A quindici anni di distanza, festeggiare così una vittoria europea è un qualcosa di indescrivbile. Figurarsi poi, se a farlo è un gruppo nuovo, giovanissimo e figlio del ricambio generazionale di un'Italia che saluta Max Colaci, Osmany Juantorena e, solo temporaneamente, Ivan Zaytsev, per abbracciare volti nuovi, già diventati idoli dopo solo nove partite. L'Italvolley di Fefè De Giorgi compie un'impresa sportiva senza eguali - non era mai successo che una nazionale vincesse l'oro sia nel torneo maschile che in quello femminile - e si gode un alloro tanto agognato quanto meraviglioso. Era dal 2005, con quella bellissima finale di Roma, vinta 3-2 contro la Russia, che non provavamo emozioni simili. Un orgoglio immenso, mischiato a una gioia inesauribile nel vedere questa Italia centrare una doppietta storica e coronare un'estate da libro cuore, forse la più bella nella storia dello sport tricolore.
#6 SIMONE GIANNELLI, 10 - Non esistono più aggettivi per definirlo. Disputa un Europeo a livello altissimi, viene riconosciuto MVP del torneo e, nonostante qualche difficoltà in finale, è sempre e comunque leader di un gruppo meraviglioso a soli 25 anni. Adesso lo attendiamo a Parigi 2024: ai Giochi ha già fatto vedere di essere fondamentale, sia a Rio 2016 che a Tokyo qualche mese fa.
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Italia, vittoria stellare con la Russia in finale: gli highlights
03/10/2021 A 19:49
#7 FABIO BALASO, 8.5 - Non è ancora ai livelli di Max Colaci, ma è un libero preciso, attento e affidabile. Può migliorare sotto tanti aspetti, ma non inganni la finale, in cui ha sofferto molto il servizio sloveno. Adesso avrà anche il compito di fare da "chioccia" al giovanissimo Alessandro Piccinelli.
#14 GIANLUCA GALASSI, 9 - Al centro le maggiori difficoltà sono arrivate in finale, ma è ormai chiaro che anche in questo ruolo la coppia titolare sia affiatata e possa rendere ai massimi livelli. Galassi ha alternato ottime cose col primo tempo a una battuta forte ed efficace, il che rappresenta forse un unicum per la storia recente nel ruolo azzurro.
#15 RICCARDO SBERTOLI, 8.5 - Essere il "secondo" di Giannelli non è affatto facile, ma quando viene chiamato in causa Sbertoli dimostra sempre di essere molto più che una semplice riserva. Avere un altro palleggiatore così, con caratteristiche un po' diverse rispetto a Simone, è sinonimo assoluto di garanzia.
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#16 YURI ROMANÒ, 10 - Il voto è ovviamente dovuto al modo in cui ha "svoltato" la finale con la Slovenia. Dalla A2 a un ruolo da protagonista nell'ultimo atto della rassegna europea: niente male per il mancino di Monza, ormai comparso sui radar di tutti gli appassionati e destinato a un futuro nella massima serie italiana.
#17 SIMONE ANZANI 9.5 - A soli 29 anni è il veterano di questa Nazionale e lo dimostra in più di un'occasione, dominando a muro e risultando sempre eccellente in attacco. In finale soffre, è vero, ma i suoi Europei sono da cineteca.
#18 ALESSANDRO MICHIELETTO, 10 - Diciannove anni e un talento debordante. Alessandro ha rappresentato ciò che Elena Pietrini è stata per la Nazionale femminile di coach Mazzanti: valvola di sfogo in attacco, ad altezze siderali, unita però a un bagher preciso (e, in tal senso, non ingannino le difficoltà in ricezione di ieri sera). La sensazione è che, come per Elena, il futuro del volley italiano sia nelle sue mani.
#19 DANIELE LAVIA, 9.5 - La sorpresa di questi Europei, almeno secondo noi. Talento indiscutibile, per carità, ma Daniele ha giocato una rassegna continentale da applausi, risultando il più continuo e intelligente tra gli schiacciatori azzurri. Abile col mani-fuori, scaltro coi pallonetti spinti e mai timoroso quando c'era da tirare a tutto braccio. Si è preso anche il lusso di murare avversari ben più blasonati, mandandoli fuori giri: citofonare a Grozer e Urnaut per conferma.
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#21 ALESSANDRO PICCINELLI, sv - Entra in finale col piglio di chi non ha nulla da dimostrare e ridà smalto alla ricezione azzurra dopo le difficoltà incontrate da Balaso. Anche per Piccinelli, come già scritto per Sbertoli, si tratta di riserva extra-lusso: ci piacerebbe vederlo con più continuità, ma le gerarchie sono importanti, specie negli sport di squadra.
#22 FABIO RICCI, sv - Sempre presente quando chiamato in causa, non ha spazio solamente perché la coppia Anzani-Galassi è ormai talmente affiatata e precisa da non lasciare spiragli per la titolarità. Fabio rimane comunque un giocatore di spessore e avrà occasione di giocarsi le sue carte in azzurro durante altre competizioni.
#23 GIULIO PINALI, 8.5 - Sostituire Ivan Zaytsev non è mai facile, neppure se hai la dinamite nel braccio. Sarà anche andato fuorigiri in più occasioni, ma dai 9 metri ha fatto malissimo e rimane comunque un opposto di livello. Inutile confrontarlo coi maestri nel ruolo, per lo meno ora come ora: ha margini di miglioramento e tutte le potenzialità per essere il "bomber" di questa Italia.
#26 LORENZO CORTESIA, sv - 4° centrale nelle rotazioni di De Giorgi, ma anche per lui vale il discorso fatto per quei giocatori meno coinvolti: la combinazione tra età e qualità è dalla loro parte, pertanto ne sentiremo parlare eccome nel futuro più prossimo.
#28 FRANCESCO RECINE, sv - Portato agli Europei per aumentare il livello della ricezione azzurra, fa qualche comparsata quando Michieletto è un po' incostante nel fondamentale.
#29 MATTIA BOTTOLO, sv - Una sola apparizione, nel 3-1 contro la Repubblica Ceca, è troppo poco per assegnargli un voto. A 21 anni ha però tutto il tempo per entrare stabilmente nel giro della Nazionale e svolgere la sua parte. Bottolo è uno dei tantissimi giovani interessanti di un'Italia che, a livello di under, non lascia manco le briciole agli avversari.
All. FERDINANDO DE GIORGI, 10 - Prendere la guida dell'Italvolley e, in 25 giorni e con addii e assenze illustri, trasformarla in una macchina da guerra perfetta, capace di vincere tutte e 9 le sfide di questi Europei e di concedere solo 5 set. Il manico, nello sport, fa la differenza: De Giorgi, ancora una volta, ci ha ricordato il perché, con timeout precisi e puntuali, ma anche con una calma olimpionica che non ha eguali.
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Lupo e Nicolai, che numero! La reazione dei commentatori

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