Dal 23 luglio 2021 scatterà la XXXII edizione dei Giochi Olimpici e, ormai, si fa il conto alla rovescia per l'evento di Tokyo 2020, rinviato di un anno dopo lo scoppio della pandemia da coronavirus. Tra qualificati e altri nomi papabili, si fa la conta di chi partirà per il Giappone, ma un nome si sta facendo largo nel corso delle ultime settimane. È Franco Florio, non l'ex giocatore di Roma, Cosenza e Monza, ma parliamo del giovane rugbista che sogna di presentarsi a Tokyo sia con la Nazionale argentina di rugby a 7 che come velocista nei 100 metri piani. Ultimamente ha fatto segnare un interessante 10''21 al meeting di Buenos Aires, non omologato però a causa del vento (ben 4 metri a secondo). Non farà parte delle sue statistiche, ma è comunque un punto di partenza esaltante per un 22enne che di professione fa, appunto, il rugbista. I tecnici dell'Argentina stanno infatti pensando di portarlo a gareggiare anche nei 100 metri: cosa riuscirà a combinare? Non sarà la prima volta che un atleta si cimenta su più discipline all'interno della stessa Olimpiade...

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Tokyo 2020
Bach: "I giochi di Tokyo saranno la luce in fondo al tunnel"
29/10/2020 A 16:09

Il Franco Florio rugbista

Franco Florio è un trequarti della Nazionale argentina di Rugby a 7 e ha debuttato in Nazionale maggiore nel 2019, trovando qualche gettone nel Seven Sudamericano vinto proprio dai sudamericani. Il successo nella competizione continentale ha fornito la qualificazione per la seconda Olimpiade consecutiva per gli argentini. I Yaguareté ci tenevano molto a tornare ai Giochi, dopo il 6° posto a Rio de Janeiro, eliminati ai quarti dalla finalista Gran Bretagna. All'epoca Franco Florio era ancora nell'Under 18, ma già stava facendo passi da gigante.

Nel corso di queste ultime stagioni ha anche partecipato a diversi meeting della Nazionale di rugby a 15 ma, considerando la sua folle velocità, i tecnici della Nazionale hanno optato per farlo giocare nella “variante” del rugby a 7 dove gli scatti in prgressione sono davvero decisivi (considerando che si gioca comunque su un campo da rugby a 15). L'Argentina è una Nazionale in crescita, nel 2018 è arrivata 5a ai Mondiali e spera di ottenere un buon piazzamento ai prossimi giochi, anche grazie alle sortite offensive di Florio.

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Piccola annotazione: quella di Tokyo 2020 sarà solo la seconda volta per il rugby a 7 alle Olimpiadi. Dal 2016 infatti il CIO ha riammesso il rugby, ma solo nella sua variante del rugby a 7. Quello tradizionale (a 15) fu cancellato “come sport olimpico” dall'edizione di Parigi 1924. Perché? La difficoltà nel trovare delle squadre (quella volta ci furono solo USA, Francia e Romania) visto la contemporaneità con altri eventi di quell'epoca, e la mega rissa che ci fu tra tifosi francesi e giocatori statunitensi in quella folle edizione.

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Il Franco Florio velocista

E dire che Franco Florio ci ha provato anche nel basket, per provare a costruirsi come atleta completo. Nell'atletica ha però raggiunto un livello di eccellenza, partecipando a diversi meeting da juniores. L'argentino detiene il primato nazionale juniores con il tempo di 10''59, poi ha fatto registrare anche il primato U20 con uno spettacolare 10''51 che è attualmente il suo miglior crono (12° miglior tempo di sempre per un argentino).

In un ultimo meeting di Buenos Aires, Florio è andato ancora più forte. 10''21 che è il primato assoluto in Argentina, pareggiando il tempo di Matias Usandivaras del 2009. Tempo però non omologato visto il forte vento che ha, ovviamente, aiutato la prestazione di Florio. È vero, il vento ha dato una spinta (più del 2 metri per secondo consentito), ma è il segnale che c'è un miglioramento significativo nei 100 metri: si può provare a competere addirittura a livello internazionale. Il velocista classe 2000 sa però di dover tenere i piedi ben saldi per terra...

Rugby o atletica? Entrambi gli sport sono importanti nella mia vita, tant’è che non posso scegliere tra l’uno e l’altro. Nell'atletica leggera sono consapevole che a livello nazionale sto andando bene, ma ciò non significa che a livello internazionale stia facendo lo stesso. È diverso, è molto più difficile a causa del DNA, a causa delle prestazioni. Riconosco un gap, ma non lo sai finché non raggiungi quel tetto e oggi sento di non aver ancora raggiunto il massimo delle mie prestazioni nella corsa. D’altra parte nel rugby si può aspirare ad una medaglia in una disciplina olimpica. Nel Paese è molto difficile guadagnarsi da vivere con atletica leggera... In atletica leggera è molto complicato, molti atleti, quasi la maggioranza, devono andare a lavorare perché lo sport non permette loro di guadagnarsi da vivere. [Franco Florio]

La curiosità è che Franco Florio si è messo in gioco nell'atletica solo nel 2016, dopo aver esultato alle prodezze di Usain Bolt alle Olimpiadi di Rio. A quel punto decise di provarci, vedendo le sue notevoli qualità nella velocità sui campi da rugby. A quel punto chiese l'assistenza, tramite sua sorella (che fa la giornalista sportiva), dell'allenatore Javier Morillas che accettò la sfida. Questo 10''21 non si può omologare, ma è un punto di partenza importante per essere competitivo in più discipline.

  • I migliori tempi al mondo sui 100 metri
TempoVelocistaManifestazione
9''58Usain BoltBerlino 2009
9''69Tyson GayShanghai 2009
9''69Yohan BlakeLosanna 2012
9''72Asafa PowellLosanna 2008
9''74Justin GatlinDoha 2015
9''76Christian ColemanDoha 2019
9''78Nesta CarterRieti 2010
9''79Maurice GreenAtene 1999
9''80Steve MullingsEugene 2011
9''82Richard ThompsonPort of Spain 2014

Certo, se facciamo il paragone con i grandi della specialità, Florio resta un po' indietro. Anche se confrontassimo il 10''21 dell'argentino con il record sudamericano, record che appartiene all'ex velocista brasiliano Robson da Silva con un 10''00 stampato in Messico nel 1988. Come detto, però, è un punto di partenza. Ricordiamo che Florio ha solo 22 anni e vuole crescere anche in questa disciplina. Visto che ci sarà a Tokyo, i tecnici dell'atletica argentina stanno seriamente pensando di schierare Florio anche nelle batterie dei 100 metri piani. Durerà solo una batteria? È comunque tutta esperienza per il futuro.

Atleti vincenti in due sport diversi nella stessa Olimpiade

Nella storia sono diversi gli atleti che hanno tentato la fortuna, in più discipline, nella stessa Olimpiade. Sono davvero pochissimi, però, quelli che sono riusciti a conquistare una medaglia in una e nell'altra disciplina. L'ultima in ordine temporale è stata Ester Ledecka, la snowboarder ceca che abitualmente si cimenta anche nel supergigante e nella discesa libera dello sci alpino. Partecipare al circuito mondiale, però, non significa essere un'atleta di successo... Ebbene, la Ledecka stupì tutti - anche se stessa - nel supergigante di Pyeongchang nel 2018.

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Anna Veith-Fenninger era pronta ad esultare visto il miglior crono tra le big, ma poi scesero gli “ultimi” e tra questi c'era proprio la Ledecka che vinse la medaglia d'oro con un tempo clamoroso (per un centesimo di secondo). Il tutto con gli sci di Mikaela Shiffrin. Qualche giorno dopo, poi, la ceca completò l'opera con l'oro nel gigante parallelo di snowboard.

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Altri atleti capaci di vincere medaglie nella stessa Olimpiade, in sport diversi, sono il tedesco Edwin Flack (Atene 1986, la prima Olimpiade moderna) che vinse due ori nell'atletica leggera (800 metri e 1500 metri) e conquistò anche il bronzo nel doppio di tennis con George Robertson. Abbiamo poi il francese Emile Sarrade (Parigi 1900) che vinse l'oro proprio nel rugby (c'era il rugby a 15) e l'argento nel tiro alla fune (disciplina che non è più olimpica dal 1920). E, infine, lo statunitense Johnny Weissmüller (Parigi 1924) che conquistò ben tre ori nel nuoto (100 sl, 400 sl e nella staffetta 4x200 sl), e si prese un bronzo nella pallanuoto. Non ha vinto medaglie “nella stessa edizione”, ma non possiamo non citare la tedesca Christa Luding-Rothenburger che fece qualcosa di altrettanto unico. L'atleta della Germania dell'Est fu oro nei 1000 metri e argento nei 500 metri nel pattinaggio di velocità alle Olimpiadi invernali di Calgary 1988. Nello stesso anno ci furono anche le Olimpiadi di Seul 1988: Christa Luding-Rothenburger era in gara nel ciclismo su pista e conquistò un incredibile argento nei 5000 metri.

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