Aveva due case: Cervia, il suo paese natale, dove trascorreva l’estate, spesso al Bagno Fantini dove fino a qualche anno fa, era solito dare spettacolo sulla sabbia dedicandosi al suo secondo amore, il beach volley e Almeria in Spagna dove ha costruito una carriera vincente da allenatore e doveva aveva avviato anche un ristorante il cui nome era tutto un programma: La Cocina de Piero.
Piero Molducci non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia con il tumore che lo aveva colpito due anni fa e via via debilitato nel fisico ma ha lottato duramente, come era solito fare in campo e in panchina, fino a questa notte quando il male lo ha portato via. Ha legato la sua prima parte di carriera a Forlì, prima come giocatore in serie A2, poi come allenatore dal 1991, una volta smessa la divisa da atleta, che lo vide militare in serie A2 anche nella squadra della sua città, Cervia.
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Nel 1991-92 fu ingaggiato dalla Moka Rika Forlì in A2 e nel 1993 passò alla Gierre Valdagno. Nel campionato 1996-97 esordì in Serie A1, alla guida dell’Auselda AED Roma. Passò poi ad allenare Ravenna, Parma e Latina. Nel 2005 la prima esperienza in Spagna e subito centro con il successo in campionato alla guida dell’Unicaja Almería, città di cui si innamorò follemente. Nel 2007 e 2008, in due campionati, portò il Forlì dopo sette anni dalla B1 alla A1.
Restò fino al 2011 a Forlì e poi si trasferì definitivamente in Spagna ad Almeria, squadra che allenerà per ben otto stagioni vincendo ben tre scudetti, tre Coppe del re e una Supercoppa spagnola. Nel 2018 si trasferì ad Ibiza dove guida la squadra locale per una stagione e mezzo: ad inizio 2020 dovette lasciare l’incarico per dedicarsi alle cure. Avrebbe compiuto 66 anni a settembre.

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