L’Italia ci ha provato per larghi tratti, ha fatto partita alla pari con i Campioni Olimpici, ha messo in crisi il Brasile in diversi frangenti della partita ma alla fine i verdeoro si sono imposti per 3-1 (25-15; 17-25; 25-23; 25-22) nel match che ha chiuso il primo weekend della World League 2017 di volley maschile.
Alla Adriatic Arena di Pesaro (semideserta anche per l’incontro di cartello del fine settimana) gli azzurri cercavano la vittoria di prestigio, il grande scalpo nella rivincita della Finale di Rio 2016 anche se eravamo in campo con una squadra decisamente diversa rispetto a quella del Maracanazinho (mancavano Zaytsev, Juantorena e Birarelli).
L’Italia ha dimostrato di essere ancora indietro rispetto ai sudamericani in questo momento specifico della stagione ma il divario annunciato alla vigilia si è manifestato in maniera minima vista la prova tutto cuore esibita dagli uomini di Chicco Blengini: eccezion fatta per un primo set praticamente mai giocato, Buti e compagni hanno disputato un incontro di qualità, dominando il secondo parziale e andando avanti addirittura sul 23-21 nella terza frazione dove soltanto un turno in battuta micidiale di Lucarelli ci ha tagliato le gambe, prima di un quarto set in equilibrio fino al secondo time-out tecnico.
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La nostra Nazionale è mancata soltanto nei momenti più caldi, quelli in cui serve freddezza ed esperienza, qualità che un gruppo nuovo e ancora da affinare deve maturare nel corso delle prossime settimane. L’Italia chiude il weekend casalingo con una vittoria (3-0 sull’Iran) e due sconfitte (doppio 3-1 contro la Polonia Campione del Mondo e il Brasile): ora la strada verso la Final Six è tutta in salita ed è richiesto un autentico miracolo nelle partite a venire. Si ripartirà il prossimo weekend da Pau (Francia) dove affronteremo i Campioni d’Europa padroni di casa, la Russia e gli USA.
Blengini decide di affidarsi al sestetto titolare visto negli ultimi due giorni, eccezion fatta per il centrale Davide Candellaro sostituito da capitan Simone Buti affiancato da Matteo Piano. In cabina di regia Simone Giannelli, Luca Vettori opposti, Filippo Lanza e Luigi Randazzo di banda, Massimo Colaci il libero.
Dopo un primo set disastroso, in cui l’Italia ha stentato in attacco ed è crollata sotto i colpi offensivi degli scatenati Guerra e compagni, il CT decide di operare un cambio determinante: fuori uno spento Randazzo (1 su 8, lontano parente del mattatore visto venerdì contro l’Iran), dentro Oleg Antonov. Saranno proprio il suo servizio e gli attacchi di un indemoniato Lanza a riportarci in parità nel conto set.
Voliamo sul 23-21 nella terza frazione dopo aver inseguito a lungo, spinti dalle invenzioni di Oleg e dalla caparbietà di Lanza, con un Vettori davvero su di giri nel big match. Qui però salta fuori il talento di Lucarelli che ci punisce al servizio con due aces consecutivi. L’Italia non molla nella quarta frazione ma sul 16-16 si spegne la luce e il Brasile festeggia la seconda vittoria nel torneo dopo aver perso all’esordio contro la Polonia.
Top scorer un buon Luca Vettori (19 punti), 11 punti a testa per Lanza, Buti e Antonov. Buona prestazione anche di Piano (8), encomiabile regia di Giannelli e un plauso anche a Colaci che si è spesso immolato. L’Italia ha giocato bene in attacco e a muro, ha spinto al servizio, rispetto a ieri ha ricevuto meglio: tecnicamente non è mancato molto, le colpe sono solo da ricercare nell’atteggiamento mancato nel momento determinante e in un’esperienza ancora tutta da costruire ma gli azzurri non sono dispiaciuti per il gioco espresso in campo. Dall’altra parte della rete hanno fatto la differenza l’opposto Evandro Guerra (19 punti) e lo schiacciatore Ricardo Lucarelli (15), entrambi ben serviti da Bruninho.
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