Giochi Olimpici
Tokyo 2020

Il presidente del CIO Bach:"Non vogliamo Giochi a porte chiuse. Valuteremo quarantene per atleti"

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IOC-Präsident Dr. Thomas Bach

Credit Foto Eurosport

DaOAsport
21/05/2020 A 11:15 | Aggiornato 21/05/2020 A 14:00

Dal nostro partner OAsport.it

Il presidente del CIO, Thomas Bach, lo dice in maniera piuttosto chiara: “Se i Giochi di Tokyo non potranno disputarsi nemmeno nell’estate 2021, allora dovranno quasi certamente essere cancellati”. In un’intervista rilasciata alla BBC Sport, il massimo esponente del Comitato Olimpico Internazionale ha fatto il punto della situazione riguardo alle Olimpiadi giapponesi, originariamente in programma per quest’estate e poi rinviate all’anno prossimo a causa della pandemia di Covid-19.

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Bach ha recepito il messaggio del premier nipponico Shinzō Abe, il quale ha fatto capire che il Giappone economicamente non potrebbe permettersi un ulteriore slittamento dei Giochi:

Lo capisco perché non puoi impiegare per sempre 3-5 mila persone in un comitato organizzatore, non puoi cambiare ogni anno il calendario mondiale di tutte le Federazioni, né puoi tenere gli atleti nell’incertezza. Dobbiamo essere preparati a diversi scenari: c’è la chiara volontà di fare i Giochi nel luglio del prossimo anno e allo stesso tempo dobbiamo guardare a scenari che potrebbero richiedere magari anche la quarantena per gli atleti. E’ un lavoro gigantesco, ci sono cosi tante diverse opzioni che non è facile affrontarle adesso. Quando avremo una chiara visione su come sarà il mondo il 23 luglio 2021, prenderemo le decisioni appropriate.

"Giochi a porte chiuse? Non è quello che vogliamo"

L’ideale sarebbe disputare le Olimpiadi con un vaccino a disposizione: “Ci stiamo affidando ai consigli dell’Oms. Abbiamo stabilito un principio: organizzare l’Olimpiade in un ambiente sicuro per tutti i partecipanti. Nessuno sa che mondo sarà fra un anno e due mesi. Prenderemo le decisioni appropriate nel momento appropriato basandoci sulle raccomandazioni degli esperti”. In merito all’ipotesi di Giochi a porte chiuse, Bach afferma che

Olimpiadi a porte chiuse non è quello che vogliamo. Lo spirito olimpico unisce i tifosi ed è quello che rende unici i Giochi. Ma quando sarà il momento di decidere, ci consulteremo con gli atleti, con l’Oms, con i nostri partner giapponesi.

Il dirigente sportivo tedesco è comunque consapevole che saranno Giochi diversi, devono esserli. Se tutti abbiamo imparato qualcosa durante questa emergenza è guardare all’essenziale e questo dovrà riflettersi nell’organizzazione di questa Olimpiade”. L’auspicio è che questa rassegna olimpica possa rappresentare un messaggio di solidarietà e una festa per il trionfo sul coronavirus”, anche se ovviamente “dobbiamo reinventare tutto giorno per giorno: è una sfida esigente ma allo stesso tempo affascinante”.

antonio.lucia@oasport.it

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