41 anni e non sentirli. Neanche la lunghissima pausa per la pandemia è riuscita a fermare un intramontabile Stefano Tempesti. Il portierone dell’Ortigia si è ripresentato in acqua con una condizione invidiabile e ha trascinato la compagine siciliana allo storico passaggio del turno in Champions League. L'Albatross di Prato non si pone limiti per il futuro e non guarda assolutamente alla carta d’identità: c’è ancora spazio per altre imprese in una carriera impareggiabile. Lo abbiamo ascoltato in esclusiva per OA Sport.
Ti aspettavi un ritorno in vasca così convincente, sia a livello individuale che di squadra, con le super prestazioni nel girone preliminare Champions League?
“Avevo preparato il preliminare di Champions come se fosse una grande manifestazione della Nazionale. Sinceramente siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa. Ci siamo messi dietro Mladost, Szolnok, squadre molto più blasonate di noi e questa è la ricompensa per un lavoro svolto in maniera maniacale”.
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L’Ortigia ormai è diventata una certezza per la pallanuoto tricolore. Con quali ambizioni affronterete le prossime sfide stagionali?
“Non ci poniamo limiti. Ce l’avessero detto un anno fa che avremmo fatto una finale di EuroCup, secondi/terzi in campionato l’anno scorso e qualificati in Champions ci saremmo fatti una risata. Adesso è la realtà e quindi porsi dei limiti serve solo ad autolimitarsi. Dobbiamo puntare al massimo, alle finali di tutte le competizioni. Siamo consapevoli della forza degli avversari, ma con il lavoro si possono raggiungere grandi risultati”.
Lo scontro diretto con la tua Pro Recco in Champions League sarà emozionante?
“Sarà una bella sfida. Un conto è trovarla in campionato, quando sai che è inevitabile, un conto è trovarla nella più grande manifestazione internazionale, visto che facciamo parte delle dodici squadre più forti d’Europa e quindi del mondo. Sarà una bellissima emozione, con la posta in palio altissima ed anche il livello di concentrazione. Ho tutti cari amici in quella squadra, quindi sarà ancora più bello affrontarla con un obiettivo più grande”.
Come giudichi le decisioni prese dalla FIN in chiave campionato, con la nuova formula decisa?
“Sarebbe stato più bello fare un campionato completo con partite andata e ritorno, ma la Federazione ha fatto la scelta giusta con i concentramenti, visto che l’obiettivo è quello di concludere il torneo. Portarlo al termine nel migliore dei modi e questa formula lo garantisce. Terminata la pandemia torneremo ai campionati normali e alla vita di sempre”.
Il pensiero di addetti ai lavori e tifosi, pensando a Stefano Tempesti, va sempre alla Nazionale. Visto il tuo stato di forma una convocazione olimpica non appare più utopia.
“La convocazione olimpica è un altro mio obiettivo, un’altra di quelle cose che mi sprona a spingere sempre di più negli allenamenti e a spostare sempre più in alto l’asticella. Starà a mister Campagna fare le scelte migliori per il bene della Nazionale, se rientrerò anche io nella rosa ben venga. Io sto facendo tutto il possibile per essere chiamato, poi l’interesse comune è quello che il Settebello porti a Tokyo la squadra migliore possibile”.
A luglio saranno 42 anni, il contratto con l’Ortigia è fino al 2024: hai ancora stimoli per continuare ad andare avanti?
“Ho smesso tanti anni fa di guardare all’età, perché ogni anno che passa io ho ancora voglia di rimettermi in gioco e di sperimentare nuovi tipi di allenamenti per alzare sempre più il mio stato di forma. Quando questo verrà a mancare avrò la massima serenità nell’appendere la calottina al chiodo. Spero però di avere ancora tante sfide davanti”.
gianluca.bruno@oasport.it

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