Sylla-Orro, è show anche da Cattelan: "Prima della finale olimpica vomitavano tutte..."

VOLLEY - Myriam Sylla e Alessia Orro in versione "comedy" con Alessandro Cattelan: le due pallavoliste azzurre, reduci dalla conquista dell'oro olimpico a Parigi, raccontano particolari nascosti dell'avventura ai Giochi e spaziano a tutto campo su vita privata, hobby e abitudini.

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Video credit: Eurosport

Myriam Sylla e Alessia Orro hanno proseguito la scia del successo olimpico andando ospiti da Alessandro Cattelan nel nuovo podcast "Stasera c'è Cattelan - Supernova". Le due campionesse azzurre del volley hanno parlato a 360° del loro rapporto, della loro storia sportiva e raccontato una miriade di aneddoti distinguendosi per simpatia e brillantezza.
Il fulcro del podcast è girato, ovviamente, attorno all'esperienza olimpica, conclusa con la medaglia d'oro. In particolare, le ragazze si sono soffermate sui ricordi successivi alle vittorie in semifinale e finale.
"Quando sono entrata in spogliatoio dopo la semifinale c'era tanta tensione - ricorda Orro -. Ho trovato il bagno occupato da una parte. Il cestino occupato dall'altra, c'era Myriam e un'altra mia compagna che vomitavano. Dopo la finale invece nulla di che. Eravamo molto tranquille, siamo entrate in spogliatoio sorridenti, con i nostri amici e familiari".
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La palleggiatrice dell'Italvolley ha poi proseguito toccando l'argomento del Villaggio Olimpico, tanto affascinante quanto problematico.
"Non l'abbiamo vissuto perché abbiamo alloggiato in hotel. Si può scegliere dove stare. Non è obbligatorio alloggiare tutti insieme. E Velasco ha scelto di stare il più lontano possibile perché al Villaggio ci sono troppe distrazioni. Alla fine è risultato complicato viverci perché non c'era l'aria condizionata, non c'era abbastanza cibo e le palestre erano tutte molto lontane. In hotel eravamo molto vicine al palazzetto, con l'aria condizionata e il mangiare era ottimo. Al Villaggio ci bollavano come 'le ragazze dell'hotel', che venivano da fuori. Abbiamo vinto per questo? Può anche essere...".
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Sylla ha invece ricordato i primi passi mossi nel mondo del volley, uno dei tantissimi sport provati da bambina prima che diventasse quello su cui avrebbe costruito una grande carriera.
"Mia cugina mi ha portato a fare un allenamento di prova. Non sapevo neanche cosa fosse la pallavolo. Ero imbranatissima. Infatti i miei genitori andavano fare la spesa durante le partite perché non giocavo mai. All'inizio non mi veniva nulla. Ma mi hanno tenuto perché ero alta e mi han detto 'Stai lì'. Il volley ora mi piace tantissimo, ma all'inizio non mi piaceva. Mi lasciavano sempre al muro... anche Velasco mi ha messo al muro".
La schiacciatrice di Milano ha concluso proiettando il pensiero al futuro. Che cosa le piacerebbe fare una volta chiusa la carriera sportiva? Ecco la risposta, ovviamente molto scherzosa.
"Vorrei lavorare con Maria De Filippi al posto di Tinì a "Uomini e Donne". Che cosa fa? Niente. Commenta. Starei lì seduta. Ecco, forse non proprio al posto di Tinì, chiedo scusa. Di fianco. Anche se magari quando ho finito di giocare lei smette".
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