Francesca Piccinini ha annunciato il suo ritiro definitivo dal volley giocato. La Divina della pallavolo italiana lo ha fatto attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, con tanto di richiamo in prima pagina. Da vero monumento che ha rivoluzionato questo sport, al femminile, alle nostre latitudini. “Non ci ho dormito la notte. Ci ho pensato e ripensato. È difficile staccarsi dalla vita che ho fatto per quasi 30 anni e sognavo da quando ne avevo 8. Mi fa fatica anche dirlo…".
Basta, smetto. Sono sicura al 100%. È giusto così: largo alle giovani.
Un addio a 42 anni, dopo una vita passata a giocare e a vincere, praticamente tutto: il Mondiale 2002, la Coppa del Mondo 2007 e gli Europei 2009 con l’Italia; 7 Champions League; 5 scudetti; 4 Coppe Italia.
Tokyo 2020
Le 15 dell’Italia verso Tokyo: Sylla nuovo capitano
IERI A 15:26
https://i.eurosport.com/2021/04/15/3114847.png
La toscana parla anche del suo futuro: “Ora cercherò di capire. Busto Arsizio, la mia ultima squadra, mi ha chiesto di restare a far parte del progetto: in quale ruolo, si vedrà. Per il resto, non mi precludo nulla: allenare le ragazzine, commentare il volley alla tv, quei reality a cui ho detto no quando le mie giornate ruotavano intorno allo sport. Si chiude una porta, se ne apriranno altre, spero“.
La schiacciatrice, che aveva già annunciato il suo ritiro al termine della stagione 2018-2019 salvo poi tornare nel gennaio 2020, è un’eterna giovincella: “Avrei dovuto uscire di scena con la settima Champions League a Novara, vinta a 40 anni. Ma poi Busto mi ha fatto una corte spietata. La verità è che mi sento sempre quella ragazzina che guardava i cartoni di Mila e Shiro alla tv e anche adesso che esco dalla bolla ovattata dello sport per entrare nella vita vera non voglio perderla, quella ragazzina continuerò a coltivarla“.
A proposito del passato, si parla del suo rapporto con il proprio corpo e con gli uomini: "Mangiauomini io? Per niente. Con Dj Ringo è stato amore vero, durato anni. Io e Maurizia Cacciatori siamo state due pallavoliste e due belle ragazze che hanno portato uno sport di nicchia sotto i riflettori. Anche grazie a noi il volley femminile è diventato popolare, ha attratto le ragazzine: ci sono ancora ex fan, diventate donne, che mi ringraziano per averle aiutate a credere nei loro sogni. Copertine, calendario, rifarei tutto. Anche Playboy? Fu un gioco, una sfida con me stessa. Bellissime foto e bellissimo ricordo".

Francesca Piccinini

Credit Foto Legavolley femminile

C’è spazio anche per togliersi un sassolino dalla scarpa con il CT Davide Mazzanti: “A parte che la possibiltà di una convocazione in azzurro (per le Olimpiadi, ndr) non me la sono inventata io e che avrei preferito che lo dicesse a me anziché ai giornali, non ha pesato per niente (sulla decisione di ritirarsi, ndr)“.
Al volley, che è stata la sua scuola di vita, lascia, per sua stessa ammissione, l’entusiasmo e l’esempio. Francesca Piccinini, che lega soprattutto il suo nome a Bergamo (1999-2012) ma anche a Casalmaggiore, Novara e Busto Arsizio (con cui ha chiuso la carriera), vede in giro un’altra Piccinini:
Mi rivedo nella determinazione e nella semplicità di Paola Egonu, che ha 22 anni ed è piena di talento. La naturalezza con cui ha fatto coming out è la sua forza.
Tokyo 2020
-77 A Tokyo 2020: i 5 momenti indimenticabili della Pallavolo
07/05/2021 A 11:43
Pallavolo
Egonu e Conegliano, quando il Dream Team è di provincia
03/05/2021 A 13:58