Sono state ore intense per ogni atleta azzurro imbarcatosi per le Olimpiadi, ma forse per Paola Egonu, lo sono state un po' di più. La schiacciatrice dell'Imoco è stata scelta come portabandiera del CIO alla cerimonia d'apertura che si terrà il 23 luglio.
A candidare il nome della Egonu è stato il presidente del CONI Giovanni Malagò: lui stesso ha comunicato alla pallavolista azzurra la bella notizia. A pochi giri d'orologio dall'esordio, la compagine femminile di pallavolo è una dei protagonisti più attesi di questa Olimpiade: le ragazze azzurre partono tra le favorite per strappare una medaglia pesante. Intervistata dalla Gazzetta dello Sport, Paola Egonu ha analizzato il suo momento.
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Sull'attesa delle Olimpiadi

"Quante emozioni tutte insieme e tutte belle . Mi sono ripromessa di viverle e di godermele fino in fondo perché sono momenti incredibili. Siamo tese, non vediamo l’ora di cominciare il torneo".

Sul gruppo

"È stato bello rivederci. Devo dire che siamo maturate un sacco in questo periodo. Ovviamente non è che non ci fossimo più viste, alcune sono compagne di squadra, altre avversarie. Ma ritrovarsi per la Nazionale ha un altro sapore. È stato più facile stare insieme. C’è una consapevolezza diversa da parte di tutte dell’obiettivo che abbiamo e tutte noi siamo pronte e disponibili a lavorare. Sappiamo dove vogliamo arrivare questa volta".

C'è troppa pressione posta su questa Nazionale?

"Sinceramente no. Le aspettative sono anche le nostre, ma è inutile stare a pensare a quello che si aspettano gli altri. Poi ora in Giappone è anche più facile isolarsi e concentrarsi sull’obiettivo. Non serve pensare ad altro".

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Sull'esperienza di Rio

"Ero piccola, non ero veramente consapevole di quello che stavo vivendo in quel momento. Eravamo tutte così giovani... E se ci penso adesso mi fa quasi impressione. È stata un’esperienza che comunque è bello avere nel mio bagaglio personale perché ora so cosa sto andando a vivere, sono preparata e me la posso godere meglio. A quella Paola oggi direi di stare tranquilla e continuare a lavorare e a crescere, di continuare a spingere al massimo perché le soddisfazioni alla fine arrivano".

Sulle amichevoli preolimpiche

"La Serbia è sempre una squadra molto forte, anche se non era certo al top, come non lo eravamo noi. Sono state partite utili per vedere anche noi a che punto siamo e su quali cose dobbiamo ancora lavorare".

Sulle avversarie per la medaglia

"Onestamente non abbiamo ancora avuto tempo di vedere tutto delle avversarie, ma sappiamo di dover gestire con attenzione ogni partita. Non sarà una passeggiata, il nostro sogno ce lo dovremo sudare fino in fondo".
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