Con la Vero Volley Monza avanti due set a zero in gara-2, il baratro sembrava davvero vicino per le Pantere. La Prosecco Doc Imoco Volley Conegliano non è squadra che si disunisce nel momento delle difficoltà, lo sappiamo bene tutti, eppure in questi primi due atti della Finale Scudetto di A1 femminile 2021-22 non sono mancati tanti, forse troppi, blackout. A cominciare dalla tenuta in ricezione, passando poi per la scarsa efficacia e la poca continuità dai nove metri, per arrivare infine a una correlazione muro-difesa da top team soltanto in alcuni frangenti. Paola Egonu riesce sempre e comunque a fare la differenza - ieri sera 29 punti (2 ace, altrettanti muri-punto) col 47% in attacco - anche in una serata in cui litiga non poco col primo fondamentale della pallavolo contemporanea, il servizio. La regina del volley mondiale, da sola, non può però bastare neppure al dream team di coach Daniele Santarelli.
Non è un caso che la rimonta sia infatti maturata nel momento in cui altre protagoniste sono salite in cattedra, a cominciare da Joanna Wolosz e Miriam Sylla. La palleggiatrice polacca disputa una prova da MVP, riuscendo a variare molto il gioco anche nel momento in cui la ricezione delle compagne potrebbe mandare in crisi qualsiasi alzatrice al mondo. Tutte, ma non "Asia", poiché la trentaduenne ha talento da vendere, utile anche a sopperire ai passaggi a vuoto della sua seconda linea. La schiacciatrice della Nazionale dà invece spettacolo nei set che servono alla rimonta, dopo aver incassato qualche muro di troppo, riuscendo a trovare quella continuità con le solite sbracciate in extra-rotazione da posto 4 che tanto ci hanno fatto sognare nelle sue presenze con l'Italvolley. Andiamo allora a scoprire alcune chiavi tecnico-tattiche di questa gara-2, valsa a riportare in parità (1-1) una Finale Scudetto comunque bellissima.

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Fattore ricezione

90 e 86%. Non sono numeri scritti qui a caso, bensì le percentuali di positività e perfezione della ricezione di Monza nel 1° set di gara-2. Sia chiaro, il concetto di ricezione ++ (palla in mano al palleggiatore) è tanto aleatorio quanto soggettivo, per cui questi numeri devono essere debitamente contestualizzati anche in base al refertista di turno. Risulta però evidente, almeno finora in questa serie, che la squadra di coach Gaspari è decisamente più solida nel fondamentale rispetto all'Imoco, specie dopo la firma di Jordan Larson. Conegliano non soltanto paga i "salti" di Kathryn Plummer, obbligando il proprio allenatore a ricorrere alla staffetta tattica con Megan Courtney (ieri 57% di perfetta con 1 solo errore), ma non riesce a trovare continuità neppure con le altre sue Pantere. Moki De Gennaro resta la miglior libero al mondo - anche in gara-2 ha dato prova di quanti punti valga il suo rendimento, salvando attacchi avversari umanamente indifendibili - però da sola non può bastare per aumentare il livello di tutta la squadra. In ottica Super Finals di CEV Champions League, quando (il 22 maggio) l'avversaria si chiamerà VakifBank Istanbul, bisogna decisamente cambiare marcia. Monza non ha lo stesso attacco del club di Guidetti, pertanto Conegliano sa di potersela giocare anche con ricezione negativa. Nell'ultimo atto europeo, per quanto il Vakif stia continunando nella sua altelenante stagione dai nove metri, ricevere nello stesso modo dei primi due set di questa gara-2 potrebbe rappresentare una pietra tombale sui sogni di back-to-back europeo.

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Wolosz sempre in cattedra

Fortuna, per l'Imoco, che in regia c'è la migliore al mondo. Non esiste infatti altra definizione per descrivere il talento in palleggio di Wolosz, anche ieri abilissima nel variare il gioco perfino quando la ricezione non l'ha sorretta e le sue centrali non sembravano in ritmo gara, specialmente una Rapha Folie da 3/12 in attacco ma comunque utilissima, come sempre, a muro. Si è letto più volte che Wolosz riesca a tirare fuori tutto il meglio dal braccio di Egonu e la partita di ieri sembra aver confermato un po' tale teoria: variando in posto 2 o da posto 6 per la pipe, il risultato è comunque un'alzata quasi sempre perfetta per le altezze siderali che solo Paola riesce a raggiungere. Il che, di per sé, non significa garanzia di punto messo a referto, ma resta comunque un'opzione valida all'80%, salvo errori di Egonu stessa. Quanto ai "palloni sprecati" si potrebbe aprire un capitolo interminabile, anche se è bene ricordare anzitutto due cose: l'opposto ha licenza di sbagliare, per definizione; la perfezione statistica di un opposto non è di questo Mondo. Certo, la tripletta consecutiva di errori che è costata cara a Conegliano nel tie-break di gara-1, resterà impressa a lungo nella mente di chi valuta il rendimento di Egonu soltanto in base agli errori, ma tant'è. Tornando a Wolosz, il 2022 ci consentirà di riammirarla anche con la Polonia, magari in diagonale con Magdalena Stysiak, attuale opposto di Monza, frenata però in questa Finale Scudetto da una condizione fisica un po' precaria.

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Il fondamentale dai 9 metri e Miriam Sylla

Oltre che in ricezione, l'Imoco non sta riuscendo a trovare continuità neppure nei turni in battuta. Agevolare così la seconda linea - di per sé già molto forte - di Monza non è peccato capitale soltanto perché le centrali lavorano sempre bene a muro, invadendo tanto nella metà campo avversaria e sporcando molto gli attacchi delle rosablù. In tutta questa stagione, Conegliano non è riuscita a fare la differenza dai nove metri pur avendo in squadra ottime giocatrici nel fondamentale: dal salto top-spin di Egonu, al salto-flot delle centrali, passando per le più "tattiche" Lara Caravello e Giulia Gennari. Forzare da fondo campo è ormai chiave fondamentale in questa contemporaneità della pallavolo, dal momento che la battuta è diventata il primo fondamentale anche in ambito femminile: citofonare Ekaterina Antropova o Isabelle Haak per averne conferma. Restando in tema di battute, le variazioni di Miriam Sylla riescono comunque a mandare in tilt la ricezione avversaria, anche se ieri sera la schiacciatrice Azzurra ha fatto la differenza soprattutto in ricezione-difesa e, dal 3° set in avanti, in attacco. Sbracciate ormai consuete in extra-rotazione, con quel movimento quasi atipico della spalla, a volte in controtempo, per "entrare" molto nella metà campo avversaria al centro di un ipotetico quadrilatero formato da posto 6-5-3-4. É lecito sostenere che proprio Sylla abbia cambiato il volto e l'andamento di questa gara-2, così come non sarebbe sbagliato aspettarsi che, anche nel 3° atto di questa serie, sia proprio la schiacciatrice a fare nuovamente la differenza. Il tutto, per mettere in bacheca altri trofei prima di lasciare Conegliano a fine stagione con l'approdo verso nuovi lidi.

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