Torna l’appuntamento con Volley2U, il programma a cura di Sport2U, in collaborazione con OA Sport, dedicato al mondo della pallavolo. Ospite della trasmissione è Davide Mazzanti, CT della Nazionale Italiana di volley femminile.
Le Olimpiadi si avvicinano e anche la Nations League. Per questo motivo, l’allenatore azzurro ha pensato di creare due gruppi separati, ecco come ha motivato questa scelta: “Pensando al calendario della Nations League e a dove fosse posizionato rispetto alle Olimpiadi, sia rispetto al calendario delle partite, abbiamo stilato una serie di pro e contro nel disputare la VNL e la cosa migliore che abbiamo pensato di fare è stato dividere i due gruppi. Dal punto di vista fisico, ci sono tante situazioni che dobbiamo gestire e con il calendario della VNL non coincidevano poi così tanto”.
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Il tecnico prosegue: “Per quanto riguarda l’allenamento per la VNL e al tempo che possiamo dedicare all’allenamento, non eravamo a conoscenza delle modalità e dei tempi degli allenamenti nella bolla e anche il fatto di continuare il recupero fisico di certe ragazze nella bolla diventava difficile. Uno dei motivi, era che le molte ragazze, soprattutto quelle di Conegliano, per mantenere questo stato di bolla durante la stagione, col club sono state attente: le condizioni dell’Imoco Village erano rigide e questo ha aiutato a proteggere lo spogliatoio. Inoltre, ho pensato che il modo migliore per preparare i Giochi sia quello di cercare amichevoli di livello da qui all’inizio dell’Olimpiade“.
Qual è il miglior atteggiamento per affrontare un’Olimpiade? “Sfortunatamente, le nostre aspettative sulle Olimpiadi non sono mai state rispettate. Non ne siamo mai usciti felici. Quindi, ho pensato che forse le aspettative ci hanno fatto male. Anche nelle mie due esperienze c’erano tante aspettative, a Londra come a Pechino, non rispettate. Il trucco è che bisogna andare a Tokyo vivendo l’aspettativa, credo che l’antistress più grande sia essere calati nella propria parte, senza spostare la propria attenzione su ciò che viviamo e non è facile perchè l’Olimpiade amplifica tutte le emozioni. Da Rio – continua – le ragazze vogliono cambiare e vivere un’ Olimpiade diversa perchè chi l’ha vissuta l’ha definita ‘strana’ anche a livello organizzativo. Sono uscite deluse da Rio, al di là del risultato sportivo”.
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