Il giorno dopo, il gusto dell'impresa è davvero dolcissimo. Un qualcosa di atteso per tanto, troppo tempo. 24 anni ad aspettare di rivedere l'Italia sul trono mondiale, dopo un tris consecutivo con cui la "Generazione di fenomeni" aveva fatto innamorare una nazione intera. La giovanissima Italvolley di Fefè De Giorgi celebra un anno meraviglioso con la medaglia più attesa, maggiormente sognata. Un oro iridato, il nella storia della Nazionale - staccati Brasile e Polonia fermi a 3, solo l'URSS ne vanta di più con 6 affermazioni - che brilla sul taraflex della Spodek di Katowice, ormai casa dei trionfi pallavolistici Azzurri.
Andiamo a scoprire insieme i voti che gli Azzurri si meritano dopo l'impresa del 3-1 in finale contro la Polonia. Una vittoria che ha impedito alla nazionale allenata di Nikola Grbic di completare un tris consecutivo d'ori iridati, lasciando così soltanto a Brasile (2002-10) e Italia (1990-98) tale record nella storia della Pallavolo.
Mondiali uomini
Generazione di Fenomeni, atto secondo: storia di un oro mondiale
12/09/2022 ALLE 14:23
#1 GIULIO PINALI, 8.5 - Entra quando c'è da martellare in battuta e non sbaglia mai nel farlo. Stavolta vive un torneo da backup di Yuri Romanò e assiste al dominio tecnico-atletico dell'altro opposto Azzurro, ma avrà modo di rifarsi nella prossima stagione, visto che in Superlega tornerà a giocare in pianta stabile da titolare. Mai una dichiarazione fuori posto, mai una polemica; sempre uno dei primi a esultare per i risultati di questa Italvolley. TENACE.
#3 FRANCESCO RECINE, 8.5 - Non gioca quasi mai è vero, ma la reazione d'orgoglio, avuta nel momento in cui Tomasz Fornal guarda in modo "brutto" capitan Giannelli dopo avergli rifilato una parallela potente, gli vale comunque il voto. Anche da queste cose si valuta la coesione del gruppo e il gesto spontaneo di "Chicco" ne fa capire l'inserimento totale in questa Italvolley. Sempre ricordando che, a 23 anni, il futuro è decisamente roseo anche per lui. IMPAVIDO.
#5 ALESSANDRO MICHIELETTO, 10 - Il "muchacho que ataca bien", come l'ha definito l'allenatore di Cuba, non smette di stupire, a soli 20 anni. Parte in sordina, si scioglie contro Francia e Slovenia e, in finale, domina dai nove metri e con palla alta e staccata, rispolverando anche quei pallonetti spinti che lo avevano reso celebre agli Europei. Sollecitato in ricezione, concede pochissimo anche in questo fondamentale. Lascia senza parole quando si trova a dover mettere a terra palloni quasi ingiocabili e si conferma giocatore che riscriverà la storia di questo sport. ABBACINANTE.
#6 SIMONE GIANNELLI, 10 - MVP agli Europei, MVP ai Mondiali. Due ori, sempre qui a Katowice, che portano eccome la sua firma. Giocatore generazionale, fenomeno assoluto e palleggiatore rivoluzionario per il ruolo. Chiude la finale iridata con 9 punti (6 tra attacchi e tocchi di seconda, 2 ace, 1 muro), statistica incredibile per un palleggiatore e accetta la sfida a distanza con Tomasz Fornal con la calma olimpionica che solo i più grandi al Mondo posseggono. A 26 anni non è ancora nel pieno della sua carriera: viene solo da chiedersi dove possa arrivare il più determinante palleggiatore della storia recente. ICONICO.

Michieletto: "Porterò l'Italvolley sempre più in alto"

#7 FABIO BALASO, 10 - Il vero gigante di questa Italvolley, pur essendo l'Azzurro più basso tra i quattordici convocati. Monumentale in ricezione, con miglioramenti incredibili rispetto alla VNL conclusasi a luglio, sontuoso in difesa e nelle coperture. Bagher e piano di rimbalzo che andrebbero insegnati in qualsiasi scuola di Pallavolo, mentalità da leader tecnico ed emotivo. Non è un caso se viene eletto miglior libero del torneo, anche perché annulla lo strapotere di quasi tutti i grandi battitori, minando certezze in un fondamentale che è ormai imprescindibile per poter competere a livelli d'élite. TARANTOLATO.
#8 RICCARDO SBERTOLI, 8.5 - Cambio tattico per sfruttarne il servizio, ma anche giocatore capace di sostituire al meglio Giannelli nell'unica "mini-pausa" che il capitano Azzurro si prende in questi Mondiali. Sarebbe titolare in tantissime altre squadre, nell'Italia non gioca solo perché ha davanti il miglior giocatore del Mondo, ora come ora. Consente però a coach De Giorgi di poter avere una riserva aurea - nel vero senso della parola - che si rivelerà giocoforza importante quando necessario. PREZIOSISSIMO.
#12 MATTIA BOTTOLO S.V. - Non vede praticamente mai il taraflex dell'Arena Stozice o quello della Spodek, ma anche qui stiamo ragionando su un giocatore che avrà un grande futuro in Nazionale. Non esistono spettatori non paganti in queste imprese, perciò anche il suo mattoncino, nel lavoro quotidiano in palestra, è stato imprescindibile. TALENTO NATO.

Alessandro Michieletto e Yuri Romanò durante la finale mondiale Italia-Polonia (3-1). Photo Credit: volleyballworld.com

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#14 GIANLUCA GALASSI 9 - Litiga col servizio per quasi tutti i Mondiali, ma riesce a trovare grandi turni in battuta proprio nella finale con la Polonia. A muro è sempre una garanzia, nei 1° tempi velocizza come sa fare solo lui tra gli Azzurri. Premiato nel 6+1 ideale del torneo iridato, ha margini di miglioramento evidenti ed è destinato a un ruolo sempre più importante all'interno di questo gruppo. ESSENZIALE.
#15 DANIELE LAVIA, 10 - Se si potesse, sarebbe MVP al pari merito di Giannelli. Gioca un torneo a livelli spaziali, sempre in controllo da posto 4, debordante in pipe e davvero efficace anche con le variazioni al servizio. Mura meno del solito, ma quando lo fa trova il petrolio sotto al taraflex. In attacco è fenomenale: alternanza di potenza, intelligenza e sagacia, tra diagonali strettissime, pallonetti tattici e mani-out da giocatore esperto e navigato. Un diamante così lucente da accecare chiunque lo guardi giocare. Rivelazione assoluta dopo un anno da autentico fenomeno: non è il "nuovo Bernardi", soltanto perché nella storia di questo sport resterà impresso anche il nome di Daniele Lavia. EQUILIBRATORE.
#16 YURI ROMANÒ, 10 - De Giorgi lo libera da ogni possibile pressione - ecco il perché della mancata convocazione di Zaytsev, ora si faccia tutti ammenda per le accuse al coach - e lui risponde con prestazioni da fuoriclasse. Scovato da Fefè in A2, diventato titolare del posto 2 Azzurro nel volgere di un Europeo, adesso è il "bomber" instancabile di una Nazionale che si affida spesso a lui quando c'è da mettere palla a terra o fare punto in altri modi. In battuta fa un altro sport e manda in tilt qualsiasi ricezione, in parallela non è leggibile da alcun muro. MERAVIGLIOSO.

Romanò: "Io al posto di Zaytsev? Un sogno. Ai Mondiali cresceremo"

#17 SIMONE ANZANI, 10 - Vice-capitano imprescindibile. A 30 anni è il giocatore più esperto di questa Nazionale e conferma di essere fondamentale nel momento in cui coach De Giorgi lo preferisce a Russo per voltare faccia all'ottavo di finale contro Cuba. Da lì, comincia a non lasciare più scampo ai centrali avversari, con un senso della posizione a muro e una capacità di opzionare i 1° tempi avversari da primo della classe. Le lacrime nel momento in cui la Polonia sbaglia la battuta e "consegna" agli Azzurri l'oro mondiale danno tutta la misura di che giocatore sia Anzani. GRANITICO.
#19 ROBERTO RUSSO, 9 - Finalmente possiamo ammirare il vero Russo! Dopo troppi problemi fisici, il centrale Azzurro torna a completa disposizione della Nazionale e si prende un ruolo da protagonista in questa medaglia d'oro. Benissimo coi 1° tempi extra-ruotati, abile a muro e con un servizio che potrà diventare micidiale, se affinato al meglio. La carta d'identità è poi dalla sua parte (23 febbraio 1997), il che significa una cosa sola: nel ruolo l'Italia è coperta più che bene. RITROVATO.
#24 LEONARDO SCANFERLA, S.V. - Per il libero classe 1998 vale sostanzialmente lo stesso ragionamento fatto su Sbertoli: non gioca soltanto perché, nelle gerarchie di squadra, ha un fenomeno disumano. Se però l'Italia lavora così bene in ricezione, c'è anche tanto del suo merito. Garanzia per il futuro, a mani basse.
#30 LEANDRO MOSCA, S.V. - A 22 anni, questa è tutta esperienza che tornerà utile nel corso della carriera. Talento, altezza e verticalità ci sono già, arriveranno anche le presenze per dimostrare di valere il massimo livello di competizione. Verona intanto si gode un campione del Mondo, atteso a una Superlega che ne possa garantire la definitiva consacrazione.
All. FERDINANDO DE GIORGI, NON VALUTABILE - Da una "Generazione di fenomeni" all'altra? Fefè plasma, a sua immagine e somiglianza, un gruppo che, in meno di un anno, si mette al collo prima l'oro europeo e poi quello mondiale. Non è giudicabile in quanto la perfezione non può avere voto umano: non sbaglia un timeout o una richiesta di video-challenge, infonde tranquillità con parole semplici ma che sanno toccare le giuste corde nella mente dei suoi pallavolisti. Maestro senza eguali in questo gioco, ha costruito una Nazionale spavalda, futuribile e in costante miglioramento. In un Paese che non punta quasi mai sui giovani, andrebbe fatto Presidente del Consiglio... GENIO.
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