2’06″59: era stato questo il crono stabilito nella finale degli Assoluti Invernali a Riccione (dicembre 2019) da Margherita Panziera nei suoi 200 dorso. Un risultato assai significativo, visto il periodo e la vicinanza con la rassegna continentale in vasca corta a Glasgow, che aveva permesso all’atleta del CC Aniene di centrare il pass per le Olimpiadi di Tokyo. In quel pomeriggio romagnolo il sorriso di Margherita irradiava tutta la piscina e la sua soddisfazione era pienamente giustificata. Ecco che il 2020 era tutto in chiave olimpica: un progressivo avvicinamento all’appuntamento a Cinque Cerchi.

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Sappiamo poi come è andata: il Covid-19 si è preso la scena e di fatto in quest’annata che sta per terminare c’è ben poco da salvare per la veneta, cimentatasi in gara solo nel Trofeo Settecolli, non al 100% della condizione: “Una stagione molto strana. Tutto era iniziato bene con la preparazione in altura negli Stati Uniti e poi il lockdown. Siamo stati due mesi fermi e ricominciare a giugno era peggio di quando si tornava dalla pausa estiva. Per questo, ho cercato di portare a termine la stagione senza esaurirmi mentalmente perché l’annata che conta è quella appena cominciata (olimpica, ndr). A settembre/ottobre gli allenamenti sono stati molto pesanti, ma mi stavo riprendendo. Purtroppo poi è arrivata anche la positività al Covid-19 a chiudere il cerchio di un anno ricco di peripezie“, ha confessato Panziera ai microfoni di OA Sport, nell’intervista concessa in collaborazione con Sport2U, nel corso dell’ultima puntata di Swim2U condotta da Enrico Spada e da Giandomenico Tiseo.

Margherita Panziera - 2019 LEN European Championship - Imago

Credit Foto Imago

Per questo non abbiamo visto Margherita protagonista negli Assoluti Invernali di nuoto (17-19 dicembre) e l’appuntamento è al 2021, dove si spera tutto possa seguire la tabella di marcia in avvicinamento ai Giochi di Tokyo. Un’atleta che dal 2018 ha iniziato un’ascesa rilevante, culminata con l’oro europeo a Glasgow: “E’ stato l’anno della svolta perché in quella stagione ho abbassato di tre secondi e mezzo il mio tempo migliore che in un 200 dorso è molto. Questo è stato possibile curando meglio la gestione della gara e tutte le problematiche annesse. Nel 2019 ci sono stati aspetti positivi, come i record italiani nei 100 e 200 dorso in lunga dimostrano, ma nell’estate poi non è arrivato il podio sperato ai Mondiali, in cui Regan Smith ha scombinato i piani un po’ di tutte. Poi sempre a Glasgow, nella rassegna continentale in corta, ho chiuso molto bene“.

200 dorso che, guardando al campo partenti, è tra le specialità più competitive e quindi l’approccio alla stessa non è dei più semplici: “Indubbiamente sono capitata in un momento storico nel quale la concorrenza è molta, ma la mia concentrazione massima è su me stessa. Io lavoro e mi alleno per migliorare il mio tempo e fare in modo che nell’occasione che conta, come alle Olimpiadi di Tokyo, sia in grado di fare quanto mi sono prefissata in termini cronometrici.

E per Tokyo i pensieri sono strettamente connessi alla necessità di avere un vaccino: “Credo sia difficile pensare di organizzare i Giochi in una bolla, come è accaduto nella ISL a Budapest (Ungheria). Se dovesse essere realizzata, io sarei la persona più contenta di questo mondo, ma penso che la condizione migliore sia appunto quella di un vaccino anche per garantire un andamento il più normale possibile. Per quanto mi riguarda, è veramente complicato gestire quello che un evento di questo genere rappresenta e quindi la mia speranza è che il vaccino ci sia e si possa pensare a gareggiare”.

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