In una domenica storica per lo sport italiano, complice anche l'epica vittoria dell'Italbasket sulla Serbia, l'impresa più grande arriva dal taraflex della Spodek di Katowice. L'Italia vince l'oro mondiale dopo 24 anni da quello giapponese del 1998, conquistato allora dalla "Generazione di fenomeni" plasmata da Julio Velasco. Non è un azzardo definire questo giovanissimo gruppo Azzurro come una nuova generazione di fenomeni, visto che in poco più di un anno l'Italvolley ha vinto l'oro europeo, ha centrato il 4° posto alla Volleyball Nations League e ora si mette al collo un oro irdato che suggella il lavoro tecnico di un Fefè De Giorgi spaziale.
Simone Giannelli disputa una sfida da miglior giocatore del mondo, chiudendo con 8 punti - cifra impressionante e senza senso per un palleggiatore - e orchestrando in maniera davvero divina il gioco degli Azzurri: non è un caso se il giocatore di Perugia viene nominato MVP e miglior palleggiatore del torneo. A lui si aggiungono l'essenzialità di un Daniele Lavia (19 punti) che sta giocando una Pallavolo a tratti celestiale, confermando di essere un diamante non più grezzo in posto 4; la tenuta difensiva di Fabio Balaso, libero extra-lusso capace di minare qualsiasi certezza nel primo fondamentale dei polacchi, la battuta; le invenzioni di Alessandro Michieletto (14), talento generazionale se mai ce ne fosse uno, abilissimo con palla staccata da rete. Senza ovviamente dimenticare il lavoro dei centrali, con la staffetta tra Gianluca Galassi e Roberto Russo che consente al centrale siciliano di prendersi la scena contro avversari fortissimi, mentre Simone Anzani, in lacrime sul 20-25 del 4° set, meriterebbe un capitolo a sé nel libro dei fondamentali di questo sport.
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La partita

Un gruppo già unico, dopo soltanto un anno di coesione. L'Italvolley ci regala una domenica da marchiare a fuoco nel calendario della storia pallavolistica, centrando un oro mondiale che ha il sapore dolce, dolcissimo dell'impresa. A inizio Mondiali, nessuno avrebbe scommesso neppure su una medaglia per gli Azzurri, visto quanto successo nelle Finals di VNL contro Francia e Polonia. L'Italia ha però fatto tesoro di quelle sconfitte, cambiando approccio proprio contro la Francia, nei quarti di finale, e con la Polonia oggi. In un tempio della Pallavolo - e in una nazione in cui quello del tarflex è sport nazionale - la squadra capitanata da un eccelso Giannelli, tiene benissimo in ricezione e annulla lo strapotere, in termini di potenza, dei polacchi dai nove metri. In questo, il lavoro di Balaso - miglior libero di questi Mondiali - è fenomenale: il giocatore di Civitanova vanifica quasi tutti i micidiali servizi degli avversari in questa competizione, innalzando anche il livello dei compagni nel fondamentale da seconda linea. Se la ricezione è l'aspetto del gioco in cui gli Azzurri hanno completato i miglioramenti più evidenti, la correlazione muro-difesa, l'attenzione nelle coperture e la capacità di lasciare che gli avversari possano giocare col muro scomposto, rappresentano perle tecniche evidenti per una Nazionale che dimostra di poter essere performante a 360° e di non soffrire la pressione, nemmeno all'interno di una Arena in cui tutto il pubblico tifa praticamente per la Polonia.

Romanò: "Io al posto di Zaytsev? Un sogno. Ai Mondiali cresceremo"

L'Italia, che sarà ricevuta lunedì 12 settembre (alle ore 12:15) al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ribalta i pronostici della vigilia facendo valere turni in battuta devastanti. Che sia Romanò, picchiando forte, o Giannelli, con grandi variazioni, il servizio degli Azzurri manda spesso in tilt la ricezione dei polacchi, obbligando coach Grbic a cambiare spesso in banda. La Polonia non è sorretta nemmeno dal talento, fenomenale, di Bartosz Kurek - nominato miglior opposto del torneo, un po' a sorpresa visto quanto fatto da un Romanò monumentale - e, dopo aver vinto il 1° set 25-22 con una rimonta incredibile (8-1 di break), si scioglie come neve al sole sotto il calore di una squadra che, stasera, non mostra debolezza alcuna. A Grbic resta forse il dubbio di aver completamente sbagliato nel togliere ritmo ad Aleksander Sliwka: lo schiacciatore polacco gioca i primi 2 set da potenziale MVP di questo torneo, visto anche il rendimento tenuto in tutte le precedenti sfide, ma viene richiamato in panchina ed esce dal match, con Tomasz Fornal che ricerca sì ace impressionanti, ma sbaglia davvero troppo in attacco nei momenti chiave.

Il tabellino

Polonia - Italia 1-3 (25-22; 21-25; 18-25; 20-25)
  • Polonia: Popiwczak (L) n.e., Kaczmarek 7, Kurek 8, Klos n.e., Lomacz, Sliwka 12, Kochanowski 6, Semeniuk 11, Zatorski (L), Janusz , Bieniek 9, Fornal 5, Poreba n.e. All. Grbic.
  • Italia: Pinali, Recine n.e., Michieletto 14, Giannelli 7, Balaso (L), Sbertoli, Bottolo n.e., Galassi, Lavia 19, Romanò 13, Anzani 7, Russo 3, Scanferla (L) n.e., Mosca n.e. All. De Giorgi.

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