Il 5° turno della fase a gironi di CEV Champions League maschile 2021-22 lascia un po' di amaro in bocca per i club italiani. Non tutti, ovviamente, ma la possibilità di perdere l'Itas Trentino prima dei quarti di finale ci fa restare un po' perplessi, specie vedendo il livello medio della competizione. Sfortuna nel sorteggio dei gironi, per carità, ma anche incomprensione logica davanti agli orari sfalsati dell'ultima giornata, con tanti club che potranno fare calcoli di sorta e giocare i loro match senza alcunché in palio. Al netto di ciò, un turno comunque ottimo a livello di pallavolo espressa dalle tre squadre italiane impegnate nella competizione. La Cucine Lube Civitanova espugna per la prima volta il taraflex di Novosibirsk e mette una seria ipoteca sul passaggio ai quarti di finale, col primato per la Pool C da giocarsi davanti al pubblico amico dell'Eurosole Forum e contro lo ZAKSA (peraltro con la possibilità di eliminare i campioni d'Europa in carica qualora il club polacco non dovesse superare Novosibirsk nel recupero del 12 febbraio). La Sir Sicoma Monini Perugia bissa invece il risultato dell'andata nel derby italiano contro l'Itas Trentino, vincendo 3-0 grazie a un Wilfredo Leon sempre più debordante (21 punti col 70% in attacco), e vola ai quarti con 15 set vinti e nessuno concesso agli avversari. Il doppio 3-0 rifilato all'Itas inguaia però (e non poco) i gialloblù di coach Lorenzetti, ai quali potrebbe così non bastare un eventuale successo per 3-0 sull'AS Dragons Cannes nell'ultima giornata per proseguire il proprio cammino europeo. Ziraat Bankasi Ankara (attualmente a 10 punti), ZAKSA (10 e con una partita in meno) e Zenit S. Pietroburgo (9, ma con due partite ancora da disputare), potrebbero infatti ottenere almeno 13 punti in classifica, estromettendo così Trentino dalle tre migliori seconde.

Ricezione di petto? Alessandro Michieletto può tutto!

La Lube può aspettare il suo Zar

CEV Champions League
L'Itas Trentino cambia libero, ecco Gabriele Laurenzano
22/06/2022 A 16:31
Un 3-1 in rimonta, specie su un taraflex tabù, è sempre un grande risultato. Ottenerlo però senza beneficiare dell'apporto del tuo opposto titolare, ovvero Ivan Zaytsev, lo trasforma in un successo dal significato ulteriore. Lo Zar è ancora lontano parente del giocatore meraviglioso che ha trascinato vari club e la Nazionale italiana per anni. Il problema al ginocchio è smaltito, ma la condizione fisica ancora latita e questo influisce soprattutto su altezze e direzioni in attacco. 1 solo punto e il 17% in attacco sono numeri ingenerosi per un fenomeno quale Zaytsev, ma con essi bisogna confrontarsi per ora. Per fortuna che la Lube Civitanova può contare su Gabi Garcia Fernandez, a oggi il titolare del ruolo ed elemento fondamentale per scardinare le resistenze del Lokomotiv Novosibirsk. Una sfida in crescendo, quella dell'opposto portoricano, conclusa con 17 punti e un dominio impressionante negli ultimi due set. Luciano De Cecco gli affida palloni che pesano come macigni, ma lui si fa beffe della pressione e continua a martellare con la mentalità propria dei grandi giocatori, specie se opposti di ruolo. In una sfida in cui il servizio non è punto di forza per la squadra di coach Blengini, serve poi tutta la magia pallavolistica dell'alzatore argentino, non solo per imbeccare al meglio Robertlandy Simon, ma anche per mandare in crisi il muro a lettura e opzione del giovanissimo centrale russo Dimitrii Lyzik (da tenere sott'occhio, perché il telaio è di quelli importanti). De Cecco varia infatti benissimo il gioco e tiene in ritmo qualsiasi compagno, risultando anche l'unico cuciniere in grado di far male alla ricezione dei padroni di casa dai nove metri. Al suo show personale, si aggiunge la prova di Simon. 46% in attacco, è vero, ma mai come stavolta i numeri vanno soppesati debitamente: il duello sotto rete con la coppia Lyzik-Kurkaev lo esalta tra 3° e 4° set e il suo rendimento aumenta sensibilmente, specie a muro. Sulla correlazione muro-difesa, la Lube costruirà i prossimi successi e, ci auguriamo, il prosieguo europeo: può fare meglio di quanto visto contro il Lokomotiv, ma le assenze sono ancora pesanti. Infine, due parole su Konstantin Abaev. Al cospetto di uno dei migliori palleggiatori al mondo, il classe 1999 tira fuori una prestazione sublime, forzando quasi tutto ma sbagliando praticamente nulla. Ne sentiremo parlare molto nel futuro più prossimo, magari vedendolo giocare anche in Italia.

1° tempo incredibile tra De Cecco e Simon: che show della Lube

Perugia inarrestabile: Leon fa un altro sport

Semplicemente, una corazzata. Soltanto così si può definire la Sir Sicoma Monini Perugia, anche perché tra le sue fila gioca quello che è, a tutti gli effetti, il miglior schiacciatore al mondo, almeno attualmente. Lo stato di forma di Leon è impressionante, tanto che al naturalizzato polacco riesce praticamente tutto sul taraflex. Contro l'Itas, Leon offre una delle migliori prove in carriera a 360°, anche e soprattutto per quanto riesce a fare in difesa e nelle coperture: non inganni il 31% di positività in ricezione, perché la partita giocata alla BLM Group Arena è di quelle da incorniciare, anche se in carriera hai vinto praticamente tutto. Offensivamente è poi la classica "giornata in ufficio", per un giocatore che fa notizia quando non tiene il 60-65% in attacco. Simone Giannelli sa bene di avere una bocca da fuoco impareggiabile e concentra le sue alzate tra posto 2, 4 e pipe da zona 6, giocando poco coi centrali e confermando un trend che ha quasi sempre tenuto in carriera. A risentirne è forse più di tutti Sebastian Solé, perché l'argentino è passato dall'essere terminale principale di riferimento (rispetto allo scorso anno, con Jan Zimmermann in palleggio) a terza, se non quarta, opzione d'attacco. Solé è però consapevole che Giannelli sia uno di quegli alzatori capaci di cambiare volto a una squadra e vincere partite d'alto livello quasi da solo, perciò si mette intelligentemente al servizio dei Block Devils, risultando sempre preciso e puntuale quando viene chiamato in causa. Chi invece sta scalando le gerarchie verso l'alto è Matthew Anderson, ma del resto era soltanto questione di tempo. L'intervento di appendicectomia d'urgenza e una maggiore attenzione alla propria salute mentale, come da lui stesso dichiarato via social, ci hanno restituito un giocatore a tratti devastante, ma soprattutto completo e affidabile. In carriera ha già vinto di tutto a livello di club (4 Champions con lo Zenit Kazan) ma ora vuole cominciare a vincere anche in Italia. Infine Alessandro Piccinelli, un libero con caratteristiche fisiche che alcuni definiscono insolite - dimenticando però che Sergio era 1.84 e che Jenia Grebennikov è 1.88 - ma indubbiamente dotato di grande talento. Contro l'Itas ottime coperture e dig spaziali: a 25 anni è quasi pronto per la titolarità.

Fossa Olimpica per Leon: muro a uno impressionante su Pinali

Itas tutta orgoglio e a trazione italiana

Giocare contro la corazzata Perugia è di per sé complicato. Farlo senza i due centrali titolari e con il Kaiser, Matey Kaziyski, pura comparsa per due battute, è praticamente impossibile. L'Itas Trentino del mago Angelo Lorenzetti riesce però a dare del filo da torcere per ben due set alla Sir, costringendola a "rifugiarsi" nei colpi del fenomeno Leon per evitare di concedere un set. Un k.o. quasi fratricida per la pallavolo italiana, anche se in Champions ogni club pensa a sé e il gioco di squadra non è poi contemplato; una sconfitta che inguaia non poco l'Itas in termini di classifica, come già spiegato all'inizio, ma che certifica la qualità del giovane gruppo gialloblù. Il terzetto azzurro formato da Daniele Lavia, Alessandro Michieletto e Riccardo Sbertoli offre enormi garanzie, sotto diversi punti di vista. Lavia è ormai un punto fermo nello schema a 3 schiacciatori-ricevitori di Lorenzetti, ma anche valore aggiunto (e che valore!) a muro e banda completamente ritrovata quanto ai colpi in attacco. Michieletto non ha invece più bisogno di aggettivi, dal momento che - a soli vent'anni d'età - ha raggiunto una maturità pallavolistica illogica, ma stupenda: le diagonali strette da posto 4, contro il muro a tre di Perugia, rimarranno nella mente degli appassionati per tanto, tantissimo tempo. Infine Sbertoli, ovvero il palleggiatore capace di non far rimpiangere Giannelli, neppure nella serata di celebrazione dell'ex di turno per le 315 presenze complessive in maglia Itas, grazie a una qualità nel palleggio incredibile anche in una serata in cui le pesanti assenze gli tolgono un'opzione fondamentale (il gioco veloce al centro). La squadra di coach Lorenzetti conferma di avere così un gruppo ottimamente amalgamato, tra esperienza dei veterani-leggende e freschezza di giovani fenomeni in divenire. Tutto ciò potrebbe però non bastare per qualificarsi alla fase a eliminazione diretta, uno dei limiti di una competizione che tanti allenatori vorrebbero vedere riformata. Non è tanto partigianeria verso i club italiani, quanto semmai analisi logica del livello medio di questa Champions: in tal senso, è singolare che le Pool C ed E raggruppino tre delle quattro semifinaliste dello scorso anno (quattro delle otto qualificate ai quarti, estendendo il discorso alla Lube, attuale capolista).

Dinamite nel braccio per Pinali: due ace di fila!

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Lokomotiv Novosibirsk - Cucine Lube Civitanova

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Itas Trentino - Sir Sicoma Monini Perugia

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