Il Commissario Tecnico della Nazionale italiana di pallanuoto maschile, Alessandro Campagna, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato del prossimo futuro del Settebello dopo il settimo posto alle Olimpiadi di Tokyo.
Così il CT:
Avremmo potuto fare di più sia io che i giocatori: siamo tutti sulla stessa barca. Non c’è un unico responsabile, tutti i giocatori o solo l’allenatore. Tutti avremmo potuto dare un contributo maggiore, quindi la delusione c’è, non mi voglio nascondere.
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L’analisi di Campagna: “Ognuno di noi per crescere nella sconfitta deve guardare dentro se stesso. Il primo che poteva fare di più sono io. Se si dice che non è colpa mia, è sbagliato. Ma anche addossarsi tutte le colpe è sbagliato: ognuno per crescere deve pensare a ciò che ha fatto. C’è chi ha reso di più e chi meno“.
Le difficoltà del movimento: “Abbiamo sofferto molto la pandemia, la pallanuoto rispetto ad altri sport ha dovuto fermare il campionato: se una squadra andava in quarantena si doveva fermare tutto. Non siamo il calcio. Abbiamo giocato la metà delle partite che di solito disputiamo in una stagione“.
Il prossimo futuro del Settebello:
Responsabilizzerò i giocatori più giovani, quelli nati nel 93-94-95, quelli che erano entrati nel gruppo di Rio ma che adesso devono fare il salto di qualità dal punto di vista della leadership: questo me lo aspetto. E infine guarderò a cosa mi offre l’Under 20.

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