo’. Devo lavorare sul ritorno perché ho una velocità che non ho mai avuto. Questo mi potrebbe aiutare molto per la mia gara.
E poi la questione Covid tiene banco e, da questo punto di vista, la nuotatrice del Bel Paese ha dato una sua chiave di lettura:
Io tengo monitorati i miei anticorpi, però è chiaro che il vaccino renderebbe le cose più semplici. Tuttavia in Italia è giusto che si dia priorità a chi ne ha veramente bisogno.

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