In Giappone il tema è sempre lo stesso: Olimpiadi sì e Olimpiadi no. Stando alle ultime informazioni che arrivano dal Sol Levante, le intenzioni del Comitato organizzatore, del CIO e del Governo nipponico sono quelle di organizzare la rassegna di Tokyo e la riflessione verte sulla presenza o meno del pubblico, o magari su una percentuale limitata per via dell’emergenza sanitaria. In un quadro così problematico, a dire la sua è stata la tennista giapponese Naomi Osaka che, da Melbourne (Australia), ha fatto sentire la propria voce: “So che in Giappone, nell’opinione pubblica, aumenta il numero di coloro che non vogliono che si svolgano i Giochi di Tokyo, io invece spero che si facciano e farò di tutto per esserci: giocare nel torneo dell’Olimpiade sarebbe qualcosa di molto speciale per me. La mia preoccupazione è la sicurezza generale di tutti una volta che verrà riaperto il Paese. Arriverà un sacco di gente da diverse destinazioni e vorrei che il pubblico fosse messo in totale sicurezza. Sicuramente, io sono pronta a chiudermi in una stanza per due settimane (per l’eventuale quarantena n.d.r.) pur di partecipare all’Olimpiade“, le sue parole riportate dall’Ansa.

Primo ministro Giappone: "Olimpiadi simbolo della vittoria"

Probabilmente, nel mese di marzo ne sapremo di più, perché in quel periodo ci dovrebbe essere la deadline dal punto di vista decisionale. E’ chiaro che l’adozione di un protocollo anti-Covid ferreo o meno dipenderà sia dalla situazione dei contagi che dalla diffusione su larga scala del vaccino.
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