Ci siamo, manca solo un giorno all'avvio delle Olimpiadi. Alla vigilia della , che inizierà alle 13.00 italiane del 23 luglio, il Presidente del CONI Giovanni Malagò ha concesso un'intervista al Corriere dello Sport. Tanti i temi toccati: dalle aspettative di medaglia, passando per lo stato d'emergenza a Tokyo, fino ai forfait azzurri più amari, compreso .
E' tanta la pressione posta su questa edizione dei Giochi, che il Presidente del CONI ha già definito come Ma è tanta anche l'eccitazione per le giornate di sport che attendono la delegazione azzurra più folta di sempre. Ecco le parole del Presidente.

Sulle critiche all'edizione dei Giochi

Tokyo 2020
UN ORO, UN ARGENTO, DUE BRONZI E UNA PALLAVOLO CHE VOLA
2 ORE FA
"Siamo chiusi da due giorni nell’albergo per i lavori del Cio, non ho avuto il tempo di andare in giro a respirare umori. Ieri, c’erano una decina di persone in strada con dei cartelli scritti a mano. Non mi sembrava una contestazione di massa. Quella che vedo io è una situazione di totale serenità. Mi sbaglierò, ma saranno le gare più viste in assoluto. Non solo per il desiderio di ammirare i campioni all’opera, ma anche per l’elemento dell’incertezza".

Sulle Olimpiadi a porte chiuse

"Non poter gridare e condividere la propria gioia con la gente è disperante, ma diventa zero se paragonata alla disperazione del dover rinunciare a un’Olimpiade, lungo una parentesi buia di otto anni. Molti di questi atleti sarebbero venuti a nuoto a Tokyo. L’errore, concettuale è alla base... Perché circoscrivere dubbi e dilemmi ai grandi eventi sportivi e non a tutti i fatti della vita? In teoria nulla è sicuro. Se parliamo delle nostre vacanze di domani o dei tifosi da riammettere o no negli stadi a partire dalle prossime partite. Non abbiamo certezze".

Sulla ferita di Roma 2024

"Con i Giochi di Milano e Cortina la ferita si è rimarginata prima del tempo. Detto questo, Roma poteva e doveva stare tra il 2024 e il 2028. Visto lo splendore della risposta parigina, l’entusiasmo incontenibile di Los Angeles, resta una grande occasione perduta. Anche perché sono cambiate le regole del gioco. Ora si parla solo di impiantistica sportiva, non più di complesse infrastrutture".

Sugli errori da Presidente del CONI

"Mi vengono in mente solo errori per cui non mi sono assolto. Uno su tutti? La scelta di alcuni collaboratori. Riconosco di aver fatto errori enormi. Ho do vuto prendere atto di comportamenti che pensavo appartenessero a mondi più cinici e spietati come quelli della finanza e della politica".

Tokyo, Malagò: "Delegazione più numerosa di sempre"

Sulle aspettative di medaglia

"Dobbiamo fare meglio di Rio. Il che significa avere un 3 davanti al numero delle medaglie. E poi qualcosa di più rispetto agli 8 ori. La tua categoria è impietosa in questo. Se vinci 7 ori e “solo” 16 argenti e 22 di bronzi, finisci dietro a uno che ha vinto 8 ori e poco altro. E invece sei un grande Paese".

La medaglia italiana più emozionante

"Senza dubbio, Federica Pellegrini oro nel 200 stile a Pechino. Da presidente, l’oro di Fabio Basile a Rio nel judo, per tre motivi: il più inaspettato, il mio primo da presidente, l’oro numero 200 della nostra storia olimpica".

Sulla medaglia più attesa

"La pallavolo su tutte. Sono trent’anni che, tra uomini e donne, vinciamo tutto, ma manchiamo l’oro olimpico. È ora che sfatiamo questo tabù. Quest’anno c’è poi la grande novità in molti sport delle squadre miste, uomini e donne. Triathlon, judo, la stessa atletica, il nuoto, il tiro a volo. Passerebbe alla storia come il nostro primo oro nella parità di genere"

Sulle nuove discipline

"Il terzo oro lo vorrei in una nuova disciplina. Il programma di questi Giochi è pieno di discipline inedite che intercettano il gusto dei giovani. L’arrampicata, lo skate, il surf. Se vinciamo una medaglia in una di queste tre vorrà anche dire che siamo stati bravi a costruire un progetto vincente in tempi così brevi".

Sulla possibile sorpresa azzurra

"Un nome? Irma Testa nel pugilato femminile".

Su Federica Pellegrini

"L’ho sentita anche ieri. È felice del lavoro, dei carichi pesanti che ha fatto in altura. La sua sfida è leggendaria. Se dovesse andare in finale nei 200 s.l. sarebbe la prima donna della storia a farlo nella stessa gara in cinque Olimpiadi consecutive. Conoscendo poi la sua cattiveria agonistica, tutto potrebbe succedere…"

Egonu portabandiera azzurra, troppo politically correct?

"So che è un discorso rimasto aperto da qualche parte, ma mi è sembrato giusto premiare per la prima volta due sport che ci hanno portato tante medaglie, il ciclismo e il tiro, nelle persone di Elia Viviani e Jessica Rossi, medaglie d’oro a Rio".

Sul forfait più doloroso

"Matteo Berrettini. Mi ha chiamato sabato scorso: “Devo darti una bruttissima notizia…”. Erano i postumi di Wimbledon, un ematoma. Un grande peccato. Penso avrebbe potuto vincere sia nel singolo che nel doppio. Purtroppo le regole ci hanno impedito di sostituirlo".
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