Quando poco più di due mesi fa la delegazione azzurra si era recata al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ricevere le bandiere nemmeno il più ottimista sognatore poteva immaginare che gli atleti italiani sarebbero tornato da Tokyo con 109 medaglie fra Olimpiadi e Paralimpiadi. L’Italia invece in questa estate magica per lo sport tricolore ha saputo rendersi orgoglioso ed onorare al meglio il paese con risultati strabilianti rimarcati dal presidente del Coni Giovanni Malagò nel suo discorso d’introduzione all’incontro con Mattarella.
"Comincerò il discorso ricordando le parole di tre mesi fa. Sono successe tante belle cose. Sono molto orgoglioso per il Paese, i ragazzi e le ragazze sono stati bravissimi. Missione compiuta. Tutto questo ci lascia ben sperare per Parigi. Io penso che si sia seminato bene negli anni passati e non era affatto scontato. Ora siamo già a 2 anni e dieci mesi dalla prossima Olimpiade, ma soprattutto a 130 giorni dai Giochi invernali di Pechino. Il merito di un'Olimpiade da record, nei numeri e nei risultati, è tutto loro. Non c'è mai stata per l'Italia nella storia un'Olimpiade con 40 medaglie, mai tutte le Regioni hanno avuto almeno un rappresentante, mai un'Italia con 46 atleti in tutti e cinque i continenti, a dimostrazione di una squadra multietnica e perfettamente integrata. La missione di rendere felici e orgogliosi tutti gli italiani è perfettamente riuscita, con un'Olimpiade da record nei numeri e nei risultati. Lo sport non è mai fine a se stesso, e ancor di più in questo momento: per questo gli azzurri non vedevano l'ora di sventolare il tricolore sul podio. Sono davvero fratelli e sorelle d'Italia”.
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Mattarella: "L’Italia si è sentita rappresentata da voi"

Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti ha ripreso dalle mani dei portabandiera Elia Viviani e Jessica Rossi (alfieri della squadra Olimpica), Beatrice Vio e Federico Morlacchi (portabandiera della squadra Paralimpica) il tricolore e ha celebrato così i successi della squadra azzurra.
Avete emozionato gli italiani. Vi sono momenti in cui lo sport assume significati più ampi. Il nostro Paese è in ripresa, si è sentito rappresentato, si è sentito coinvolto da voi. Questa è stata una grande estate per lo sport. Voi siete stati squadra, avete dimostrato amicizia e integrazione tra di voi, e avete sollecitato attenzione allo sport e a praticare lo sport.
Tra i doni ricevuti nel corso della cerimonia, il presidente della Repubblica ha anche ottenuto da Filippo Tortu, il testimone della staffetta 4x100 medaglia d'oro olimpica a Tokyo. Un omaggio speciale per il “custode dell'unità nazionale”.
"All’apertura dell’anno scolastico ho ricordato l’oro di Jacobs e quello della staffetta 4×100. Tanti hanno emozionato, come la staffetta 4×100 sl di nuoto o l’argento di Vanessa Ferrari. Ho ricordato anche la tripletta dei 100 metri alle Paralimpiadi: complimenti ad Ambra Sabatini, la più giovane medagliata. La scena tra Tamberi e Barshim è stata splendida: un gesto di vero valore sportivo. L’oro e l’argento di Bebe Vio è stato un grande successo sulle avversità. Al di là delle medaglie, abbiamo visto tante altre prestazioni di grande importanza. Ne ricordo una per tutte, la finale di Federica Pellegrini. Siete stati squadra, avete manifestato amicizia tra di voi. Avete indotto la gente a praticare lo sport: grazie per tutto questo".

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Pancalli: "Grazie a Mattarella, ci ha sempre sostenuto"

Grande orgoglio e riconoscenza anche nelle parole di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico.
Il 23 giugno quella bandiera si caricò del peso di tutti i sogni, le speranze e le ambizioni. Oggi la riconsegniamo carica di 69 medaglie, ma non con meno sogni e speranze, perché guardiamo già a Pechino e Parigi. Va fatto un grande applauso agli atleti, unici protagonisti di queste imprese. Lei, dall’inizio del suo mandato, non ha fatto mai mancare l’affetto nei confronti del mondo paralimpico. Questa vicinanza ci ha aiutato ad andare avanti ed ha rappresentato uno sprone. E’ stata storica la risposta che è avvenuta dal Paese, persone normali che si sono innamorate del mondo paralimpico e tantissimi ci stanno chiedendo come iniziare a fare sport. Il 23 giugno guardavamo a Tokyo come la luce in fondo al tunnel dell’umanità, e così è stato. Il silenzio assordante nello stadio è stato compensato dalle lacrime e dalla gioia degli atleti. Abbiamo fatto breccia nel cuore degli italiani, ma spero non commuovendo. Noi non vogliamo commuovere, ma smuovere. Noi cerchiamo la comprensione di quello che c’è dietro la preparazione del mondo paralimpico.E’ stata un’edizione da record per le medaglie e anche per l’età media degli azzurri. Tolta Roma 1960, non paragonabile per numero di partecipanti, è stata la spedizione migliore di sempre. Mai avrei immaginato nella mia vita di vedere giornali e tv aprire le prime pagine con i nostri atleti. Si vede che stiamo cambiando culturalmente il Paese. Il processo riformatore che abbiamo messo in atto è inarrestabile. Sono consapevole che i riflettori si spegneranno, ma spero che Tokyo abbia fatto capire quanto ci sia ancora da fare per garantire le pari opportunità e garantire i diritti di cittadinanza delle persone disabili"

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