Vittoria doveva essere e vittoria è stata: missione compiuta dalla Nazionale azzurra che supera 3-1 la Cina e torna a sperare nella qualificazione alla finale di Nations League. Prova in chiaroscuro della nazionale di Blengini che ha dominato il campo nel secondo e nel quarto set, facendo valere una qualità di gioco indubbiamente superiore ma che nel finale del primo parziale e soprattutto in un terzo set da dimenticare, ha mostrato ancora tutti i suoi limiti, quando della partita non sono le star Zaytsev, Juantorena, Giannelli e Colaci. Bravi, comunque, gli azzurri, a togliere le castagne dal fuoco dopo un terzo set senza mordente, bravo Maruotti, forse il più continuo, se si esclude la battuta e bene anche Parodi, entrato in corsa al posto di uno spento Lanza che fatica a trovare invece il ritmo giusto, e capace di rimettere a posto le cose in un quarto set che poteva farsi complicato. Discreta anche la prova di Baranowicz in regia.
In avvio Blengini punta su Baranowicz in cabina di regia e getta nella mischia Maruotti nel sestetto titolare in banda. L’Italia ha un buon approccio al match e resta avanti per tutta la prima parte del set (10-7). I cinesi si aggrappano al muro e ai centimetri ma in attacco faticano. Il muro di Anzani regala il massimo vantaggio agli azzurri: 21-17 ma l’Italia si incarta in ricezione e si fa raggiungere dai cinesi, molto efficaci in contrattacco (23-23). Ci pensano Lanza in attacco contro il muro piazzato avversario e Baranowicz con un ace (il primo dell’Italia) millimetrico a regalare il primo set agli azzurri: 25-23.
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In avvio di secondo set prova a mettere il naso avanti la Cina che con il servizio va avanti 4-2 ma Maruotti rimette le cose a posto con tre attacchi vincenti consecutivi che lanciano gli azzurri sul 12-9. Gli azzurri si affidano a Nelli per il cambio palla e sono anche meno fallosi del set precedente. Piccolo momento di difficoltà quando con il “solito” muro i cinesi si riportano a -2 (22-20) ma Lanza prima, Anzani a muro e Maruotti, migliore in campo nel parziale, chiudono il set con il punteggio di 25-21.
L’Italia spegne la luce in avvio di terzo parziale. I cinesi sono efficaci in battuta e in difesa e gli azzurri sbagliano lo sbagliabile in attacco. I cinesi vanno avanti 10-6, poi volano sul 17-12 e tengono a distanza di sicurezza un’Italia che deve fare i conti con il black out di Lanza e Nelli e che prova ad aggrapparsi (senza risultati positivi) a Parodi e Sabbi. La Cina viaggia senza problemi verso il successo che riapre il match: 25-19.
Nel quarto parziale la Cina perde improvvisamente efficacia in battuta e l’Italia ne approfitta per prendere una salutare boccata d’ossigeno. Gli azzurri scattano avanti 8-5 e 10-6, la Cina fatica in fase punto, con gli azzurri che hanno in Parodi il punto di riferimento in attacco. I cinesi restano aggrappati al match fino al 17-15, poi un attacco millimetrico sulle mani del muro di Nelli e un errore di Jiang lanciano gli azzurri sul 20-15. Non ci sono più problemi per l’Italia che chiude, come nel primo set, con un (doppio) ace di Baranowicz che frutta il 25-17.
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