Ambra Sabatini era la più piccina e meno famosa dell'autoribattezzatosi Trio Medusa ai blocchi di partenza della finale dei 100 metri femminili (categoria T63) alle Paralimpiadi di Tokyo. Nonostante avesse già detenuto il record mondiali di specialità, la fama a cinque cerchi precedeva le campionesse azzurre Martina Caironi e Monica Contrafatto. Eppure è stata proprio la 19enne maremmana a tagliare per prima il traguardo con stratosferico crono di 14''14, buono per mettersi al collo la medaglia d’oro e fissare il nuovo primato mondiale sulla distanza nel giorno della storica tripletta azzurra. I pensieri non possono allora che correre a quel 5 giugno del 2019.
“Ho pianto perché desideravo troppo la medaglia, rappresenta il riscatto di questi due anni dall’incidente e finalmente mi sento completa“.

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Ambra è già una promessa dell’atletica (specialità mezzofondo) dopo aver praticato in gioventù anche pattinaggio e pallavolo e si sta recando agli allenamenti a bordo dello scooter del babbo, percorrendo le strade dell’Argentario: l’auto proveniente dal senso opposto di marcia invade la loro corsia dopo un sorpasso azzardato tranciandole il ginocchio. L’intervento di camion dei vigili del fuoco che si trova per puro caso nelle immediate vicinanze è provvidenziale: un pompiere stringe un laccio emostatico attorno alla gamba per bloccare l’emorragia salvandole la vita. Il verdetto dei medici dell’Ospedale Careggi di Firenze risulta tuttavia impietoso: amputazione della gamba sinistra sopra il ginocchio.

La riabilitazione

Ambra incassa il colpo a stretto giro di posta e riparte con forza: asciuga le lacrime, rifiuta l’assistenza psicologica e comincia a lavorare sugli addominali già sul lettino di ospedale. La 17enne comincia a fare sul serio con il nuoto e il ciclismo e quando arriva la protesi adatta torna al suo primo amore, l’atletica leggera. Siamo appena al 2020 e la progressione di Ambra è straordinaria: diventa la nuova primatista italiana nei 60 indoor e stabilisce il record del mondo dei 100 al Grand Prix di Dubai con 14’’59. Il resto è attualità e storia allo stesso tempo: a Tokyo chiude il cerchio, a soli due anni e spiccioli dal terribile incidente stradale. Fenomeno.

La tempra

Ambra si è diplomata all'istituto commerciale informatico nel giugno 2021, è entrata in pianta stabile nel Corpo delle Fiamme Gialle e tramite l'associazione Art4sport, nata per volontà della famiglia di Bebe Vio, è impegnata a diffondere un messaggio potente a beneficio dei più giovani. Lo ha raccolto il Corriere della Sera e tra le sue pieghe possiamo facilmente individuare una maturità assolutamente fuori dal comune per una 19enne:
"È nell’indole umana lamentarsi, ma ai ragazzi di oggi voglio dire di apprezzare anche le piccole cose perché non sono scontate e continuare a perseguire un sogno che deve rimanere per sempre il punto fisso anche in situazioni difficili, perché gli ostacoli sono limiti creati soltanto dalla nostra mente, ci vuole coraggio per superarli, ma è tutto possibile"
Dopo la memorabile impresa di Tokyo 2020 siamo sicuri che il suo preziosissimo e accorato messaggio motivazionale viaggerà ancora più spedito.

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