Chiariamolo fin da subito: Ekaterina Antropova rappresenta un "nome nuovo" della pallavolo, soltanto se non si segue questo sport. Nonostante i 19 anni non ancora compiuti - spegnerà le candeline il prossimo 19 marzo - l'opposto della Savino Del Bene Scandicci fa parlare di sé da almeno due anni. Con la Green Warriors Sassuolo, Antropova ha chiuso la scorsa stagione di Serie A2 segnando qualcosa come 790 punti in 123 set giocati, per una media irreale di 6.4 punti/set. Per darvi un metro di paragone, Paola Egonu ha terminato la regular season 2020-21 con 5.8 punti/set (506 totali in 87 set giocati): con ciò non si vuole certo sostenere un confronto tra le due, che oggi non può sussistere per molteplici ed evidenti ragioni. Nella pallavolo, i numeri raccontano però molto specialmente per il ruolo di opposto, fondamentale nella contemporaneità espressa sui taraflex. Il successo per 3-2 ottenuto al Palafenera, ha proiettato Scandicci al 2° posto in classifica, con 45 punti in 20 partite, per quanto tante altre squadre debbano recuperare molte sfide. Ai fini della vittoria, Antropova ha contribuito con 32 punti (6 ace, 3 muri-punto) e una personalità illuminante, non sottraendosi mai alle proprie responsabilità. La squadra allentata da Massimo Barbolini ha peraltro ritrovato, almeno per una sera anche se speriamo che possa essere un punto di svolta stagionale, Elena Pietrini. L'azzurra ha chiuso infatti con 16 punti (44%) e tantissima solidità in ricezione (43% di eccellenza su 40 palloni, 63% di positiva).

Talento impressionante, a 360°

Pallavolo
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28/06/2022 A 16:09
Doti atletico-fisiche incredibili, specie se rapportate alla giovanissima età, e un braccio destro al fulmicotone. Antropova è il perfetto prototipo dell'opposto contemporaneo, così debordante contro qualsiasi muro avversario e letale nel primo fondamentale: la battuta. Con 30 ace stagionali - 6 rifilati a Chieri nella sfida di ieri sera - guida la classifica per battute vincenti al pari di Egonu, ma con una miglior media (0.70 contro 0.52) a set. Nel ruolo vanta poi pochissime eguali anche per altre statistiche: alla sola Egonu per percentuale in attacco (45,7% contro il 48.4% della Pantera di Conegliano), per media muri/set (0.44) e ultima per muri subiti (13, come Egonu) tra quelle pallavoliste che hanno giocato almeno 40 set in stagione. Oltre ai dati, c'è però uno strapotere tecnico-atletico che ricorda molto da vicino quello di Alessandro Michieletto. Fisici simili, altezze siderali pressoché identiche e tanta versatilità, anche se Antropova può migliorare sotto qualsiasi punto di vista. La sfida contro la Vero Volley Monza l'ha ampiamente dimostrato: tra passaggi a vuoto figli della giovanissima età e incapacità di variare il colpo nel momento in cui il muro rosablù le sporcava qualsiasi attacco, una delle prove di maturità non è comunque stata fallita. Il talento è evidente, da predestinata di uno sport scelto comunque da sua madre, Olga, basandosi sull'antropometria, ossia sulla scienza che misura il corpo umano nella sua totalità o nelle diverse parti volute. "Era chiaro che Kate sarebbe stata alta e snella. Inoltre, questo sport è più sicuro, ci sono meno contatti rispetto al basket o alla pallamano", così dichiarava Olga in un'intervista rilanciata anche da volleyball.it.

La questione della sua nazionalità sportiva

In estate, la Savino del Bene aveva completato il roster proprio con l'acquisto di Antropova, tesserabile peraltro come giocatrice italiana visto quanto successo fino a quel punto della carriera della 2003. Verso ottobre, la nazionalità sportiva di Antropova ha però aperto una sorta di "caso", dal momento che Ekaterina è stata costretta a un mese di stop forzato affinché la FIVB (Fédération Internationale de Volleyball) potesse pronunciarsi, pare non definitivamente, sulla questione. Il problema nasceva dal fatto che la Federazione russa, dopo aver scritto al Sassuolo che la giocatrice non era mai stata tesserata come russa pur avendo ricevuto una convocazione per le Under, aveva fatto dietrofront. Emerse le enormi potenzialità di Antropova e considerato il ricambio generazionale della propria nazionale femminile, con Arina Fedorovtseva, schiacciatrice classe 2004, designata nuova leader al posto di Nataliya Goncharova, la Russia ha intravisto la possibilità del "colpaccio". A oggi, dopo un primo passo in quella che più fonti già analizzano come una potenziale battaglia da tribunale, Antropova si ritrova a essere tesserata da russa, sia in A1 che in CEV Challenge Cup, secondo l'ultimo parere offerto dalla FIVB. Ekaterina e Scandicci sembrano però intenzionati a fare ricorso, per dare continuità alla scelta di vita che la sua famiglia intraprese anni fa, portandola in Italia per farla crescere qui non solo pallavolisticamente. Risulta evidente che si tratta anche di una questione d'opportunità. La Russia si trova quasi a contendere all'Italia una di quelle giocatrici destinate - per quanto potenzialmente - a cambiare il futuro della pallavolo, ma la sensazione è che possa prevalere anche quel senso di riconoscenza verso il Bel Paese, per quanto alcune società tricolori ebbero "paura delle scartoffie con un atleta di un altro Paese" quando Antropova e famiglia decisero di trasferirsi stabilmente nello Stivale.

Le prospettive future

Chiarita, almeno per ora, la situazione riguardante la sua nazionalità sportiva, Antropova è innegabilmente destinata a diventare una fenomenale pallavolista e scrivere pagine forse indelebili nel libro dei record di questo sport. A cominciare dal numero di ace realizzati in una singola partita. Le 10 battute vincenti di Micha Hancock - realizzate nella sfida tra Igor Gorgonzola Novara e Bosca S. Bernardo Cuneo, 1 giornata di ritorno della A1 2019-20 - ma anche le 13 di Wilfredo Leon sembrano poter essere superate da una Antropova che, alla prima stagione nel massimo campionato italiano, è stata già capace di firmare 8 ace in una singola sfida (contro Busto Arsizio, 5ª giornata di ritorno). Oltre ai potenziali primati da poter stabilire, è altrettanto evidente come e quanto Ekaterina possa innalzare il livello di un'intera squadra, trascinando le compagne verso importanti risultati. Scandicci sta cercando di ritagliarsi uno spazio tra i top-team di questa A1 (Conegliano, Monza, Novara) e la prossima estate potrebbe essere in tal senso decisiva. Le trattative di mercato potrebbero rivoluzionare ben più di una squadra, pertanto la Savino Del Bene - confermando il gruppo attuale e magari innestando qualche giocatrice di peso nei ruoli più "scoperti" - potrebbe approfittarne. Con un'Antropova sempre più responsabilizzata e, perché no, forte magari dell'esperienza al Mondiale 2022. Nel caso, speriamo con la maglia della Nazionale.
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