Paola Egonu in questa stagione ha vinto tutto: la classe 1998 di Cittadella si è confermata tra le migliori pallavoliste d'Europa conquistando tutto quello che era possibile vincere con Conegliano. Ora per l’azzurra c’è la sfida più attesa, quella delle Olimpiadi. In un'intervista al Corriere della Sera la schiacciatrice considera la possibilità di diventare portabandiera della delegazione italiana. La decisione ufficiale arriverà giovedì 20.
"Sarebbe fantastico, un onore pazzesco. Wow, poi potrei morire anche subito! Mi piacerebbe prendermi sulle spalle questa responsabilità, davvero: io, di colore, italiana e la bandiera. L’ignoranza e certe cose del passato hanno bisogno di un taglio netto. Sono pronta. Facciamola, bum, questa rivoluzione".
Egonu si racconta a 360°, fuori e dentro il campo:
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"Nella squadra sono quella che attacca sempre anche perché non sono capace di fare altro! Super aggressiva, però fuori dal campo mi trasformo. Macché tigre: amo stare con me stessa, il massimo che reggo in compagnia sono un paio d’ore. Poi time out, ragazze, vi saluto, ciao".
La pallavolista chiude su alcune dichiarazioni sulla sua omosessualità:
"Ho ammesso di amare una donna (e lo ridirei, non mi sono mai pentita) e tutti a dire: ecco, la Egonu è lesbica. No, non funziona così. Mi ero innamorata di una collega ma non significa che non potrei innamorami di un ragazzo, o di un’altra donna. Non ho niente da nascondere però di base sono fatti miei. Quello che deve interessare è se gioco bene a volley, non con chi dormo".

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