Oro individuale e il bronzo a squadre nel fioretto nelle Paralimpiadi a Rio 2016, ma soprattutto un grandissimo esempio di resilienza e voglia di combattere contro le difficoltà che le vita le ha posto davanti: Bebe Vio torna a parlare e lo fa a 360° su Gazzetta.

I miei riferimenti

"Ho sempre adorato Jury Chechi anche per quello che dice sul talento: che non ne aveva, ma si è allenato tantissimo per crearselo. Poi, facendo scherma, ammiravo e cercavo di imitare Vezzali, Errigo, Trillini e Di Francisca. Ma ancora non conoscevo il mondo paralimpico: a parte che ho avuto la fortuna di incontrare subito Zanardi e Pistorius, più vado avanti più mi rendo conto che i miei veri idoli sono i ragazzi della mia associazione art4sport Onlus, che ancora non hanno vinto niente ma che sanno farti venire il sorriso e la voglia di andare in palestra e spaccare tutto".
Paralimpiadi
Zanardi, il gip archivia l'inchiesta: il camionista non ha colpe
23/07/2021 A 07:47
Bebe Vio insegna a un bimbo a come usare la protesi mioelettrica
"La vittoria è ottenere ciò che vuoi vincere, che sia la gara dell’oratorio o l’Olimpiade, e la condizione da cui parti sono affari tuoi. Se poi non vuoi uscire da quella condizione, è un altro discorso. E vale in ogni ambito della vita"

Rio, il sogno

"Io avevo 5 anni quando ho iniziato a sognarmi i Giochi, che fosse Olimpiade o Paralimpiade non è cambiato molto. Per me tutto era pazzesco. Vincere alla prima Paralimpiade è stato incredibile. L’oro individuale lo volevo a tutti i costi, ma la gara a squadre è stata l’apoteosi, la realizzazione di ciò che per me significa lo sport: un volerci credere tutti insieme. Noi non dovevamo neanche esserci, come squadra eravamo nate da poco: siamo rientrate perché la Russia era stata buttata fuori per doping. Il nostro motto era: non succede, ma se succede… E ho chiuso io, 19enne, anziché la capitana che si è fatta da parte approfittando della “irresponsabilità” mia e della voglia che ho di ribaltare le situazioni. L’umiltà di Loredana Trigilia, che era alla quinta Paralimpiade, è stata un esempio per tutte noi: un mito".

Zanardi, l'eroe che ha trasformato una disgrazia in opportunità: tutte le sue imprese

Zanardi

Mi è servito tantissimo e mi rendo conto di quante persone lui abbia ispirato a fare sport, indipendente dall’avere o no una disabilità. Lui ha stimolato tanta gente non solo a fare sport, ma a fare di più nella vita. È uno che ti incanta".

Nuovi "Bebe Vio"

"Ne vedo 38: tutti i ragazzi di art4sport. Il sogno di fly2tokyo, il gruppo ristretto a 11, è fare la Paralimpiade assieme. Almeno la metà ci riuscirà. Qualcuno è già sicuro, come Edoardo Giordan: lui non ha ancora fatto i Giochi, eppure ha già ispirato un sacco di ragazzini. Non solo disabili. Significa che stiamo cambiando le regole, la mentalità. E la Paralimpiade è solo l’apoteosi".

Comitato Paralimpico

"Vorrei diventare una Pancalli senza carrozzina ma con le protesi. Vorrei riuscire a fare i discorsi che fa lui, è la persona più brava del mondo a parlare. Dovrò studiare tanto, perché Luca è un avvocato e tante cose già le sa mentre io non conosco questo mondo. Il mio primo desiderio dunque è essere una spugna di Pancalli. Il mio sogno sarebbe riunire tutte le federazioni olimpiche e paralimpiche assieme, tipo quella della scherma: noi siamo stati i primi a farlo, ancora prima di Londra 2012, dando pari opportunità a tutti gli atleti. Il Cip sta già facendo un gran lavoro: Pancalli sta riunendo le varie federazioni per far crescere assieme tutto il mondo paralimpico".

Zanardi: "Giochi nel 2021? Alla mia età far sport è un mezzo miracolo ma mi sento un privilegiato"

Paralimpiadi
Bebe Vio: "Quando vinci ti accorgi di quanto è stato importante perdere"
16/07/2021 A 16:21
Paralimpiadi
Zanardi, parla la moglie: "Alex sta combattendo"
01/07/2021 A 14:44