Quanto sei bella, Bebe! Stupenda prova complessiva nel fioretto femminile individuale (categoria B) e medaglia d'oro, dopo la finale contro la cinese Zhou stravinta per 15-9. Per Vio è il secondo alloro paralimpico, dopo quello di Rio de Janeiro 2016, ma anche la conferma di essere la regina indiscussa dell'arma nobile. Un dominio evidente già nei turni preliminari - con la fiorettista italiana capace di subire solo 3 stoccate in sei diverse sfide - ma suggellato nella fase a eliminazione diretta. Neppure un anno e mezzo senza gare ufficiali ha spezzato lo strapotere di Bebe Vio nella specialità. Terza medaglia di giornata per l'Italia, dopo il bronzo di Raimondi nei 100 stile libero S10 e l'argento di Palazzo nei 200 misti femminili SM8.
"Molta sofferenza. L'avversaria era la stessa di Rio, ma è migliorata tanto in questi anni. Durante il Covid tutti gli atleti cinesi si sono allenati tantissimo, basti pensare che qui a Tokyo al momento tutti gli ori sono dei cinesi! Per Bebe è stato un anno veramente molto difficile e si è vista la fatica che ha fatto. Una medaglia soffertissima e siamo felicissimi. Spero che riesca domani a partecipare all'evento a squadre, perché oggi l'ho vista stanchissima. Per lei la gara vera è quella a squadre e ci sono buone possibilità per fare bene" Queste le parole di Ruggero, padre di Bebe, rilasciate ai microfoni Rai. "Bebe mi ha regalato un sacco di emozioni col suo oro, ma la realtà è che tutti gli atleti paralimpici mi hanno regalato qualcosa, emozioni con le loro storie e le loro gare. Bebe non poteva che essere la ciliegina sulla torta di questa mia esperienza a Tokyo, lei che ha fatto tornare l’oro alla scherma in questa spedizione giapponese. Adesso speriamo nella terza Paralimpiade consecutiva, e potrebbe anche superarmi! Gli atleti paralimpici non sono assolutamente da meno rispetto a quelli olimpici. Si allenano esattamente con le stesse intensità. Il nuoto sta andando molto bene, il triathlon, la scherma, il tiro con l'arco, gli sport equestri, sono certa che questa Paralimpiade ci regalerà tantissime emozioni. Spero che al Quirinale, insieme al Presidente della Repubblica Mattarella, festeggeremo tanti atleti. A Bebe Vio mi accomuna la voglia di vincere: ogni volta, dopo aver piazzato la stoccata finale, si butta fuori così tutta l'emozione e il lavoro fatto per arrivare fin lì". Così invece Valentina Vezzali, nel commentare il 93° podio della scherma italiana paralimpica (18° oro).
Tokyo 2020
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Bebe Vio, oro paralimpico nel fioretto femminile categoria B ai Giochi di Tokyo 2020

Credit Foto Getty Images

E infine Bebe Vio: "Sono due medaglie completamente diverse. A Rio è stata la prima volta, mentre questa volta non avrei manco dovuto esserci per un infortunio molto grave che sembrava potesse impedirmi di tornare a tirare. Pancalli sul podio mi prendeva in giro chiedendomi di non fare danni, perché era certo che facessi cadere la medaglia, mi è stato vicinissimo nel periodo del mio infortunio. Fisicamente non sto benissimo, vediamo domani la gara a squadre come andrà. Rispetto a Rio sono cambiate tantissime cose e con la Zhou ci siamo studiate molto a vicenda nelle prime stoccate. Lei è davvero tosta, ma per fortuna stavolta io lo sono stata di più. Sul podio però mi ha detto "goditela, perché la prossima volta di batto!". La dedico alla mia famiglia, che quest'anno ha sofferto davvero tanto i miei infortuni, ai miei allenatori, a Mauro - il fisioterapista - che ha fatto un lavorone. Domani c'è però la gara veramente importante: quando sei che ci sono compagne e che devi vincere anche per loro è veramente molto più bello. Speriamo di migliorare il piazzamento di Rio".

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