Manca un mese a Tokyo 2020. La capitale giapponese si prepara a diventare il centro dello sport mondiale, ospitando Olimpiadi (23 luglio-8 agosto) e a ruota le Paralimpiadi (24 agosto-5 settembre). Nell'attesa frenetica che gli atleti scendano in pista, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale le delegazioni azzurre, consegnando il Tricolore ai nostri prossimi portabandiera: Elia Viviani, Jessica Rossi, Bebe Vio e Federico Morlacchi. Emozione e orgoglio per i rappresentanti italiani, che hanno parlato così nell'occasione.

Elia Viviani

"Quando mi hanno detto della scelta sui portabandiera ero in bici, stavo correndo una tappa del Giro d’Italia e di colpo non sentivo più la fatica. Sono orgoglioso come persona e come sportivo, io e Jessica porteremo questa bandiera come espressione di una eccellenza: abbiamo voglia di dimostrare i valori dell’Italia, con ancora maggior determinazione dopo la pandemia. Affronteremo il più grande evento sportivo al mondo con il massimo orgoglio".
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Jessica Rossi

"Mi avete conosciuto come una ragazza di ghiaccio, ero una ragazza di vent’anni che non si scompose per quella vittoria con record del mondo, all’epoca non ero capace di godere delle mie emozioni perché mi veniva tutto facile. Dopo nove anni sono qui, dopo alti e bassi con momenti difficili in cui ho pensato anche di mollare, ma non l’ho fatto: ora sono qui, a piangere finalmente di gioia, come non avevo fatto a Londra, per questo ruolo che mi annunciò il presidente del Coni Malagò. Perché questa bandiera vale più di una gara vinta. Sono una Jessica più matura e consapevole, che sa vivere le proprie emozioni e non ha paura di mostrarle. Per me ed Elia sarà un onore rappresentare l’Italia che si sta rialzando dopo la pandemia: una sfida che stiamo vincendo tutti insieme, esattamente come vogliamo fare a Tokyo".

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Bebe Vio

Questa bandiera rappresenta qualcosa di magico, la bellezza del nostro Paese e la fortuna di farne parte. Rappresenta la maglia azzurra che ho avuto a 14 anni, l’inno di Mameli che è la mia “canzone” preferita e mi fa piangere ogni volta. Per me rappresenta Alex Zanardi, perché la prima Paralimpiade l’ho fatta con lui ed è stato stupendo. Rappresenta le medaglie del passato, il sogno di una bambina e il desiderio di chi in futuro sarà qui al posto mio: potervi rappresentare sarà l’emozione più grande della mia vita".

Federico Morlacchi

"È un onore ma anche una grande responsabilità perché essere il portabandiera non vuol dire solo essere i primi a entrare ma anche essere da guida. Dedicheremo questi Giochi a tutti coloro che hanno perso una persona cara durante la pandemia, ma anche a tutti quelli che, in questo periodo, hanno lottato per salvare quante più vite umane possibili. Abbiamo il potere, tramite lo sport, di far ripartire il Paese".

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