Matteo Giunta, allenatore di Federica Pellegrini, fa il punto della situazione sulla leggenda del nuoto italiano dopo gli Assoluti 2021 di Riccione e, soprattutto, puntando il mirino verso Tokyo. Per una atleta classe 1988, reduce dalla positività al Covid-19, il percorso di avvicinamento alla kermesse con i Cinque Cerchi dev’essere valutato al meglio sotto ogni punto di vista, centellinando ogni sforzo o impegno. Il tecnico classe 1982 fa il bilancio di quanto fatto vedere da Federica Pellegrini nella vasca di Riccione, puntando l’attenzione sui 200 stile libero. "Non è mai facile per Federica nuotare i 200 sl in Italia, perchè sfida sé stessa – spiega alla Gazzetta dello Sport – Lei, invece, sa dare il meglio sfidando le avversarie. In casa questo le manca, ma l’obiettivo era qualificarsi e lo ha fatto in pieno".
A questo punto alla nuotatrice veneta manca solo il raggiungere un super crono: "Deve semplicemente allenarsi come sempre e costruire il puzzle perfetto della gara. Dobbiamo mettere assieme i tasselli con due parole d’ordine: serenità e relax. Per vedere la vera Federica Pellegrini al momento giusto servirà una preparazione ad hoc. Secondo la programmazione sarà così. Seguirà lo stesso percorso del 2019 e non certo per scaramanzia: scenderemo dai Pirenei solamente 5 giorni prima di partire per Tokyo. Ha trovato un compagno di allenamento prezioso come Geremia Freri e nel gruppo c’è anche Stefani Pirozzi. Un modo per affrontare meglio la vita di tutti i giorni".
A maggio saranno di scena gli Europei di Budapest. La nostra portacolori li affronterà in che modo? "Ora faremo due settimane a Livigno, quindi andremo a Budapest per le staffette. Lei non ha bisogno di essere al top per aiutare le compagne. Quindi cercheremo un meeting come il Mare Nostrum, saremo a Verona fino al Settecolli di fine giugno, quindi di nuovo in montagna".
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Come andranno affrontate le Olimpiadi di Tokyo? "L’aspetto più importante sarà mantenere Fede tranquilla. Rispetto a Rio 2016 non deve avere aspettative alte. La differenza tra cosa fa in allenamento, tra ciò che si crea nella mente dell’atleta e quanto potrà trovare sul campo-gara, è un abisso. Sarà fondamentale allenarsi bene e con serenità, rimanere concentrati e sperare di trovare un po’ di normalità".
Giochi Olimpici che, oltre alla vasca, richiederanno particolare attenzione anche alle questioni legate alla pandemia. "La routine allenamento-casa-allenamento senza poter respirare un po’ d’aria e svagarsi, incide. Il nuoto è uno sport duro e questa fase non aiuta. Bisogna sperare di allentare queste pressioni e vedere come andrà. Quest’anno l’Olimpiade è un terno al lotto per tutti".
Un aspetto sul quale Federica Pellegrini può ancora crescere sono i finali di gara? "Tanti fattori possono condizionare le sue sensazioni. Mi fa molto piacere che abbia già una velocità di base elevata, e quest’anno ne servirà tantissima contro rivali simili. Ora siamo all’ultima fase della preparazione, quella più difficile. Dobbiamo lavorare per mettere assieme e sperare che il fisico regga lo stress".
Riassumendo il momento attuale, e quello che vivremo in Giappone, c’è spazio anche per i sogni di gloria: "Spero che si goda la sua quinta Olimpiade, ma io sono ottimista. Con la sua motivazione interiore sarà capace di tutto. Ha tanta fame e voglia di spingere forte. Lei c’è sempre. Sia in finale, sia per le medaglie. Ledecky, che ha vinto nel 2016, non si è più imposta, per cui il panorama è sempre più affollato. In questa incertezza c’è spazio anche per lei".

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