Secondo quanto riportato da marca.com, la partecipazione della nuotatrice transgender Lia Thomas alla finale dell’American University League (NCAA I) sta provocando due effetti: l’atleta ha vinto ieri il suo primo titolo, nella finale delle 500 yard (circa 450 metri), e la sua presenza in questa competizione ha innescato un misto di rifiuto e sostegno.
La finale di nuoto e tuffi della NCAA è iniziata mercoledì e così la controversia che circonda Thomas si è spostata dai forum e dai media specializzati alle tribune ed alla piscina dell’Atlanta Tech University, sede della competizione. “Cheater,” ovvero “imbrogliona” ha detto all’atleta qualcuno presente durante le batterie: difensori e detrattori della nuotatrice si sono scambiati messaggi su striscioni come “Sosteniamo lo sport giusto per donne e ragazze“, “Salviamo lo sport femminile” o, in alternativa, “Sosteniamo le atlete trans e 'queer’“.
Imbrogliona.
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Thomas ha fatto registrare il miglior tempo di qualificazione per la finale nelle batterie delle 500 yard (4:33.82), tre secondi più veloce di due seconde classificate ai Giochi di Tokyo, Erica Sullivan ed Emma Weyant. In finale le differenze si sono ridotte: Thomas ha vinto con un tempo molto simile a quello della mattina (4:33.24), seconda è stata Weyant (4:34.99) e terza Sullivan (4:35.92). Quest’ultima aveva dichiarato prima della competizione che non è un problema per lei nuotare con Thomas.

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