La vicenda dai toni accesi che si è scatenata sul campo di Perugia in gara1 di semifinale contro Modena sembra assumere toni più smorzati. Dopo le scaramucce in campo e i provvedimenti disciplinari sfociati in quattro giornate di squalifica a Yoandy Leal, la "battaglia" si era spostata sui social.
A innescarla era stato Earvin Ngapeth, che con tre post su Instagram raffiguranti Dragan Travica aveva accusato il palleggiatore di Perugia di essere un traditore razzista e chiedeva alla Legavolley di prendere dei provvedimenti.
A quei post Travica aveva risposto (di comune accordo con il suo club) lasciando intendere la volontà di denunciare per diffamazione chiunque gli rivolgesse ancora quegli epiteti.
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Ebbene, la reazione dell'alzatore padovano ha sortito degli effetti: i post incriminati e accusatori sono spariti dalla pagina di Ngapeth, mentre la società di Modena non si è schierata ufficialmente con alcun comunicato in questa vicenda.
Ci si augura dunque che la questione sia chiusa qui, che a parlare sia solo il campo e che domenica a Modena, per gara 2 (con i padroni di casa 1-0 nella serie playoff) non ci siano ulteriori strascichi.

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