Il Comitato Olimpico internazionale ha pronto il documento di sospensione del Coni: un atto che per l’Italia non ha precedenti e che impedirebbe agli atleti azzurri di gareggiare alle Olimpiadi di Tokyo al via il 23 luglio sotto la bandiera del nostro paese.

A rilanciare l'indiscrezione è l’edizione odierna di Repubblica. Il CIO potrebbe decidere per l’esclusione dei simboli nazionali italiani dai Giochi Olimpici di Tokyo in programma questa estate. Mercoledì alle ore 17:30 verrà resa nota la decisione ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale.

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Pellegrini e Paltrinieri atleti indipendenti

"Senza un intervento del governo, Federica Pellegrini o Gregorio Paltrinieri potrebbero concorrere soltanto come atleti indipendenti – precisa l’articolo pubblicato da Repubblica.

Il presidente del CIO Thomas Bach ha scritto per ben due volte al Governo italiano (14 ottobre e 2 dicembre), ma il Presidente del Consiglio non ha mai dato alcuna risposta. Nelle lettere Bach scriveva: "al Coni non è consentito di rispondere in pieno del suo ruolo di Comitato olimpico e di operare in accordo con la Carta Olimpica".

"A dirla tutta, un decreto esiste già: è stato scritto in accordo tra gli uffici del ministero dello Sport e quelli del Mef, e in poche righe determina garanzie per l’autonomia funzionale e gestionale del Coni trasferendogli la pianta organica dei dipendenti che ha in uso da Sport e Salute. Ma il decreto giace in un cassetto, bloccato da ostruzioni politiche. L’ufficio sport sta provando a portare il decreto in approvazione in tempo. Ma basterebbe approvarlo prima dei Giochi, per permettere al Cio di ritirare la sospensione in tempo: bastano 24 ore", ha detto Giovanni Malagò.

Gianni Petrucci (presidente CONI 1999-2013) rimane positivo

"Non credo che il Cio abbia deciso, però è grave, perché siamo alla vigilia dell'Esecutivo del 27 e i casi sono due: o non c'è la volontà, o non c'è autorità. Non si è mai arrivati a un punto tale per cui il primo Comitato olimpico del mondo, di un Paese che è ai primi posti del posto per risultati sportivi e olimpici, debba essere umiliato, perché ancora non si è data la completa autonomia al Coni. Io non so cosa costi. S'è perso tempo facendo ironia sui mandati dei presidenti che, peraltro, sono stati confermati al 100%, almeno quelli che si sono ricandidati".

Petrucci, attuale presidente della FIP, ha poi proseguito.

"Cosa costi dare autonomia al Coni è un mistero: per cambiare lo sport bisogna conoscerlo. Certo che lo Stato ha il diritto-dovere di intervenire, ma voglio ricordare che, negli ultimi 15-16 anni, abbiamo avuto cinque riforme: tre quando c'ero io (Tremonti, Meladri, Pescante), due con Malagò (Lotti e Giorgetti), adesso serviva tutto questo bailamme per dire che il Coni può perdere la sua autonomia? È venuta fuori questa riforma, si, ma dia autonomia al Coni. Sugli interventi che ha fatto adesso il Parlamento, non è mai uscita la parola sport. Questi sono i segnali allarmanti. Non c'è più quella cultura sullo sport".

"Malagò non è un passante".

"Non so cosa farà il premier Conte, è vero che siamo in precrisi, ma si tratta di un decreto legge, non ci vuole nulla. È una cosa semplicissima. Dunque, ripeto: o non c'è volontà o non c'è autorità. Intanto, Malagò sarà confermato tranquillamente fra qualche mese, è un presidente che ha gestito bene. Secondo me, fra oggi e domani faranno un consiglio dei Ministri, perché non possiamo avere quest'onta che farà il giro del mondo. Peraltro, si scordano che Malagò è un membro del Cio, non un passante. Malagò è entrato a pieno diritto e, anche quando - fra 100 anni - non sarà più al Coni, rimarrà membro del Cio".

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