Lo scandalo del doping si allarga a macchia d'olio e ora va a colpire il gotha dello sport: come riporta la Gazzetta dello Sport, arriva una stoccata agli Stati Uniti che potrebbe avere degli strascichi.

Sito WADA violato, divulgati dati personali

Un gruppo di hacker ha infatti violato il sito della WADA, la federazione internazionale antidoping, accedendo all'are ariservata ed entrando così in possesso di numerosi dati sensibili, che prontamente sono stati divulgati. Tra le notizie apparse in rete, c'è quella di alcuni valori anomali riscontrati in diversi atleti di punta della squadra USA, tra cui le sorelle Serena e Venus Williams e la ginnasta plurimedagliata Simone Biles.
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L'inghippo: non sarebbero fuori regola perché supportati da certificati medici

Qualcuno si chiederà, quindi, perché questi atleti non siano stati pubblicamente denunciati e sanzionati e il motivo c'è: per tutti loro, esiste un certificato medico che giustifichi tali valori alterati nei campioni. Dunque via libera per tutti all'assunzione di sostante tecnicamente proibite e inserite nella "lista nera" dell'agenzia antidoping. Le esenzioni vengono concesse dalle singole federazioni e pare che il nucleo più consistente sia proprio all'interno della ginnastica. Quello che il sito divulgatore (Fancy Bear) ha voluto sottolineare è come certe esenzioni terapeutiche siano state concesse per periodi relativamente lunghi ai singoli atleti, soprattutto per sostanze che teoricamente sembrerebbero adatte alla cura di patologie da cui gli atleti in questione non sembrerebbero affetti. Un po' come il caso Meldonium, somministrato agli atleti russi come se fosse acqua fresca e specifico per malattie che non riguardavano concretamente gli atleti che lo assumevano (come per esempio Maria Sharapova).

Rappresaglia russa?

Ed è questo il nodo centrale della questione: sembra che ci sia dietro proprio la Russia. Non pare che i dati divulgati siano stati alterati, ma questa vicenda ha proprio la connotazione caratteristica della rappresaglia: la Russia è stata esclusa a blocchi dai Giochi estivi e, come se non bastasse, da quelli paralimpici sia di Rio, sia di PyeongChang che si svolgeranno nel 2018. Gli atleti singolarmente e il governo russo stesso hanno intrapreso numerose battaglie per invertire la decisione, ma senza esito, ed ecco che a questo punto l'ipotesi complottistica prende corpo più che mai. Ma non sull'alterazione dei dati - lo ripetiamo - si tratta soltanto di voler colpire il nemico, niente di più. E a questo punto, visto che i dati sembrano verificati, la WADA dovrà spiegare perché tanti atleti che sembrano il ritratto della salute siano in realtà così malati da dover assumere farmaci vietati per tempi prolungati.
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